The Wayfarer

Home is where the way is, my road goes on forever, one more voyage to go

Ho una confessione da fare, una sorta di segreto di Pulcinella sospeso sulla mia testa meccanica come una spada di Damocle: come tutti gli aspiranti scrittori di genere fantasy sogno di pubblicare con la casa editrice Nord.
Perché?
Perché questa casa editrice nacque per diffondere il fantastico in un paese che non lo considerava, né considera tuttora, un degno genere letterario a maggior ragione dopo il baby-boom degli anni zero.
In Italia il fantastico non avrà mai una sua dignità, nonostante oltre i confini fantascienza e fantasy siano riconosciuti come letteratura.
Draghi e fatine.
Roba per bambini.

Ma noi ingoiamo e andiamo avanti, con spalle larghe ed else di spade che spuntano da queste. Perché basta sentir nominare la Terra di Mezzo, leggere di Rivia, ripensare persino al Mondo Emerso perché quel mondo di carta si animi di colori intorno a noi.
E questo in parte lo dobbiamo anche la Nord, con i suoi scivoloni quando capitava, ma con una crociata eroica che oggi rischia di perdere.
Di questi giorni la notizia che Armenia stia chiudendo i battenti. Da tempo sappiamo che la Nord ha allargato gli orizzonti, arrivando a comprendere anche questo.

Non ho ancora inviato niente alla Nord, perché nonostante mesi di intenso lavoro con il Dottore non ho ancora terminato la stesura di quello che sarebbe il mio primo (e ultimo?) romanzo. Ho preso parte al Torneo Letterario IoScrittore per sapere se l'idea potesse piacere a qualcuno. E c'è qualcuno che ha seguito questa via ed ebbe fortuna.
Ho già parlato, e non in termini lusinghieri, de La viaggiatrice di O.

Ne parlai nel 2012 e da allora sparì dai radar. Non se ne sentì praticamente più parlare, quindi perché accanirsi sui cadaveri? Perché rimane comunque un caso interessante nel panorama nostrano. Una casa editrice scommise su una esordiente. E quella scommessa fu persa.
La casa editrice Nord si fiderà mai più di una manovra del genere?
Intendiamoci, il libro di Elena Cabiati non è peggiore di molti altri. Non è una schifezza, è un'opera ingenua i cui difetti saltano all'occhio immediatamente. A distanza di due anni, tuttora non capisco l'azzardo della Nord e temo che sia un mistero destinato a rimanere insoluto.
Ma ci sono anche delle certezze.

Indovina l'autore? È facile facile...
La Nord credeva in questo libro. Non c'è altro modo di pensarla: ingaggiarono Barbieri e si rivelò una mossa lungimirante. Paolo Barbieri, come tutti sanno, è lo storico illustratore che ha fatto la fortuna di Licia Troisi e mi sento di aggiungere viceversa. Il connubio funzionò benissimo: entrambi ottennero una notorietà immediata, una coppia-bomba.
E infatti la maggior parte dei commenti sul libro in questione che si leggono su internet contengono una falsariga delle seguenti parole:
Ciao Elena… Innanzi tutto vorrei complimentarmi con te perchè mi è piaciuto molto il tuo discorso. Sei stata sincera al 100%, anche nel dire cose poco “popolari”. Io ho letto la viaggiatrice di O poco dopo averlo visto per la prima volta in libreria. Mi ha colpito la copertina, e spinto dalla voglia di provare qualcosa di nuovo ( e perchè no, felice che per una volta si trattasse di un’autrice italiana) l’ho comprato. 
Dal blog di Elena Cabiati
Oppure, su Ibs:
Enrico (25-05-2012)
Ottimo debutto per Elena Cabiati. Come al solito mi sono fatto invogliare dalla copertina del bravissimo Paola Barbieri nell'acquisto del libro, l'Editrice Nord non sbaglia un colpo sula grafica. Il libro dopo qualche capitolo iniziale di "riscaldamento" diventa interessante la trama comincia a mostrarsi unica e originale per luoghi e personaggi. Le descrizioni fluide e approfondite ma senza ulteriori e inutili dilungamenti che spesso sfociano nella noia. Il romanzo è imprevedibile e mantiene suspence fino alla fine dando nulla per scontato. Se devo trovare un pelo nell'uovo, troppe pagine bianche a mo di capitoli e carattere sempre toppo largo. Consigliato!

Voto: 4 / 5

La copertina, l'autrice italiana e il fatto che fosse ambientato in una città del nostro paese. Questi sono gli elementi de La viaggiatrice di O che hanno fatto breccia sin dall'inizio nei lettori.
A distanza di due anni dall'uscita è l'autrice stessa a raccontare la sua esperienza sul proprio blog:
Il secondo romanzo invece sta lottando dimenandosi come una furia. Lotta nella mia mente per trovare una forma. Lotta contro la quotidianità che gli mette i bastoni tra le ruote. E lotta contro lo stesso mondo editoriale da cui è nato il precedente: le edizioni Nord non lo pubblicheranno. Non ora almeno, e forse (ma credo che potrei anche togliere il forse) non lo pubblicheranno mai. Perché? Perché in un periodo di crisi non c’è posto per le mezze misure. Mi spiego meglio, in qualche cosa bisogna eccellere; se avessi scritto un capolavoro con molta probabilità non avrei questo problema. Non lo avrei nemmeno se avessi scritto una fetecchia dal punto di vista letterario, ma estremamente accattivante per la moda del momento. E tanto meno se fossi stata un’ottima promoter di me stessa. Ma la verità è che La Viaggiatrice di O è stato il mio primo romanzo, carino, divertente, ma non certo ancora un capolavoro; la verità è che pur rientrando a pieno titolo in un genere, La Viaggiatrice voleva essere almeno un po’ originale e mi sono molto irritata quando ho letto la quarta di copertina in cui, per catturare un po’ di pubblico, si faceva un ammiccante riferimento a una scuola di streghe (pressoché inesistente nel romanzo) che strizzava l’occhio a Harry Potter & co . Così alla fine La Viaggiatrice è risultata simpatica, curata nella forma e nello stile, ma fuori moda… Le streghe andavano tre o quattro stagioni fa, poi è stata la volta dei vampiri, ora trionfano gli angeli e nel frattempo si è riusciti anche a riesumare zombi e licantropi. Ad una presentazione una ragazzina mi si è avvicinata e mi ha chiesto: “Che cos’è la protagonista?” ci ho messo qualche istante per capire la domanda, poi ho risposto “Una strega”. E lei se ne è andata con un libro di vampiri erotomani sottobraccio. Nulla contro morti viventi di vario genere, ma non sono il mio tipo.
Dunque critica e autocritica. Il libro non è un capolavoro, cosa che confermo, così come confermo che non inserisca in nessuna moda del momento. Condivido un po' meno il rovesciare la colpa sulla Nord: la scuola di magia c'è eccome ed è presentata sin da subito, dalle prime pagine. È la scuola di magia che dà ordini alla protagonista, Gala, che le assegna le sue missioni e quant'altro. Per quanto non sia assolutamente un ambiente predominante alla Hogwarts, dire che la scuola di streghe non ci sia è quantomeno poco credibile.
Non condivido neanche la questione del fuori moda: il problema de La viaggiatrice non è essere fuori moda, è essere fuori target. È troppo semplicistico anche per ragazzine, è un romanzo direttamente per  bambini e così andava categorizzato. I siparietti della protagonista e del maestro sembrano usciti da un manga e rischiano di essere molto poco apprezzati in un mondo in cui il fantasy si fa sempre più cupo, darker and edgier, specie da una casa editrice che pubblica Paul Hoffman e vanta Andrzej Sapkowski come punta di diamante.

Il dizionario alla voce "Darker and Edgier"
Tuttavia, Geralt si presenta da solo. Paul Hoffman ha dalla sua di essere straniero, Elena non ha avuto appigli. Avrebbe dovuto difendere con le unghie e con i denti la sua posizione, lottare all'ultimo sangue, questo glielo concedo.
Forse la Nord ha pensato troppo presto che il cavallo su cui aveva puntato stesse zoppicando e non ci ha neanche provato a risollevare le sorti di quest'opera prima. A nulla sono valse le recensioni entusiastiche e che oggi uno scrittore debba essere anche un personaggio rimane un dato di fatto.
Deve avere un tratto distintivo, personaggi memorabili, emergere dalla massa insanguinato e vincitore. Oggi, per essere scrittore, bisogna combattere e a volte le parole non bastano.
Che fatica. Ora mi tocca imparare la lezione: scrivere un capolavoro, avere un’idea nuova e travolgente, scrivere qualcosa di commerciale e diventare un’esperta di marketing. Non sto scherzando. Molti colleghi arricceranno il naso, ma chiedo loro di notare che come prima cosa ho detto “scrivere un capolavoro” o almeno avere l’ambizione di provare a farlo. Questo credo ancora che dovrebbe essere il sogno di ognuno di noi: creare qualcosa di bello. Ma anche le altre lezioni sono importanti. Seguo in silenzio (l’ho detto no? sono timida e sto zitta) le polemiche degli ultimi giorni su un romanzo uscito da poco. Seguo in silenzio e cerco di imparare. Stimo le buone idee anche se sono commerciali e di marketing, perché ci vuole intelligenza, creatività e coraggio anche a trovare quelle (e io non le ho avute…). E non mi permetto di fare i conti in tasca su nessuno, perché rischiare su sé stessi è ammirevole più di usare gli stessi soldi per una vacanza o una macchina nuova. Se si trattasse di un avvocato che investe denaro per aprire il suo studio nessuno avrebbe nulla da obbiettare, ma essendo tutti “artisti” sembra disonorevole sporcarsi le mani con la pubblicità… Per quanto riguarda il contenuto del libro e la parte stilistica e creativa, non posso dire nulla e nulla dirò, non avendo letto il libro. Ma chapeau per l’intraprendenza.
Credo che qui stia parlando proprio di Elisa S.Amore, che, com'è noto, fece proiettare il booktrailer del suo libro autopubblicato in alcuni cinema prima del film Twilight. Ed ebbe evidentemente buoni risultati se la Nord decise di ripubblicare il suo libro. Buon per lei, chiaramente, ma va sempre ricordato anche il target per cui si scrive. E credo che, forse, il primo passo sarebbe chiarirsi bene in testa quale sia, perché credo che le azioni di marketing debbano essere mirate in modo oculato. Quelle che funzionano con i bambini non vanno per gli adolescenti, quelle per adolescenti rimangono indifferenti agli adulti.
Queste ammissioni sono comunque degne di ammirazione e di rispetto.
Sono anche riflessioni utili a chi, se mai dovesse avere una simile occasione, non voglia ritrovarsi con il culo per terra prima ancora di cominciare. 
E confido che anche la Nord abbia imparato che chiamare qualcuno "la nuova stella del fantasy italiano" e chiamare Paolo Barbieri non basti a farne una profezia auto avverante.
Non sono invidiosa di Elena Cabiati. Lo sarei, forse, se avesse avuto il successo che si augurava, così come non ho motivo di rallegrarmi dell'ennesimo tentativo del fantastico che va a vuoto. Sarebbe un atteggiamento incoerente da chi invece ama il fantasy e spera che, prima o poi, anche nella nostra nazione venga osservato un po' meglio di un chewing gum calpestato che dà solo fastidio sotto la suola a ogni passo.

Qualche mese fa, Elena Cabiati ha pubblicato sul suo blog un capitolo anteprima del seguito che sta scrivendo e lo trovate qui.
Ognuno è libero di trarne le considerazioni che preferisce, non ho intenzione di fare paragoni con il primo libro né di commentarlo in alcun modo.
Mi auguro davvero un giorno di poter leggere un libro di Elena Cabiati e dire "Mi piace!", mi auguro di poter leggere commenti che non inizino con "sono stato attirato dalla copertina" e mi auguro che deviantart si riempia delle fanart di Gala.
Perché un mondo in più che affonda nel mare insidioso del fantasy è un pezzo che perdiamo, un rifugio che non si può raggiungere. È una perdita per tutti noi, una porta sbarrata. Ma c'è sempre tempo e il viaggio è lungo, per tutti noi.

C'è posto per tutti sui rami dell'Yggdrasil, anche per chi non sa o non crede di meritarne uno.

Yggdrasil, Tree of Life by Alayna


A proposito: scopro solo oggi che Elena Cabiati, oltre alle recensioni positive, nel suo blog aveva inserito anche la mia, negativa. Tanto per ribadire che la classe non è acqua: http://elenacabiati.com/recensioni/


Quindi, per quanto mi riguarda, giù il cappello meccanico verso autori con questa umiltà e capacità di accettazione. La signora Cabiati si merita tutta la fortuna del mondo e le auguro di trovare un buon editore per il seguito, perché la correttezza personale viene prima delle capacità relazionali.

Credo che molti di noi dovrebbero prendere esempio.
Io, se dovessi un giorno avere la fortuna di incappare in una simile occasione, sicuramente lo farò.

Nightwish.

No more lies

There’s nothing you can hide from, I’ve got my eye on you

L'eterno dilemma
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
Articolo 21 della Costituzione italiana

Comunicato breve ma intenso.
Nonostante sia sempre stata una sostenitrice della libertà di parola e di pensiero, anche quando questi si manifestino inadeguati e palesemente stupidi, convinta che l'idiozia si mostri in se stessa e nonostante abbia tollerato persino i flame scatenati dalle sostenitrici della cara vecchia Kya, alla mia veneranda età inizio a essere stanca dei troll, specialmente quelli che ostentano una presunta cultura superiore e che finiscono puntualmente per pisciare fuori dal vaso non avendo capito un'acca di quello che hanno letto. 
Potete considerare il mio blog come la mia tenuta personale nella campagna cibernetica e il fatto che ogni tanto arrivi un fiero membro del partito "Poverinos United" (© i400calci) a pisciare sul mio zerbino non mi sta più molto bene.
Oltretutto, dopo che questi atti di manifesta idiozia vengono tollerati in favore di una politica volta ad assicurare a tutti la possibilità di esprimersi, è necessario un mea maxima culpa visto che questo atteggiamento mi viene ritorto contro insinuando il messaggio che avrei in qualche modo "beneficiato" della discesa dell'orda di troll di caverna dalle montagne al richiamo del cuculo, aumentando le mie visite.

Per questo motivo d'ora in poi ogni intervento che ritengo stupido o del tutto fuori tema da quello trattato dall'articolo in cui si commenta verrà rimosso (questo vale anche retroattivamente) a mio totale e insindacabile giudizio. 
Non sono magnanima quanto Gamberetta che sposta i perdigiorno e gli inetti nella fogna, né sono qui per dare spettacolo gratuito a beneficio di pulmini diretti a Medjugorje che si perdono e vengono a fare le prefiche da queste parti.
Indi per cui la politica da oggi è di tolleranza zero. Siete liberi di non farvi piacere quello che scrivo, siete liberi di non considerare il fatto che questo blog sia chiaramente seguito da poche persone (poche ma valide), siete liberi di pensare tutto ciò che volete ma non siete più liberi di scriverlo qui. 
Qualsiasi commento che contenga la parola "censura" verrà salutato con una pernacchia e lo smutandamento pubblico. Prima della fine del comunicato invito di andare ad alimentare il cirque du freak da un'altra parte e mi dicono che il blog dell'uncinetto sia molto adatto.


So bene che così privo diversa gente che si firma incautamente con nome e cognome dal fare le figure di merda che si meritano, ma non vale la pena che la merda finisca in casa mia per dimostrare che sono dei poveracci.
Quindi, d'ora in poi, la politica è "no more idiozie".
E a chi non piace l'anglosassone può anche girare al largo, che di questa lezione che "siamo italiani e dobbiamo usare la lingua italiana" da gente che non sa nemmeno utilizzare la punteggiatura ne facciamo tutti volentieri a meno.
La sigla è quindi traducibile con: non tormentate le nostre gonadi.


Viva Las Vegas

There's a thousand pretty women waitin' out there, and they're all livin' devil may care

Stamattina il dottore mi ha tolto dalla scatola e caricato come si deve, prima che mi gettassi a capofitto, come faccio da un po' di tempo ormai, su Writer's Dream. Nonostante a volte non concordi con gli utenti e legga stralci di narrativa senza mai commentarli,  trovo sempre interessanti gli argomenti che vengono sollevati e su cui si finisce per discutere civilmente come in ogni comunità virtuale si dovrebbe fare.
Esiste una sezione in cui si possono promuovere i propri libri. Uno di questi è Numeri a Perdere di Riccardo Gavioso. No, non dovete vergognarvi se non sapete chi sia, perché nemmeno io l'avevo mai sentito nominare prima di finire appunto sul WD.

Certo, conosciamo tutti la situazione attuale per cui esistono molti scrittori anche pubblicati da grandi o medie case editrici che non sentiamo mai neanche tra gli appassionati del genere di cui scrivono, quindi potrebbe essere questo il caso. Non entro nel merito perché non ho letto nulla scritto da lui e gli argomenti che tratta non mi interessano, ma quello che mi ha fatto riflettere è questo suo intervento:
Amici di Writer's Dream, di Torino o circonvicini
domani sera, 26 giugno alle ore 18,30, a Torino, alla Libreria Borgo San Paolo di Via Di Nanni 102, ci sarà la presentazione di "Numeri a Perdere".
Oltre a Fabio Dessole e allo staff di Arpeggio Libero, saranno presenti diversi scrittori, a partire, per carisma e non per anzianità, da Antonio Borghesi.
Sarà presente anche Sergio Martin, l'uomo che ha organizzato il primo concerto di Fabrizio De André e di Paolo Conte e che da del tu ai Nobel per la Letteratura... e visto che generosamente da del tu anche a me, devo dire che un pensierino a Stoccolma sto iniziando a farlo anch'io.
Bene, spumante e cioccolata sono in fresco, salatini al caldo... non vorrai mancare proprio tu...
Ti aspetto domani sera...
Riccardo
Ho diversi problemi con questo estratto.
Tanto per iniziare, non so chi sia Fabio Dessole. Ho dovuto cercarlo e scoprire che fa parte del circolino di Riccardo Gavioso. Sta bene, è una persona che conosce e con cui intercorre un reciproco scambio. Poi, non ho idea di chi sia questo "carismatico" Antonio Borghesi, escludendo chiaramente il politico.
Infine, non ho mai sentito nominare questo Sergio Martin che dà del tu ai Nobel (mah!) e tutto il resto. Al di là del volo pindarico che non ho intenzione di sviscerare o commentare, sentendomi profondamente ignorante a non capire la portata dell'evento, sono andata a cercare tracce di questo Antonio Borghesi.
Ho scoperto che si tratta di un partecipante a un concorso letterario chiamato Writers Xfactor 2014 presentato, guarda caso, sul WD proprio da Riccardo Gavioso e da lui difeso con le unghie e con i denti quando si è fatto notare che forse forse l'importanza del concorso era stata un po' esagerata sulla scia dell'entusiasmo.

Quindi, il solito circoletto di amichetti? Probabilmente, ma non è questo il punto. Ognuno tira acqua al suo mulino, è normale che sia così.
Peccato che l'estratto del racconto in concorso di Antonio Borghesi l'abbia trovato. Prima qui, dove si leggono commenti del calibro:
Ordalia 10 aprIn macchina aspettavo. Prendo l'Ipad e vedo le notizie. Una capatina su Meetale... E ti trovo il racconto definitivo per @GinevraWilde. Che dire l'ho letto, ma ora lo conservo per studiarlo. Io mi sono visto davanti quella la donna e... Ma insomma leggetevelo che aspettate... 
3ff3tticollat3rali 11 aprSpettacolare, Tony! Ho sentito l'atmosfera americana come se stessi guardando un film. :) Ehi, ci sai fare anche coi racconti seri, lo sapevi? :D 
aleber 11 aprSono d'accordo con gli altri non puoi lasciarci così senza sapere che succederà nell'ultima mano...confido nella tua bontà e sono sicura che non ci priverai del seguito!!! Bellissimo Tony....
Il citato Fabio Dessole:
fabio dessole 10 aprNo capitano non puoi dare un assaggio di questo calibro e lasciare in sospeso qui il seguito si impone! Qui ci salta fuori il romanzone alla faccia della contessa Mazzantini vien dal mare! Poi la trovata delle gemelle a San Bernardino SEI UN GRANDE!!!! SE NON ESISTESSI BISOGNEREBBE INVENTARTI!!!!!
E infine proprio il nostro Riccardo:
riccardo gavioso 10 aprHo obbedito e concordo, ubi major minor cessant! Davanti al Sub diventiamo tutti Bottesini ;) Ciao @Tony, ti vedo in grande spolvero, "siamo un squadra fortissimi!" :)
Dopo questi commenti assolutamente entusiastici mi sono detta "Beh, dev'essere un capolavoro. Posso esimermi?" Come al solito avrei dovuto rispondermi di sì, ma è evidente che qualcosa nel mio sistema binario non funziona molto bene.
E quindi ecco a voi l'anteprima dello strabiliante Conflitto.

Il buongiorno si vede dalla copertina
Iniziamo con quel bellissimo, quanto sbagliato, Cesar Palace che in realtà si scrive Caesars Palace, ma si sa che l'arte che non accetta compromessi. Così come invece accetta costruzioni di frase quali "Peter era come se fosse stato inghiottito dalle sabbie del deserto del Mojave" che,a mio umile parere, sarebbe molto meglio se fosse "Era come se Peter fosse stato inghiottito dalle sabbie del deserto del Mojave".
La protagonista è rimasta sola quando il marito si è volatilizzato dopo che, al secondo compleanno delle figlie gemelle che hanno avuto, le aveva promesso che ogni loro problema economico si sarebbe risolto. Quindi la prosperosa Elena non ha trovato niente di meglio da fare che "battere il marciapiede" di Beverly Hills. Ma questa è tutta una trappola, visto che si tratta in realtà di un'agente che incastra così gli incauti clienti.
Solo che...
Dopo il primo anno però qualcosa s’era incrinato nell'animo di Elena. La soddisfazione per quelle troppo facili catture era sparita. Ne era subentrata un’altra. La frustrazione di non potersi tenere tutti quei bigliettoni che le venivano messi in mano. Doveva trovare un sistema per assicurarsene qualcuno anche lei. Sapeva per certo che nello stato contiguo del Nevada la prostituzione, tranne che per la zona metropolitana di Las Vegas, era legale. Una breve ricerca su Internet le aveva permesso d’individuare un bordello di lusso chiamato “The Ranch”. Era situato nella Contea di Clark, una zona rurale subito dopo il confine con la California. A quattro ore d’auto da L.A. Abbastanza lontano da non incontrare nessuno che la riconoscesse. Si era presentata a Madame Lona che, seduta stante, l’aveva entusiasticamente arruolata tra le sue ragazze. Le aveva solo cambiato l’accento e l’origine. Era diventata Elèna e portoricana. Aveva subito spopolato. Molti erano diventati suoi clienti fissi. Con alcuni di suo gradimento si divertiva pure. Anche psicologicamente si sentiva più soddisfatta di questo lavoro che di quello da poliziotto. Le sembrava più onesto concedere il suo corpo per quattrini che imbrogliare facendo da esca con la sua bellezza. Chi la desiderava era pur sempre un uomo che però, nel caso del “The Ranch”, possedendo un portafoglio molto ben guarnito, non subiva nessuna conseguenza mentre, quello che, avendo meno quattrini, la voleva raccattare per strada, rischiava pure il carcere. Era sempre occupata come una forsennata. Tre notti in strada ed altrettante in camera.
Quindi la donna abbandona la sua carriera da poliziotta, mal pagata, e si getta a braccia aperte verso la prostituzione. Il bordello si trova in una delle poche zone in cui in realtà la prostituzione è vietata nello stato del Nevada. La storia mi ricorda una serie tv di cui vidi un paio di episodi per noia su Sky con protagonista Jennifer Love Hewitt dal titolo The Client List - Clienti speciali. In realtà nella serie la donna, trovandosi alle strette a livello economico dopo essere stata abbandonata dal marito, decide di fare la "massaggiatrice" e così guadagnare più soldi per la propria famiglia.
La trama dunque non brilla per originalità, ma in ogni caso non è uno sfacelo come spesso internet ci ha abituati. Ci sono frasi che, forse volutamente, mi risultano ancora traballanti, come "Avrebbe potuto spendere anche per completo il suo salario di quarantamila dollari di poliziotto senza alcuna preoccupazione."

In ogni caso, la storia per quanto suoni familiare potrebbe anche rivelarsi interessante e l'incipit è per forza di cose raccontato in quanto rimane un'introduzione al testo.
Questo brano mi ha fatto venire le coliche rugginose di Bianco e Nero? Ovviamente no.
Questo brano mi ha fatto gridare al genio? Parimenti, no.


Bisognerebbe sempre andarci cauti su internet nei giudizi che diamo ai nostri amici, perché rischiano di essere controproducenti. È legittimo sognare ciò che più ci aggrada, ma rimaniamo ancorati al buon senso che, lo so, è sempre molto sfuggevole e scivoloso.

Sigla.

This Love

If ever words were spoken, painful and untrue, I said I loved but I lied

La Dunwich pubblica e promuove romanzi horror, thriller e mystery, ma in mezzo a questo panorama dalle tinte cupe e forti, sbuca la collana “Rosa Gotica” dedicata al Paranormal Romance, genere dove si pone l’accento sulle storie romantiche in ambito fantasy, come mai questa scelta? Come ti poni rispetto al genere che per tanto tempo è stato quasi sinonimo di Twilight? 
Be’, diciamo che avevamo bisogno di staccare da sangue e squartamenti? A parte gli scherzi, è comunque un genere molto interessante e come ogni filone narrativo porta un’evoluzione con sé. Di sicuro faticherei a leggere un romanzo clone di Twilight. Tuttavia sono disposto a passare del tempo in compagnia di storie fantastiche dove non è l’horror a farla da padrone, soprattutto se condite con soluzioni originali e uno stile interessante.
[...] 
Tra Paranormal Romance e Urban Fantasy il passo è breve, la differenza e nella presenza di una storia d’amore che nel primo genere è predominante. Pensi che gli Urban possano rientrare nel catalogo “Rosa Gotica”? O preferisci mantenere in primo piano il filone “romantico”? 
Ci sarà di sicuro uno spazio per gli urban nella Dunwich. Anzi, ne stiamo valutando proprio ora uno di un’autrice molto promettente che sta curando il primo episodio di Infernal Beasts. Se il lato predominante è quello horror e dark, ovviamente basterà uno spostamento nella collana Ritorno a Dunwich. E poi abbiamo in mente anche di aprire un filone più fantasy oriented. Insomma c’è bisogno solo del tempo necessario... e ovviamente dei romanzi giusti.
[...]
Gli amanti del Paranormal Romance, cosa possono aspettarsi dalla Dunwich? Puoi anticiparci qualcosa? 
Certo! Attualmente stiamo lavorando alla traduzione del romanzo Evadne – La Sirena Perduta dell’autrice spagnola Diana Al Azem. Anzi, per l’occasione stiamo preparando un contest letterario sul tema, in cui la vincitrice (o il vincitore, perché no) finirà in calce all'opera di Diana. I primi quattro vinceranno comunque e formeranno il primo poker rosa della Dunwich. Insomma, ci stiamo dando da fare anche per promuovere quest'ala "atipica" della nostra attività editoriale.
Mauro Saracino, Direttore Editoriale di Dunwich Edizioni

Traduzione


Futuro della Collana Rosa Gotica


Non ho altri commenti da fare.
Anzi, sì, uno solo.
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn.
E non sa, poverino, che i suoi sono solo incubi. L'umanità è molto peggio di qualsiasi orrore ancestrale.


You win or you die

A crown laced in the lie's
L'autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, animalista convinto e amante dei lupi, dà il via un concorso per raccogliere fondi per migliorare l'habitat dei lupi di Santa Fe. 
La penna ferisce più della spada. In questo caso uccide, ma per una buona causa. Il mitico George R.R. Martin ha indetto un concorso per beneficenza. Per partecipare servono 20.000 dollari, ma la posta in palio è molto più alta. L'autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, da cui è stata tratta la serie di culto Il trono di spade, sta raccogliendo fondi per un santuario dei lupi a Santa Fe, New Mexico, e ha messo in palio una serie di premi. Chi offrirà la cifra massima, i famosi 20.000 dollari, avrà un personaggio col suo stesso nome in uno dei futuri romanzi della saga. Ovviamente il personaggio morirà! "Sono disponibili un personaggio maschile e un personaggio femminile" si legge sulla pagina del contest. "Potete scegliere l'identità del vostro personaggio (nobile, cavaliere, contadino, prostituta, dama) e andrete incontro a morte certa!" 
Gli altri premi includono una colazione con Martin ($15,000), biglietti per la première della quinta stagione de Il trono di spade ($7,500) e anche il cappello di Martin ($7,500). Cii sono inoltre premi low cost come le e-card da Martin ($25) e una maglietta($50). 
Martin e la moglie Parris McBride sono amanti dei lupi e hanno deciso di raccogliere il denaro per migliorare l'habitat degli animali nel Wild Spirit Wolf Sanctuary di Santa Fe. Di seguito il video in cui George illustra le regole del concorso.
Spero che sia uno scherzo.
Ma non ci credo più di tanto.
Purtroppo secondo me è "serio".
Buon per i lupi, che sicuramente valgono più dei suoi lettori, che a quanto pare si meritano di essere presi in giro in questa maniera, visti i commenti.

Ovviamente non sono contro l'iniziativa. E finché si tratta di mettere in palio una mappa, uno script autografato o un cappello usato (ewww!) capisco, ma quando si arriva a inserire nel proprio libro un personaggio, per quanto comparsa e con promessa di morte presumibilmente istantanea, per me l'idea che lo scrittore ha della sua opera è ancora più chiara di quanto la serie televisiva avesse messo in luce.

Vorrei essere amareggiata, ma non lo sono.
Sono solo, inesorabilmente, delusa dal genere umano.

You didn't win my mechanical heart, Martin.
Yes, you will survive. I know.

Journey Through The Dark

My inner soul's a wasteland, I can't run away from here

Via Crucis in Arret - Parte II

O forse non puoi. Perché sei morto provandoci
L'esperienza porta consapevolezza e la consapevolezza conduce all'orrore.
Pronti a un giro nel Luna Park gestito da Pennywise e Pinhead?
Iniziamo questa seconda parte con la trama, presa da questa (a detta stessa dell'autrice sul profilo facebook del libro) accurata recensione:
Il viaggio continua!
Serenia e i suoi numerosi compagni, dopo mille peripezie, riescono finalmente ad arrivare al Monte Mishe, sede di un secolare ordine di monaci, custodi del più grande archivio di Arret, unico luogo al mondo a loro conosciuto in cui è possibile trovare risposta alle loro molteplici domande. Ed è proprio qui che le cose iniziano a farsi decisamente interessanti: finalmente Serenia capisce che per completare e ampliare le proprie conoscenze magiche necessarie a sconfiggere il potere nero, deve trovare i draghi, da secoli ormai nascosti alla vista degli uomini. Il percorso prosegue proprio alla loro ricerca. Un viaggio ricco di mistero, tornei e battaglie, tradimenti e inganni. 
Fino all’attesissima battaglia finale: da un lato un’anima pura con un lato oscuro sanguinario e vendicativo, dall’altro un animo tenebroso mosso da amore. Riusciranno a trovare il giusto equilibrio? O l’odio e il desiderio di vendetta prevarranno sui sentimenti dei nostri due protagonisti?
Al di là dell'originalità dei monaci che abbiano tutte le risposte, c'è un racconto di fantascienza che parla di questo ma trarre ispirazione non è un delitto e anzi in situazioni come questa credo che l'opera ne abbia solamente giovato, mi soffermerei su quella frase in grassetto che mi ha fatto cigolare le giunture. È questi l'epic fantasy che ci è stato promesso?
Senza citare che per avere la parte più fantasy pare che si debba acquistare la versione integrale del libro, non le due parti separate. Essendo editor ecasa editrice di se stessa, non ho idea di chi le abbia impedito di mettere queste parti sin dall'inizio.
Finalmente scopriamo la risoluzione del grande mistero ™ del nome al contrario. Infatti:
È un mondo composto da un continente settentrionale (Laurasia) e da uno meridionale (Gondwana), divisi solo dall’Oceano Tetide e circondati da un’immensa distesa d’acqua, la Pantalassa: al centro dell’Oceano Tetide sorge Arret (il territorio più vicino è un piccolo gruppo di isole chiamate Adria o “secondo i suoi abitanti, Italia”).
La Laurasia e la Gondwana sono i due supercontinenti nati dalla scissione di quello originario, Pangea.
180 milioni di anni fa.
Quindi abbiamo due supercontinenti preistorici, l'oceano Tetide li separava. Tutto storicamente documentato, quindi ci troviamo in un'epoca della Terra in cui l'uomo chiaramente non esisteva. C'è un problema in tutto questo: com'è possibile che esista l'Italia? Perché esistono Strauss e tutte le altre citazioni piuttosto moderne per trovarci ancora nel Miocene?
Alla geografia reale del nostro pianeta, l’autrice fonde l’elemento fantastico di un mondo immaginario, creando una suggestione tale da renderci le Terre di Arret ancora più vere. 
A questa caratteristica, se ne aggiunge un’altra ancora più originale: nella storia vengono fusi personaggi realmente esistiti e avvenimenti storici traslati nella storia di Arret. In questo modo ci troviamo a leggere di compositori famosi (ad esempio Mozart e Beethoven), o anche di pagine più oscure della storia europea. 
Se in “Parte I” questo aspetto era in qualche modo quasi “passivo”, intendendo con questo termine il fatto che i personaggi suonavano o ascoltavano opere di grandi musicisti del passato, oppure studiavano altri grandi personaggi con i maestri e i precettori, in questo libro l’interazione diventa “attiva”. È proprio il caso della Santa Inquisizione, che interagisce direttamente con Serenia e i suoi compagni, causando non pochi problemi.

Peccato che più che di una traslazione, mi pare che si parli di una stronzata.
Basta il fantasy a dire che non importa da epoca vengano presi questi elementi, purché funzionino? Perché nel Micene dovremmo avere Strauss e la Santa Inquisizione? Com'è possibile conciliare elementi di epoche diverse, nati in contesti storico-politici molto differenti e con esigenze artistiche piuttosto eterogenee, convivere in un'unica storia? Probabilmente, per far funzionare la cosa ci vuole un genio.
Permettetemi di dubitare che sia questo il caso. Dato che non ho intenzione di sborsare un centesimo per approfondire questo aspetto, daremo per buona la recensione e ci limiteremo a dire che tutto questo sia molto "originale".


I nostri due protagonisti in questo libro subiscono un cambiamento radicale, Serenia in particolare. 
Leggendo il primo libro avevo quasi odiato Serenia per il suo atteggiamento e il suo modo di fare irresponsabile ed egocentrico. In questa seconda parte invece Serenia finalmente diventa una persona più matura, più sensibile agli altri e meno concentrata su se stessa (anche se ogni tanto “ricade” nel suo solito modo di pensare). Compie scelte difficili che l’aiutano a crescere, subisce cose che non avrebbe mai voluto sperimentare, si confronta con una realtà completamente diversa da quella che conosceva. Ma soprattutto per la prima volta riesce a mettere da parte se stessa e i suoi desideri (non sempre, ma apprezzo il gesto), per un bene più grande. Inoltre rivela sempre più una parte molto oscura del suo carattere, un desiderio di vendetta quasi incontrollabile, che contribuisce a incrinare quell'alone di perfezione e bontà quasi connaturato al suo essere “bianca”.
Al di là dell'immensa originalità del concetto, un sotto testo filosofico di questo tipo ammetto che non mi dispiaccia. Non tutto il bene è del tutto puro, non tutto il male è assoluto. Certo, c'è modo e modo di esporre un simile concetto che è stato più volte sviscerato nella storia del pensiero occidentale, ma perché no?
Peccato che Serenia ricordi Nihal in versione dark (la Troisi si è data del tutto al gothicminkia ormai), quando diventa uno "spirito vendicativo" e si veste di nero. Ma in fondo, non è esattamente ciò che ogni scrittore di fantasy indaga? L'ambiguità morale è da sempre uno dei cardini del genere stesso, in contrapposizione con l'etica manichea cavalleresca e delle fiabe.
Quindi, in definitiva, la recensione dice: leggetelo!

Ma io sono diffidente e in malafede di natura. Non mi fido di recensioni che ritengo contraddittorie, quindi mi avventuro nel blogtour, sperando di non uscirne a pezzi. Il Dottore potrebbe decidere di non assemblarmi più.


Secondo la recensione, Serenia. Per noi, the girl with the dragon tatoo
E ora, my journey through the dark:
• 19/1 Gilbert e gli altri personaggi maschili (con inediti) ~ Atelier di una lettrice compulsiva
• 25/1 Personaggi femminili (con inediti) ~ I libri di Lo
• 1/2 Alla scoperta delle Terre di Arret ~ Stelle nell'Iperuranio
• 8/2 Bestiario - Le creature fantastiche ~ Penna d'oro
• 15/2 Colonna Sonora ~ Happy Red Book
• 22/2 Tappa a sorpresa ~ Blog in Tour... alla scoperta di artisti indipendenti
• 1/3 Giorno dell'uscita. Recensione in anteprima ~ Le passioni di Brully
• 8/3 I "Semi". Da cosa sono nate le terre di Arret + Annuncio vincitore GIFTAWAY ~ Terre di Arret


Personaggi

Si dovrebbe dedicare un articolo a ogni tappa, tanto è il materiale in esame, tanto è il trash che trasborda, ma cercherò di fare mio il dono della sintesi. Potete visitare tutti i link in compenso e avere la vostra sana dose di dolore fisico, tossici.
Partiamo dai personaggi maschili. Iniziamo.
GILBERT 
Il demone innamorato di Rivombrosa
21 anni, capelli neri, occhi grigio-verdi.
È l’erede al trono del Regno Nero. Detiene il potere del drago nero che gli conferisce le ali da drago, che può liberare quando vuole, e un drago nero tatuato sulla schiena. Una volta liberato il potere del drago riesce a comandare alla perfezione tutti gli elementi magici. È anche un demone e questo gli permette di allungare i canini per bere sangue e rubare energia.
Ringhio di nuovo e afferro il polso della donna sotto di me. Buco le sue vene con i canini. Le affondo dentro con crudeltà per provocare squarci profondi per far affluire rapidamente il sangue.
Sento l’adrenalina. Il calore del fluido. Il sapore dolciastro e ferroso. È delizia. È diletto. Ma l’appagamento non arriva. Bevo. Bevo.
“Gilbert, così la uccidi” sento ammonirmi Danase.
Ma io bevo. Sono un predatore. Sono il Diavolo.

(estratto da Gilbert di P.Marina Pieroni)
Grazie al suo Mentore - Il Maestro Edo – riesce a contenere, più o meno bene, il suo desiderio di uccidere.
Nella Parte II si scoprirà come mai la sua stirpe ha la maledizione dei demoni.
Per assecondare una Profezia, che prevede che i Regni delle Terre di Arret saranno uniti solo se nascerà un erede di sangue misto, decide di prendere in moglie la Principessa Serenia del Regno Bianco.
L’effetto che ha Serenia su di lui è devastante, ne è così fortemente attratto che la prima notte di nozze sta per ucciderla, ma riesce a non commettere alcun omicidio, anche se la sua voglia di strapparle la vita si compenserà con la violenza.
Piano piano riuscirà a domare il proprio demone interiore e sarà libero di innamorarsi di Serenia senza farle più alcun male.
Si sfilò la giacca e la gettò in terra, con movimenti lenti e calcolati. Si slacciò i gemelli della camicia, poi si girò di spalle e lasciò scorrere il tessuto cinereo lungo la schiena, fino a raggiungere terra.
Il suo drago nero si liberò piano piano. Imponente.
Si distinguevano i muscoli delle zampe, le scaglie, lo sguardo fiero e le ali così vive e nitide sulla sua pelle da sembrare vero.
Le sue ali comparvero all'improvviso: regali ed eleganti. Spiegò la loro membrana nera per mostrarle in tutta la loro maestosità. Gli artigli erano in famelica attesa.
Si girò, con gli occhi di ossidiana e i canini snudati. Il corpo tonico e possente era nato per avere quelle ali dietro di sé. La visione era terrificante e affascinante allo stesso tempo. Un incredibile sole nero.
(Bianco e Nero Parte II – I draghi del potere. Estratto inedito.)
Lo conoscevamo già, ma vale sempre la pena di ribadire quanto questa storia sia agghiacciante. Dunque, la profezia spinge il demone a sposare un'umana per generare un mezzosangue che possa unire le Terre di Arret. E... perché mai i due regni dovrebbero dare retta a questa stupida profezia? Pronunciata dai due re morenti per altro. Che razza di profezia è?
DANASE
Il demone bevitore di sangue della CW
21 anni. Capelli neri. Occhi verdi.
È il migliore amico di Gilbert, capo delle guardie reali nere. 
È un demone anche lui, trasformato da Re Argo – il padre di Gilbert – quando aveva appena un anno. Da quel momento vive al castello nero, diventando come un fratello per Gilbert.
Nella Parte II scopriremo qualcosa in più su di lui e qual è il suo potere magico. Il suo nome in lingua antica significa ‘Libero’.
“Danase in lingua antica vuol dire ‘libero’… ti ci senti?” chiese Serenia.
“Non è un nome che mi si addice” rispose lui, malinconico.
(Bianco e Nero Parte II – I draghi del potere. Estratto inedito)
Si dovrebbe capire come funzionino questi demoni. Sono malinconici, innamorati, fraterni... di che demoni stiamo parlando? Per altro, a quanto pare demoni si diventa, visto che Danase viene "trasformato" da Re Argo. Ci si può nascere o diventare.
ANGHER
Our feature presentation: friendzone
21 anni. Capelli e occhi castani.
È il miglior amico di Serenia, Capitano delle guardie reali bianche.
Sua madre, Elsa, è stata la nutrice di Serenia, è questo il motivo per cui lui e la Principessa sono cresciuti insieme. Quando la madre è venuta a mancare lui aveva 8 anni, da allora è entrato nelle grazie di Gedeos, l’allora comandante delle guardie.
A soli 15 anni ha preso il posto del suo maestro.
Il suo nome in lingua antica significa ‘Angelo’.
Ha insegnato a Serenia a combattere con la spada. E, insieme, erano soliti recarsi al villaggio del paese per mescolarsi insieme ai paesani.
Segretamente innamorato di Serenia, ma rassegnato a non poterla avere per sé, nella Parte I ha avuto un conflitto interiore, tra la volontà di proteggere Serenia a tutti i costi e il rifiuto di saperla sposata e innamorata di un demone.
È in grado di evocare il gemma lupo Quarzo: un grande lupo bianco con criniera di cristallo.
La domanda sorge spontanea: esiste qualcuno in questo libro che non abbia ventuno anni? E poi... che criniera hanno i lupi, precisamente? La risposta, probabilmente, è questa. Peccato che non sia un lupo, ma un canide, e tanto valeva a quel punto dargli un nome diverso.
Precoce, segretamente innamorato, con un lupo con la criniera Swarovski. Idolo!
La fiera del trash non è finita: August, maestro di ballo del castello bianco, di carattere molto timido e impegnato in una relazione segreta con la Principessa Sydia che combatte con una frusta e lanciando coltelli e ha il potere magico di creare uno scudo, Defend (!) Maestro di magia del Regno Bianco che introdurrà i ragazzi alla magia, ma sarà costretto a farli partire per un viaggio ad addestramento magico™ appena iniziato, Fabian ovvero il figlio della proprietaria di una scuola, che funge anche come centro di accoglienza per bambini orfani, in possesso del potere della luce... devo continuare?
Una sola nota: Fabian ha il potere della luce. Re Febo, padre di Serenia, aveva il potere della luce. Il blog dice "Nei momenti passati con Serenia nella Parte I c’era più di quello che poteva sembrare."
Domande?

Scaviamo oltre il fondo.
RE ARGO
Detentore del potere nero e demone. Era un essere spietato, assetato di potere e capace anche di uccidere bambini pur di perseguire il suo scopo.
Argo, il mostro dai cento occhi.
Serenia provò una certa inquietudine pensando che proprio quel nome era stato destinato al padre di Gilbert.
(Bianco e Nero parte II – I draghi del potere. Estratto inedito) 
Ha ucciso la madre di Danase e trasformato suo figlio in un demone quando aveva appena un anno, solo per fare un ‘regalo’ al suo figlio prediletto: Gilbert.
Doveva essere morto per mano della Principessa Selenia, sorella del Re Bianco. Il suo corpo si è sbriciolato in pulviscolo ma è stato raccolto dai fiori di Loria, fiori magici che lo hanno tenuto in vita nonostante le condizioni fisiche.
Grazie al ritorno della magia è riuscito a tornare, anche se, per il momento, solo sottoforma di spettro.
Suo padre era seduto sul trono, forgiato con le sembianze di un drago nero. Il mostro abbracciava difensivo il suo Re e apriva le ali nere rendendo l’aspetto, del trono e del suo occupante, maestoso.
La figura di Re Argo era lattea e semitrasparente, come quella di un fantasma. Non oscillava più come le prime volte che era ricomparso. Ora era del tutto simile a un uomo,o meglio allo spettro di esso.
(Bianco e Nero parte II – I draghi del potere. Estratto inedito)
Ci siamo?
Io no.
Sono davvero soverchiata da tutto ciò. In ginocchio, come Nostro Signore, in attesa che qualcuno mi dia una mano a risollevarmi. Ad alzare lo sguardo verso la seconda tappa del blogtour, dopo la consapevolezza che Sua Pollineità ha fatto ritorno.


Passiamo alla controparte, all'altra metà del cielo, a quei personaggi che vengono da Venere.
Ci sono meno citazioni in questa tappa perché delle femmine we don't give a shit. I maschioni sono stati presentati, il contorno arriva dopo la portata principale. Ma non vi preoccupate: c'è ogni sfumatura dell'arcobaleno, chiunque di noi può trovare la sua Disney Princess con cui identificarsi.
SERENIA
The Avatar Aang
19 anni. Capelli neri. Occhi castani.
Terza e ultima nata nella famiglia reale del Regno Bianco, fin da piccola ha sempre preferito attività ‘inusuali’. Non sa ricamare, non sa suonare uno strumento musicale, non si è mai dedicata alla pittura e al disegno.
In compenso adora ballare, qualsiasi danza tranne l’odiato cotillon di corte.
Cavalca come un’amazzone il suo fidato Hassan e combatte con la spada come un guerriero grazie agli insegnamenti del suo amico del cuore Angher.
È stata costretta a sposare Gilbert, il Principe Nero. I primi tempi con lui non sono stati facili, è stata a un passo dal cadere in un baratro. Ma la razionalità e la sua forza di volontà le hanno permesso di affrontare i momenti più difficili e, una volta passati, si è resa conto di essere innamorata di suo marito.
La relazione con Gilbert le ha fatto scoprire di possedere il potere del drago bianco, manifestato fisicamente da un drago argentato dietro la schiena.
Essendo la detentrice del potere del drago domina tutti gli elementi ma all'inizio è scettica e impacciata ad usarli.
Alla fine di Bianco e Nero Parte I l’abbiamo lasciata che comandava il fuoco, la terra e il ghiaccio.
Il suo nome in lingua antica significa ‘serenità’. 
Lei lasciò scivolare il mantello logoro dal suo corpo. Era solo metà, l’altra parte era stata utilizzata per crearle una sorta di vestito: una gonna e una fascia incrociata per coprire i seni.
La sua schiena era completamente nuda, splendida e sensuale. Il drago d’argento scintillava, nitido e ben disegnato. Si estendeva dalle spalle all'inizio delle natiche, la cui sommità si scorgeva appena alla fine del tessuto. 
(Estratto inedito da Bianco e Nero Parte II – I draghi del potere)
Ribelle, detentrice del drago bianco guarda caso complementare a quello del suo "non voluto ma alla fine dammelo" marito, dominatrice di tutti gli elementi che agli altri invece non è concesso di amministrare tutti insieme... che dire? Non si sarebbe potuto far di peggio neanche impegnandosi.
Le sorelle di Serenia sono Sydia, erede al trono prima che si risvegliasse il potere dei draghi, ragazza timida e coscienziosa, fidanzata di nascosto dalla Regina con August, il maestro di ballo di corte. Prevede il futuro ed è una brava alchimista. Ama suonare l’arpa e il violino. Morea, la mezzana, appare frivola e capricciosa, in realtà è molto legata alle sue sorelle e ha un’estrema voglia di libertà che ha nascosto sotto una falsa apparenza. Comanda il potere dei fulmini ed è molto abile con il tiro con l’arco. Silva, cugina di secondo grado delle Principesse, governa il fuoco in modo molto efficace, tanto da essere soprannominata ‘la Dea del fuoco’, nome attribuitole anche per la sua abitudine di vestire sempre di rosso. Abile nelle acrobazie, combatte con due daghe e cavalca un Masteng rosso (un cavallo magico, del resto basta cambiare le vocali no?) di nome Sole. Ma il personaggio che io amo sopra ogni cosa è lei:

NONNA DAFNE

È la nonna del pescatore Ezechiele, un nuovo personaggio che comparirà nella parte II. Donna arzilla e determinata, ha il potere della luce, fuma la pipa e suona la fisarmonica.
Racconterà a Serenia e ai suoi compagni il segreto della stirpe demoniaca del Principe Nero.
 
“E quello gnocco di tuo marito cosa dice?” domandò dal nulla Dafne, ammutolendo i presenti. La nuora si posò una mano sulla fronte.
Serenia visualizzò immediatamente gli addominali scolpiti di quello gnocco di suo marito!
“Non lo so” rispose triste, sentendo lo stomaco accartocciarsi.
“Dafne, per favore…” supplicò Caroline, in imbarazzo.
“Che c’è?” chiese la suocera guardandola scandalizzata. “Lo so bene che è un gran bel pezzo di gnocco, l’ho visto diverse volte” dichiarò l’anziana.
 
(Estratto inedito da Bianco e Nero Parte II – I draghi del potere)

Ambientazione

Stando alla terza tappa del blogtour "la moda nelle Terre di Arret varia a seconda del ceto sociale a cui appartengono gli abitanti, e lo stesso vale per gli oggetti di uso comune e il tenore di vita. I ceti più poveri è come se fossero fermi al medioevo. Le donne e gli uomini di media e alta borghesia indossano abiti rinascimentali, anche se non disdegnano altri tipi di vestiti se possono permetterselo.  Silva, la cugina di secondo grado delle Principesse Bianche, per esempio, ha un rubino incastonato nell’ombelico e le piace metterlo ben in mostra." Al di là dell'idea del dolore che possa portare farsi incastonare un rubino dentro l'ombelico, che razza di concetto sarebbe?
A parte che poi si afferma che "Nelle occasioni pubbliche vestono come i nobili della fine del 1800 (come la Principessa Sissi per intenderci), comunque con vestiti larghi e raffinati" e non mi risulta che il Rinascimento arrivi fino al 1800, continua a sembrarmi l'idea più stupida dell'universo, una goccia nel mare in questo caso, me ne rendo conto.
Poi facciamo un'incursione nel mondo della cucina: quali sono i piatti preferiti dei protagonisti?
Gilbert ha certamente il palato più raffinato. Adora i piatti di pesce come l’aragosta e le ostriche e non disdegna i tagli di carne più pregiati, come il filetto.
Il tutto accompagnato da un buon vino, possibilmente della sua vigna privata.
Ma, ovviamente, al primo posto tra i suoi cibi preferiti c’è il sangue, soprattutto quello di Serenia.
E Serenia? Lei, al contrario della maggior parte dei nobili, non ama i cibi particolarmente elaborati. Adora le patate, tutto quello che a che fare con il latte e, in primo luogo, ama alla follia le ciambelle alla cannella della taverna del suo villaggio.
Quindi... i demoni bevitori di sangue non hanno bisogno del sangue per nutrirsi come i vampiri. Quindi, l'unica motivazione per cui Gilbert ha bisogno di forellare il collo di Serenia è... gola? Il fatto che il sangue gli piaccia di più delle ostriche? Abbiamo nettamente saltato lo squalo e anche la balena, ormai.
Ma poi il castello del regno bianco è un villaggio? Serenia è una principessa, spero non abbia un suo villaggio.
Le creature fantastiche sono quelle già presentate: i cavalli masteng, i gemma lupo e i draghi. Se da una parte alla base dell'idea di queste creature c'è un'apprezzabile sforzo di immaginazione e mi sono piaciute, bisogna subito ricadere nella pagliacciata due minuti dopo. Non mancano infatti "farfalle luminose, cani volanti che sputano fuoco".
Senza contare che i draghi...
E li sentiremo anche parlare, perché nelle Terre di Arret i draghi sono esseri dotati di parola (e di tante altre cose).Canteranno anche, una canzone in due strofe. Nella prima è riassunto il segreto delle Terre di Arret. Vorreste leggerla?

No, vorrei un lanciafiamme.
Perché, perché qualsiasi cosa che tocchi il nome "Arret" assume una dimensione così ridicola? L'idea del drago che canta potrebbe anche essere poetica e uno dei miei draghi preferiti è sempre stato Draco del film Dragonheart, che parla anche troppo.
Peccato che... la seconda strofa sia questa qui che, intendiamoci, rispetto al resto del libro è materiale d'alta letteratura. Ma perché dev'essere tutto così scontato, così rievocativo, così privo di una personalità sua? L'ambientazione di Arret ha preso così tanto da altri mondi da non avere più una sua dimensione? Questo è un problema grave.
La Terra di Mezzo non è Westeros, non è Azeroth e non è Hyrule.
Arret è diversa dagli altri universi fantasy?
Lasciamo la parola alla sua creatrice.
Recensione sul suo blog del film Maleficent:
Fin dalle prime battute ho capito che era il film adatto a me. Terre magiche e creature alate mmmh cosa mi ricorda? (c'è stata più di una volta in cui il cuore mi è saltato via dal petto al pensiero: 'Ehi, ma quella è Arret')
Ma come? Vai a vedere un film sul grande schermo e puff, magicamente bastano due vallate e un paio di creature alate perché ti ricordi la tua ambientazione? Anzi, vi si sovrapponga? Quanto è definito il mondo il mondo nella testa della sua creatrice se può fare un'associazione del genere?


Colonna Sonora

Il pezzo forte, in attesa della mazzata finale.
Pare infatti che la musica nelle Cronache dalle Terre di Arret sia molto importante: "alcune colonne sonore (quelle di alcuni autori morti da almeno 70 anni) sono nominate nel testo". Serenia nei primi capitoli sente partire un valzer e pensa a Strauss, Gilbert e Morea ballano sulle note di "Gramofon" di Eugen Doga, Danase danza invece con la canzone "River flows in you" di Yiruma... ecco a cosa serviva un maestro di ballo. Persino i demoni non fanno altro.
Ma, tenetevi forte:
Ma è il tango uno dei protagonisti musicali di Bianco e Nero. Sulle musiche di Itzhak Perlman danzano Gilbert e Serenia.
E, la morte del cigno, mia e del buon senso:
E infine il momento in cui Serenia lascia Estretano e Fabian imbraccia la sua chitarra, suona e canta Sognami di Biagio Antonacci.
Lui si recò nel punto in cui era solito suonare con i bambini, raccolse la sua chitarra da terra, sporca di sangue, persino il suo folletto blu era macchiato di rosso. Iniziò a suonare e cantare.Pensami… sognami… ma non piangere per me recitava il testo.E mai colonna sonora fu più appropriata per quello struggente addio. 
(Estratto da Bianco e Nero Parte I – Il potere dei draghi) 
A proposito… il folletto blu nominato è un… puffo! :D
Bene. Ottimo.
Se tutto questo vi è piaciuto, lo ritenete brillante ed originale, se la superba scrittura vi ha affascinati... avete l'esclusiva possibilità di richiedere direttamente consigli all'autrice sul vostro manoscritto!
Ed ecco a voi il Servizio Semaforo.
COS'È IL SERVIZIO SEMAFORO?
Diciamo innanzitutto cosa NON È:
Non è un servizio di Editor che mette le mani sul vostro lavoro stravolgendolo, magari tagliazzundo qua e là o aggiungendo parti solo per renderlo più "adatto al mercato" elimando (errore included, N.d.S.) la vostra personalizzazione.
Tengo a precisare, inoltre, che è un servizio nato soprattutto per dare una mano agli scrittori emergenti e selfpublisher. Dopo aver letto troppe volte frasi tipo: "ho bisogno di un editor e non me lo posso permettere" ho sentito la necessità di fare qualcosa (anche io. Diventare Jack Torrance N.d.S.)
QUINDI COSA E'?
Con questo servizio il vostro file sarà letto con attenzione ed evidenziato dove è ritenuto necessario secondo queste modalità:
ROSSO: errori
GIALLO: imperfezioni
VERDE: consigli
Le parte (e due, rileggere non è una prerogativa, N.d.S.) evidenziate saranno accompagnate da un commento colorato inserito tra parentesi. A quel punto sarete voi stessi a decidere cosa modificare e cosa no del vostro file. 
E SE NON SI TROVANO ERRORI O ALTRO? IL LIBRO E' STATO LETTO VERAMENTE?
Se il libro dovesse risultare "perfetto" metà della quota (davvero irrisoria) non sarà dovuta. In più si potrà avere una scheda tecnica molto particolareggiata che sarà, dopo autorizzazione, pubblicata sul web (qualcosa mi dice che a me non la farebbe pubblicare, N.d.S.)
QUANTO COSTA?
Pochissimo. Il costo di una pizza o di una buona cena se l'opera è particolarmente lunga. Varia a seconda della lunghezza del romanzo ma rimane estremamente contenuto.
I primi 25.000 caratteri sono gratis!!! (e si possono richiedere anche solo questi)
È NECESSARIO INVIARE TUTTO IL LIBRO O SOLO UNA PARTE?
Potete richiedere il servizio per il numero di pagine che desiderate.  
COSA DEVO FARE PER AVERE UN PREVENTIVO?
E' sufficiente inviare una mail a terrediarret@gmail.com inviando le prime 25 pagine e indicando il numero di caratteri (spazi inclusi) di cui è composto il libro. 
ANCORA IN DUBBIO?
Beh, che aspettate? Basta inviare una mail per capire se è quello che cercate oppure no.
Sigla!