Viva Las Vegas

There's a thousand pretty women waitin' out there, and they're all livin' devil may care

Stamattina il dottore mi ha tolto dalla scatola e caricato come si deve, prima che mi gettassi a capofitto, come faccio da un po' di tempo ormai, su Writer's Dream. Nonostante a volte non concordi con gli utenti e legga stralci di narrativa senza mai commentarli,  trovo sempre interessanti gli argomenti che vengono sollevati e su cui si finisce per discutere civilmente come in ogni comunità virtuale si dovrebbe fare.
Esiste una sezione in cui si possono promuovere i propri libri. Uno di questi è Numeri a Perdere di Riccardo Gavioso. No, non dovete vergognarvi se non sapete chi sia, perché nemmeno io l'avevo mai sentito nominare prima di finire appunto sul WD.

Certo, conosciamo tutti la situazione attuale per cui esistono molti scrittori anche pubblicati da grandi o medie case editrici che non sentiamo mai neanche tra gli appassionati del genere di cui scrivono, quindi potrebbe essere questo il caso. Non entro nel merito perché non ho letto nulla scritto da lui e gli argomenti che tratta non mi interessano, ma quello che mi ha fatto riflettere è questo suo intervento:
Amici di Writer's Dream, di Torino o circonvicini
domani sera, 26 giugno alle ore 18,30, a Torino, alla Libreria Borgo San Paolo di Via Di Nanni 102, ci sarà la presentazione di "Numeri a Perdere".
Oltre a Fabio Dessole e allo staff di Arpeggio Libero, saranno presenti diversi scrittori, a partire, per carisma e non per anzianità, da Antonio Borghesi.
Sarà presente anche Sergio Martin, l'uomo che ha organizzato il primo concerto di Fabrizio De André e di Paolo Conte e che da del tu ai Nobel per la Letteratura... e visto che generosamente da del tu anche a me, devo dire che un pensierino a Stoccolma sto iniziando a farlo anch'io.
Bene, spumante e cioccolata sono in fresco, salatini al caldo... non vorrai mancare proprio tu...
Ti aspetto domani sera...
Riccardo
Ho diversi problemi con questo estratto.
Tanto per iniziare, non so chi sia Fabio Dessole. Ho dovuto cercarlo e scoprire che fa parte del circolino di Riccardo Gavioso. Sta bene, è una persona che conosce e con cui intercorre un reciproco scambio. Poi, non ho idea di chi sia questo "carismatico" Antonio Borghesi, escludendo chiaramente il politico.
Infine, non ho mai sentito nominare questo Sergio Martin che dà del tu ai Nobel (mah!) e tutto il resto. Al di là del volo pindarico che non ho intenzione di sviscerare o commentare, sentendomi profondamente ignorante a non capire la portata dell'evento, sono andata a cercare tracce di questo Antonio Borghesi.
Ho scoperto che si tratta di un partecipante a un concorso letterario chiamato Writers Xfactor 2014 presentato, guarda caso, sul WD proprio da Riccardo Gavioso e da lui difeso con le unghie e con i denti quando si è fatto notare che forse forse l'importanza del concorso era stata un po' esagerata sulla scia dell'entusiasmo.

Quindi, il solito circoletto di amichetti? Probabilmente, ma non è questo il punto. Ognuno tira acqua al suo mulino, è normale che sia così.
Peccato che l'estratto del racconto in concorso di Antonio Borghesi l'abbia trovato. Prima qui, dove si leggono commenti del calibro:
Ordalia 10 aprIn macchina aspettavo. Prendo l'Ipad e vedo le notizie. Una capatina su Meetale... E ti trovo il racconto definitivo per @GinevraWilde. Che dire l'ho letto, ma ora lo conservo per studiarlo. Io mi sono visto davanti quella la donna e... Ma insomma leggetevelo che aspettate... 
3ff3tticollat3rali 11 aprSpettacolare, Tony! Ho sentito l'atmosfera americana come se stessi guardando un film. :) Ehi, ci sai fare anche coi racconti seri, lo sapevi? :D 
aleber 11 aprSono d'accordo con gli altri non puoi lasciarci così senza sapere che succederà nell'ultima mano...confido nella tua bontà e sono sicura che non ci priverai del seguito!!! Bellissimo Tony....
Il citato Fabio Dessole:
fabio dessole 10 aprNo capitano non puoi dare un assaggio di questo calibro e lasciare in sospeso qui il seguito si impone! Qui ci salta fuori il romanzone alla faccia della contessa Mazzantini vien dal mare! Poi la trovata delle gemelle a San Bernardino SEI UN GRANDE!!!! SE NON ESISTESSI BISOGNEREBBE INVENTARTI!!!!!
E infine proprio il nostro Riccardo:
riccardo gavioso 10 aprHo obbedito e concordo, ubi major minor cessant! Davanti al Sub diventiamo tutti Bottesini ;) Ciao @Tony, ti vedo in grande spolvero, "siamo un squadra fortissimi!" :)
Dopo questi commenti assolutamente entusiastici mi sono detta "Beh, dev'essere un capolavoro. Posso esimermi?" Come al solito avrei dovuto rispondermi di sì, ma è evidente che qualcosa nel mio sistema binario non funziona molto bene.
E quindi ecco a voi l'anteprima dello strabiliante Conflitto.

Il buongiorno si vede dalla copertina
Iniziamo con quel bellissimo, quanto sbagliato, Cesar Palace che in realtà si scrive Caesars Palace, ma si sa che l'arte che non accetta compromessi. Così come invece accetta costruzioni di frase quali "Peter era come se fosse stato inghiottito dalle sabbie del deserto del Mojave" che,a mio umile parere, sarebbe molto meglio se fosse "Era come se Peter fosse stato inghiottito dalle sabbie del deserto del Mojave".
La protagonista è rimasta sola quando il marito si è volatilizzato dopo che, al secondo compleanno delle figlie gemelle che hanno avuto, le aveva promesso che ogni loro problema economico si sarebbe risolto. Quindi la prosperosa Elena non ha trovato niente di meglio da fare che "battere il marciapiede" di Beverly Hills. Ma questa è tutta una trappola, visto che si tratta in realtà di un'agente che incastra così gli incauti clienti.
Solo che...
Dopo il primo anno però qualcosa s’era incrinato nell'animo di Elena. La soddisfazione per quelle troppo facili catture era sparita. Ne era subentrata un’altra. La frustrazione di non potersi tenere tutti quei bigliettoni che le venivano messi in mano. Doveva trovare un sistema per assicurarsene qualcuno anche lei. Sapeva per certo che nello stato contiguo del Nevada la prostituzione, tranne che per la zona metropolitana di Las Vegas, era legale. Una breve ricerca su Internet le aveva permesso d’individuare un bordello di lusso chiamato “The Ranch”. Era situato nella Contea di Clark, una zona rurale subito dopo il confine con la California. A quattro ore d’auto da L.A. Abbastanza lontano da non incontrare nessuno che la riconoscesse. Si era presentata a Madame Lona che, seduta stante, l’aveva entusiasticamente arruolata tra le sue ragazze. Le aveva solo cambiato l’accento e l’origine. Era diventata Elèna e portoricana. Aveva subito spopolato. Molti erano diventati suoi clienti fissi. Con alcuni di suo gradimento si divertiva pure. Anche psicologicamente si sentiva più soddisfatta di questo lavoro che di quello da poliziotto. Le sembrava più onesto concedere il suo corpo per quattrini che imbrogliare facendo da esca con la sua bellezza. Chi la desiderava era pur sempre un uomo che però, nel caso del “The Ranch”, possedendo un portafoglio molto ben guarnito, non subiva nessuna conseguenza mentre, quello che, avendo meno quattrini, la voleva raccattare per strada, rischiava pure il carcere. Era sempre occupata come una forsennata. Tre notti in strada ed altrettante in camera.
Quindi la donna abbandona la sua carriera da poliziotta, mal pagata, e si getta a braccia aperte verso la prostituzione. Il bordello si trova in una delle poche zone in cui in realtà la prostituzione è vietata nello stato del Nevada. La storia mi ricorda una serie tv di cui vidi un paio di episodi per noia su Sky con protagonista Jennifer Love Hewitt dal titolo The Client List - Clienti speciali. In realtà nella serie la donna, trovandosi alle strette a livello economico dopo essere stata abbandonata dal marito, decide di fare la "massaggiatrice" e così guadagnare più soldi per la propria famiglia.
La trama dunque non brilla per originalità, ma in ogni caso non è uno sfacelo come spesso internet ci ha abituati. Ci sono frasi che, forse volutamente, mi risultano ancora traballanti, come "Avrebbe potuto spendere anche per completo il suo salario di quarantamila dollari di poliziotto senza alcuna preoccupazione."

In ogni caso, la storia per quanto suoni familiare potrebbe anche rivelarsi interessante e l'incipit è per forza di cose raccontato in quanto rimane un'introduzione al testo.
Questo brano mi ha fatto venire le coliche rugginose di Bianco e Nero? Ovviamente no.
Questo brano mi ha fatto gridare al genio? Parimenti, no.


Bisognerebbe sempre andarci cauti su internet nei giudizi che diamo ai nostri amici, perché rischiano di essere controproducenti. È legittimo sognare ciò che più ci aggrada, ma rimaniamo ancorati al buon senso che, lo so, è sempre molto sfuggevole e scivoloso.

Sigla.

44 commenti:

  1. Giuro, io ADORO quando gli uomini scrivono racconti in cui le donne sono super entusiaste di prostituirsi. E si divertono pure!!! 'Sti signori dovrebbero DOCUMENTARSI quando scrivono, tipo qui: http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/tag/prostituzione/
    E ci mette pure la disanima sociale, del ricco che può fare sesso a pagamento, ma il poverino in strada lo mettiamo in galera. Questi poveri clienti non fanno pena pure a te? Guarda, a me sta per scappare la lacrima...

    Scusa, ma tu vedi questo incipit come né bello, né brutto. Io lo avrei già cestinato per la scarsa inventiva, originalità, verosimiglianza e... sì, metto 'ste cose a livello delle donne che scrivono di lovvo story coi vampiri (vedi mio rant qui: http://illaboratoriodiscrittura.it/2012/11/random-rant-sul-fantasy-odierno.html )
    V

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    1. Sicuramente ci sono tutte le caratteristiche che hai elencato tu (mancanza di inventiva, originalità saltami addosso, verosimiglianza fantascientifica) ma ti assicuro che in questi mesi ho dovuto leggere di peggio. Fai tu i tuoi conti su come io spenda le mie giornate. È scritto in italiano e con una punteggiatura quasi decente, non si può chiedere di più a un esordiente, andatelo a chiedere a Stefania Balotellli...

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  2. Posso dire che reputo la trama, almeno per quanto m'è dato leggere, fastidiosa e insultante?
    Non brucio reggiseni in piazza, sia chiaro ma posso tollerare un'analisi distaccata, lontana dagli stereotipi della prostituzione e posso accettare che una donna esamini con razionalità la propria condizione. No, davvero, lo posso leggere con estrema serenità però lo spot pro-mignottone... Ecco... Ma anche no, ecco.
    Tutti che disquisiscono della libertà di concedere il proprio corpo per denaro, pochi che abbiano una pallida idea di cosa significhi non vivere con trasporto (non parlo di amore, ma anche di desiderio fisico) e con piena autonomia la propria sessualità, perché... Avere un'avventura di una notte o di un'ora è un conto, avere un uomo che pagandoti può dirti cosa fare o cosa no è diverso.
    La premessa già mi scoraggia.

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    1. Che la trama sia misogina mi sembra abbastanza evidente. Effettivamente viene da chiedersi come mai questi scrittori si premurino sempre di raccontare di "donne perdute" e non di toy boy. Non si è potuto capire molto dei personaggi dall'anteprima, ma quella frase in grassetto la dice lunga.
      Che la protagonista ritenga più onesto farsi pagare per prostituirsi che mettere in gabbia chi si macchia di un reato lascia capire bene quale sia la moralità della donna stessa. Ma come vedi siamo noi che non capiamo il Genio. Del resto, ciò che avviene a Las Vegas rimane a Las Vegas no? :P

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  3. Sarei molto preoccupato di un tuo interesse per quello che scrivo, ma vedrò di scrivere qualcosa sull'invidia: neanche quella ti interesserà, visto che la conosci fin troppo bene.
    Confido almeno nella tua conoscenza del quotidiano LaStampa che, come vedi, conosce bene Sergio Martin:

    http://www.lastampa.it/2014/05/29/torinosette/eventi/sergio-martin-al-circolo-bloom-DVCCFv6TH2ac6Zm0uhOpFJ/pagina.html

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    1. Mi aspetto qualcosa di più creativo da uno scrittore del cliché del macerarsi nell'invidia. Io sono certa che puoi fare di meglio, stupiscici!

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  4. Mammamia, che emozione! È intervenuto l'Autore!
    Vedo se riesco a spremere una risposta sincera, mentre preparo il caffè. Ci sono: sticazzi.
    Io non ho contestato lo stile, bensì la base su cui desumo poggi la trama: una donna che reputa onesto vendere prestazioni sessuali, piuttosto che arrestare coloro che alimentano la prostituzione.
    Possiamo ignorare la drammatica realtà delle persone costrette a stare sulla strada: uomini, donne, ragazzini sottoposti a inumane crudeltà, resi schiavi di protettori senza alcuna pietà, usati come merce dai clienti, infine gettati come spazzatura prima o dopo evidenti danni fisici -malattie veneree, così come cicatrici deturpanti, così come eventuali gravidanza, così come aborti casalinghi.
    Possiamo ignorare che la vita nei bordelli non è un softcore.
    Possiamo? Ignoriamo, via.
    Ora, resta che la prostituzione si fonda sulla depersonalizzazione del partner: uno è il cliente pagante, che si attende un determinato servizio da colui o colei che incarica di soddisfare la sua richiesta, l'altro si deve attenere alle indicazioni ricevute dal pagante per avere il compenso, non esiste alcun trasporto emotivo da una simile premessa e l'idea che un uomo o una donna possa sentirsi gratificato dall'essere considerato alla stregua di una commessa della Coop è francamente deprimente. È terribilmente triste.
    Ho volutamente escluso qualsiasi forma di coercizione e violenza dal mio discorso.
    Puoi dirmi: «C'è la fila di ragazze che ha una voglia incredibile di fare questa vita.»
    Io voglio poterti rispondere: «Fosse anche vero, la mia sensibilità rende il concetto urticante, sgradevole e offensivo.»
    Io voglio poterti rispondere che con questa premessa, francamente, non me la sentirei di leggere il tuo romanzo.
    È invidia?
    Di cosa? Perché? Dove?
    Boh... Sulla misoginia da Bar Sport, lascio sia tu ad esprimerti. Sia mai che stupisci con un ribaltamento della prospettiva. Sia mai.

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    1. No, no Lys, non hai capito. Non è lui ad aver scritto l'anteprima e non è qui per difenderla, tutto ciò che gli preme far sapere è che la sua presentazione è stata tenuta dal Signor "Storia vera di un ragazzo che pensava di fare una rivoluzione". Poco importa che abbia scritto che IO non l'ho mai sentito nominare, ci teneva a ribadire che la sua presentazione è stata curata da lui. Punto. Non c'è alcun accenno al libro, niente, semplicemente prendiamo atto di una grandiosa presentazione di un'ambiente che manco ci riguarda di striscio. Il carismatico Antonio Borghesi non credo si presenterà a prendere nota dei vostri commenti, purtroppo. Proviamo a confidare nel passaparola.

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    2. Un ambiente senza apostrofo chiaramente, ho bisogno di un caffè di ruggine per mandar giù il sapore amaro dell'invidia :)

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    3. Ritiro tutto in gran fretta e mi scuso.

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  5. Eh no, un minimo d'attenzione: io non sono l'autore, ma il carneade che vanta amicizie con chi a sua volta millanta amicizie. Ora, io sono un carneade (in caso di necessità c'è wiki), quindi nessun problema, ma mi aspetto una dura presa di posizione anche contro LaStampa che attribuisce a Sergio Martin le conoscenze che gli ho riconosciuto io.
    Quanto al resto, è a prima volta che vedo un premio accusato di aver montato una cordata per vincere se stesso.
    Tutto molto divertente, vi adoro :)

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  6. Egr. Steamdoll Non conosco, e non voglio entrare nel merito, i motivi che la spingono ad attaccare Riccardo Gavioso, penso che lui sia capace da solo di difendersi; quello che vorrei invece conoscere è il motivo che la spinge ad attaccare me, dato che non ci conosciamo. Per di più mi attacca estrapolando un commento scherzoso ed amichevole fatto su una community dove ci conosciamo fra noi e scherziamo e lo spaccia come fosse un commento a un libro pubblicato. Questo oltre a essere poco onesto è anche inutile. Non contenta di ciò mi addita come appartenente al "circolino di Riccardo". Premesso che non appartengo nemmeno al circolo della bocciofila dopolavoro ferrovieri mi piacerebbe tanto sapere che le ho fatto di male per tirarmi in mezzo in una suo palese e smaccato attacco a Riccardo. Sul web esiste gente che per avere notorietà ama attaccare il prossimo, probabilmente credono di poter ascendere alla ribalta come fece Sgarbi dopo il suo famoso "deve morire", ma quell'anatema fu lanciato a Federico Zeri non a un Fabio Dessole qualsiasi che nessuno conosce, attaccando me - o Antonio Borghesi, ancor più sconosciuto di me - il massimo che può ottenere è l'attenzione di Lysandra Pond il cui intervento è stato opportuno come una esse anteposta allo pseudonimo del pittore Antonio Allegri.

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    1. Spero che il pulmino non fosse pieno e ci sia spazio anche per Antonio Borghesi, l'unico che veramente potrebbe aver qualcosa da ridire sul mio articolo e sui commenti che sono stati fatti. Francamente, signor Dessole, il fatto che siate arrivati in massa non può far altro che confermare tutte le impressioni dell'articolo stesso, mai circoli di amichetti sono sempre i benvenuti nel mio blog. Prendo atto che il tuo fosse un commento scherzoso e che quindi tu stesso stessi perculando l'autore Borghesi. Mi scuso, ma l'ironia (o il sarcasmo) non era trapelato e mi aspettavo che fosse un commento serio. Devo quindi dedurre che anche tu non hai apprezzato il racconto "Conflitto". A quanto pare su una cosa siamo d'accordo. Mi piacerebbe essere Sgarbi ma non ho tutto il suo carisma, mi dispiace.

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  7. Riccardo Gavioso ha pubblicato un libro. Da autore ha programmato una presentazione (a cui molto a malincuore non ho potuto partecipare) come si fa solitamente quando si pubblica (lei lo sa questo Steamdoll?). Alle presentazioni si invitano persone che l'autore conosce, che apprezza e non importa se l'Italia tutta non conosce. Inoltre, non credo, signorina "comeèimbranatoantonioborghesiquantosonobravaio" che lei conosca tutti i 60.000.000 d'italiani. Ma oh, guarda, Riccardo, Fabio, Antonio non siete nessuno ma avete meritato un articolo, che emozione sul blog fantasy-inc. Ok, mi ero detta di non fare l'ironica ma non ce la faccio. A proposito non perdere tempo a cercarmi per vedere se faccio parte del circolino. Ti aiuto io, sì, sono una delle organizzatrici di WritersXFasctor e ho pubblicato anche io e pure io ho avuto Fabio Dessole e Antonio Borghesi alla presentazione (A te non te ne può fregar di meno ma a me sì). Va be', tralasciando, siamo persone che ultimamente, spinte dalla passione per la scrittura, stiamo lavorando insieme. E' tutto qui, guarda, non è che ci stiamo elevando a signori del creato. Ciao biondina, moretta o rossa.

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    1. Né bionda, né mora, né rossa. I capelli bianchi settecenteschi sono una predilezione del mio creatore; Riccardo Gavioso ha pubblicato un libro. Da autore ha programmato una presentazione. Di questa presentazione ha parlato su un forum e io ho riportato la notizia, quindi? Il problema dov'è? Poi, ci si potrebbe chiedere con gente che ha amici del calibro di altra gente che dà del tu ai premi nobel quale genere di importanza possa avere io ai loro occhi. A ben vedere, quindi, il vostro interesse è molto lusinghiero *inchino* La tua ironia non mi disturba, anzi, apprezzo l'ironia, peccato che la usi a sproposito: non ho mai detto, scritto, pensato che Antonio Borghesi sia imbranato. Questo l'hai detto, desunto, ipotizzato tu, fa piacere notare come siate suoi amici! Ma lui lo sa? Per quanto riguarda il concorso che hai organizzato i commenti su WD credo siano abbastanza chiari e non c'è certo bisogno del mio intervento ulteriore a ribadire che è quantomeno sospetto l'utilizzo di un marchio del genere, chiedersi se si hanno i diritti e infine rilevare come la giuria abbia poco peso a livello letterario. Liberi di organizzare tutti i concorsi che volete, così come io libera di pensarne e scriverne ciò che preferisco.

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  8. Ma poi non capisco, Riccardo e Antonio si conoscono perché non doveva invitarlo e perché salta fuori il racconto di Antonio? Antonio poteva anche non scrivere, ciò non toglie che Riccardo aveva il pieno diritto di nominarlo. Uno legge l'annuncio, se gli va di andare alla presentazione, ci va, altrimenti ciao.

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    1. È normale che tu non lo capisca, perché evidentemente non hai letto con attenzione quello che ho scritto. Infatti, non c'è scritto da nessuna parte che non dovesse, ma esibire i propri amici come credenziali (a parte Sergio Martin appunto visti i suoi illustri trascorsi) è un altro discorso. Non sono io che ho parlato di "carismatici" qui. Uno legge l'annuncio, se gli va di andare alla presentazione ci va, se gli va di parlarne e commentare lo fa, e lo stesso vale per te qui. Quindi, ciao.

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  9. Ecco scusate il disturbo ma sarei l'Ordalia del commento scemo su meetale. Ho letto tutto con gioia, perché evidentemente sono stato oggetto di interesse da parte di una esperta analista del panorama letterario italiano. In effetti anche io faccio parte del circoletto di Riccardo (o almeno spero) visto che ho imparato a conoscerlo su meetale dove gratuitamente e con le pretese degli amatori ci divertiamo a scrivere raccontini ed a scherzare tra noi. Per carità tutta roba che l'autrice di questo blog riterrà lontano dai circoli letterari alti che sicuramente frequenterà abitualmente. Ma sapete il fatto è che ognuno di noi ha una vita fatta da tante cose. Io ad esempio difficilmente verrò catalogato su google come scrittore, a meno che non includerà i tanti brevetti e le articoli scientifici che ho avuto la fortuna di pubblicare nella mia ventennale carriera di fisico. Proprio per avere un palpito di vita ho quindi provato a giocare con le parole sul mio blog, su meetale e su una radio web. Attenzione tutta roba assolutamente amatoriale e messa giù per farsi compagnia specie in quei momenti in cui la vita non è esattamente amichevole. Riccardo ad orecchio ha al suo attivo una vita anche più interessante con alle spalle un blog molto attivo e graffiante. L'ignoto Antonio Borghesi, che probabilmente troverebbe gradita la correzione grammaticale alla sua frase ed il refuso sul Cesar, ha una biografia incredibile ed alla sua età fa il sub e si diverte a pubblicare un libro per quelli del circoletto. Libro edito dall'ignoto Dessole che si guadagna onestamente da vivere nella sua piccola casa editrice. Lo confesso essendo tutti in combutta ho comprato libri di Arpeggio e alcuni mi sono pure piaciuti. Addirittura alcuni mi hanno anche fatto riflettere sul senso di alcuni temi importanti della vita. Ma io sono sempre la mente semplice di cui sopra che dedica solo parte delle poche ore che ha a disposizione leggendo Saunders, Genna, Nove, Mancuso, Panikkar, Eco, Baricco, Torre, Enia, Mozzi, Buoso, Emma Dante, etc.
    Purtroppo non riesco a fare di più, ma questo lo attribuisco al fatto che dopo la laurea sono dovuto andare a lavorare, ed ho dovuto smettere di frequentare i circoli importanti. Al massimo il circoletto di Riccardo.
    Ed alla fine orrore degli orrori partecipo anche Writers Xfactor. Ma si può essere caduti così in basso. Per fortuna però che adesso grazie a questo post tutti noi esimi ignoti siamo stati portati al centro dell'attenzione del gotha letterario. E grazie alle provvidenziali sferzate impareremo piano piano, cresceremo e da grandi (o da anziani?) faremo gli scrittori di successo.
    E di questo voglio ringraziare... Ecco sono grato... A proposito ma questo blog di chi è?

    Sigla.

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    1. Unica risposta che mi venga in mente: e quindi?

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  10. Risposte
    1. quindi[quìn-di] avv., cong.
      • avv. lett. Di qui, di lì: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Dante)
      • cong. testuale
      1 Con valore deduttivo-conclusivo, perciò, di conseguenza, per questo motivo, dunque: ero piuttosto nervoso, q. ho preferito evitare discussioni; il tempo è pessimo, dobbiamo q. rinunciare alla gita; con lo stesso valore opera, come cong., tra due termini della stessa frase: è una persona distratta, q. inaffidabile || e q.?, in un dialogo per sollecitare una deduzione, nel sign. di “e con ciò?”, “e allora?”
      2 Con valore temporale, poi, successivamente: percorri la strada fino in fondo, q. gira a sinistra; “Diede una rassettata alle coperte spiegazzate. Q. uscì sulla terrazza” (Moravia)
      • sec. XIII

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  11. Ok letto tutto, chi è Riccardo Gavioso? Io "Non lo conoscevo" Fino a quando su meetale (piattaforma letteraria di tutto rispetto) non mi sono imbattuta in un suo scritto. Numeri a Perdere è arrivato dopo, cioè c'era già prima, ma ho chiesto io di leggerlo in pvt non era pubblico, dopo averlo letto gli ho consigliato di farlo diventare un libro, con dietro un editore vero non di quelli che si fanno pagare a priori, quindi a prescindere di ciò che scrivi va tutto bene. Numeri a perdere quindi, andrebbe letto prima di emettere un giudizio qualsiasi anche su chi l'ha scritto. In giro, ho letto nei primi commenti c'è veramente di tutto, roba scarsissima che arriva anche a premi importanti, (non faccio nomi, sono troppi e su troppi giornali) e non è questo il caso. Amica? Sì lo spero, ma lo sono diventata solo dopo moltissime letture del millantatore in questione ;) e lo stimo. Come il Borghesi e l'Ordalia scrivono in un perfetto italiano e i loro racconti sono avvincenti, dovreste leggerli andate su meetale, è tutto gratis. Non si giudica uno scrittore da un racconto di 2 o 3 pagine per di più partecipante ad un concorso a tema! Ci vuole ben altro. Buona vita a tutti.

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    1. Nuova politica: d'ora in poi rispondo a chi dimostra di aver letto quello che ho scritto. Non è questo il caso, quindi non ho niente da dire. Continuate pure e quando avete finito lasciate la chiave sotto lo zerbino. Buon divertimento.

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  12. Eccomi. Sono Antonio Borghesi (e non sono il politico). Ero occupato con gli amici del Circolo dei Misogini ad una discussione ovviamente incentrata sulle qualità femminili. È tutto quello che ci resta da fare in una vita senza altri stimoli oltre a quelli di strani impulsi che ci spingono a scrivere racconti la cui figura centrale è ovviamente sempre e solo “La Donna”.
    Vorrei innanzitutto esprimere riconoscenza per l’attenzione portata su di un mio breve racconto di fantasia inviato al concorso Writers X Factor 2014. Intendo ringraziare lei, Steamdoll, per avermi segnalato alcuni errori (“Cesar Palace” al posto del corretto “Caesars Palace” e la frase “Peter era come se fosse stato inghiottito” che lei umilmente – parole sue - aveva suggerito di correggere in “Era come se Peter fosse stato inghiottito”. Frase senz'altro corretta, ma non era quella che avrei voluto scrivere dimenticando nei tasti uno “sparito” tra “era” e “come”). Anche “per completo” riguardo al salario ammetto che sia abbastanza brutto. Era sufficiente un “Tutto il suo salario”. Quindi grazie sinceramente Steamdoll. Quello che non ho assolutamente capito è il perché con l’amica PlatinumV e Lysandra Pond (quest’ultima non ha nemmeno capito che l’autore dell’estratto sono io e non il mio grande amico Riccardo Gavioso!) partono lancia in resta (siete femministe a priori?) contro la storia di Elena che, essendo un personaggio di un racconto di fantasia, può in definitiva non essere così scontenta di prostituirsi e che in qualche occasione ne trae pure piacere. L’errore fatto da queste tre signore, nascoste sotto pseudonimi mentre noi scriviamo nome e cognome su quello che pubblichiamo, è di fare di tutta un erba un fascio. Non si rendono nemmeno conto di quanto siano ridicole, scatenarsi con frasi: “Possiamo ignorare la drammatica realtà delle persone costrette a stare sulla strada: uomini, donne, ragazzini sottoposti a inumane crudeltà, resi schiavi di protettori senza alcuna pietà, usati come merce dai clienti, infine gettati come spazzatura prima o dopo evidenti danni fisici -malattie veneree, così come cicatrici deturpanti, così come eventuali gravidanza, così come aborti casalinghi.” Cito testualmente Lysandra Pond. La mia Elena va in un bordello ben protetto e ben curato e non per strada. È nel Nevada dove la prostituzione è legale salvo forse nella contea di Clark e se così fosse, mi batto nuovamente il petto. Però altrove sì. Lo so per esperienza personale. Sono già addossato al muro ed attendo l’esecuzione! Non ho la benda ma quella l’avete voi coi vostri pseudonimi). PlatinumV addirittura dichiara di voler cestinare solo leggendo l’incipit senza nemmeno capire che quello che ha pubblicato Steamdoll non è un incipit ma un excerpt (rimaniamo nell'inglese). Signore (?) Vista la vignetta pubblicata mi permetto il punto interrogativo. Signore (?) ripeto, è solo un racconto. Se non vi è piaciuto ditelo ma non cercate argomentazioni litigiose che non solo rasentano la banalità ma addirittura l’idiozia! E fin qui per quanto riguarda il racconto “Conflitto”.
    Forse lei, Steamdoll, che ha basato i suoi commenti solo sulle sue percezioni acquisite da letture di commenti letti su siti virtuali da lei non abitualmente frequentati, non ha assolutamente capito che al di là di ciò, esiste anche il mondo fisico dove le persone realmente si incontrano, parlano, discutono e stranamente tante volte si apprezzano. Lei non conosce nessuno di noi (Martin, Gavioso, Dessole, Camallari, Del Vento e Caravante) però si permette di sputare sentenze nascondendosi dietro la maschera vigliacca dell’anonimia di un Blog e di uno pseudonimo (è la terza volta che lo segnalo. Chissà se capisce cosa io voglia comunicarle!). Io ho incontrato fisicamente queste persone e le posso assicurare che sono meravigliose! E non permetto a nessuno di giudicarle come lei si è permessa di fare. Sono miei amici e difendo i miei amici ancor più dei miei scritti. Resti pure dietro la sua maschera e buon divertimento con le sue corrispondenti!

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    1. Allora, innanzitutto benvenuto, finalmente qualcuno che ha attinenza con il post! Sono commossa. In seconda battuta, come ho specificato non ho trovato l'estratto né bello né brutto, quindi tutti coloro che ritengono io abbia criticato il tuo modo di scrivere hanno letto sicuramente qualcos'altro. Gli appunti mossi sono per l'appuunto delle migliorie. Passando invece alla protagonista, sicuramente così come esistono uomini che desiderano farsi divorare da altri e li cercano su internet ci sarà anche la donna poco scontenta di prostituirsi, ma parliamo di casi rari e che comunque non passano generalmente dall'essere una poliziotta all'altra parte della barricata. Si tratta forse di uno di quei casi in cui l'infiltrato vive così tanto l'identità di copertura da perdervisi? Dal testo non pare, sembra una scelta consapevole (è considerato da Elena "più onesto" e "più gratificante"). Errore mio: credevo fosse l'incipit a causa di tutto il "riassunto delle puntate precedenti", non mi aspettavo che fosse un estratto preso nel bel mezzo del racconto. In quel caso il mio "è normale che sia raccontato" va a decadere. In ogni caso, nessuno ha puntato il dito sulla brutalità ma sul fatto che sia "gratificante" essere considerate un oggetto sessuale, indipendentemente dalle condizioni sanitarie favorevoli in cui si possa svolgere la professione. Un conto è essere costrette o farlo per necessità e fare buon viso a cattivo gioco, un conto è andarselo a cercare e farselo anche piacere. Mi spiace per voi se l'anonimato consentito da internet vi è indigesto, purtroppo siete qui e le regole del gioco le hanno fatte altri. Ho capito benissimo che cosa volete, ma come dicono i Guns N' Roses "You can have everything you want but you better not take it from me". Non mi sono mai permessa di dire che genere di persone siate, né mi interessa saperlo adesso a maggior ragione, tutti possono giudicare chiaramente dalla vostra reazione, ma questo atteggiamento è tipico di chi lo strumento internet non sa come usarlo: fingersi offesi per degli insulti che non sono mai arrivati visto che si è parlato esclusivamente di un testo ed è il testo che è stato appuntato come misogino, non il suo autore. Per non parlare di tutti gli amici che manco sono mai stati nominati e sono spuntati all'umidità come i funghi. Peccato che non possa apprezzare la zuppa con le mie budella meccaniche, ti ringrazio degli auguri e mi auguro tu possa divertiti altrettanto in quel lido meraviglioso che non conoscevo fino a oggi e di certo non mi interessa conoscere adesso.

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    2. Tu citi autori stranieri, io vado sul classico italiano e vado a memoria, posso sbagliare qualche parola:
      C'è chi l'amore lo fa per noia
      Chi se lo sceglie per professione
      Bocca di rosa né l'uno né l'altro
      Lei lo faceva per passione

      Non credo il testo sia stato tacciato di essere misogino

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    3. Ah, vogliamo paragonare Conflitto a Bocca di Rosa? Urca, allora alzo le mani: sicuramente avete ragione voi, gente semplice e di poche pretese. Scherzi a parte, le canzoni di De Andrè sono canzoni e non un testo letterario. Sarebbe il caso di non fare come sempre confusione, prima che arriviamo a mettere in mezzo Fabri Fibra, grazie.

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    4. No cara, De Andrè non scriveva canzoni, ma poesie. Mi sembra che tu faccia molta confusione, visto che diego non ha paragonato il racconto alla canzone, ma i concetti. Fabri fibra non rientra nelle mie preferenze musicali, forse ora creo un blog da quattro soldi e mi scaglio contro di lui senza aver ascoltato neppure una sua canzone, visto che va di moda, forse creo anche due account falsi per appoggiare la mia critica...

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    5. Quindi, mi piacerebbe risponderti ma per oggi di troll ne ho sfamati abbastanza da aver raggiunto la quota delle buone azioni quotidiane. Se per te DeAndrè era un poeta e non un cantautore sono problemi tuoi, nonostante questo Bocca di Rosa rimane una canzone e io inizio a essere stanchina dell'inconsistenza dei vostri interventi. Quando mi sarò stancata di giocare, chiuderò la scatola dei giocattoli, quindi vediamo di non tirare troppo la corda.

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  13. Anche se si è ripetuto, "Conflitto" è un racconto a tema, tema scelto dai giudici, così come il numero massimo di caratteri in cui la figura principale era Elena, da sviluppare secondo la propria fantasia, (Ma forse non si è capito) Con questo tema, incipit e numero di caratteri, hanno scritto molti altri autori partecipanti allo stesso contest. Il Borghesi non è un misogino di professione :) Saluto tutti rispondenti e non.

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  14. Solo due brevissime cose poi la chiave va sotto lo zerbino:

    il circolo letterario che mi attribuisci non è mio ( il Riccardo può solo avere quello del biliardo ), ma di tre geniali ragazzi: Fabio, Omar e Cristiano. Conta 303 soci.

    il plot di Antonio è una citazione, volontaria o involontaria, non spetta a me dirlo, del capolavoro di Dick dal titolo "Un oscuro scrutare", con la sola differenza della prostituzione al posto dell'eroina... eviterei di attaccare Dick, pensando sia il mio vezzeggiativo inglese ;)

    chiave sotto lo zerbino... con tutti gli accessi di cui hai beneficiato, cambialo! ... è spelacchiato da far paura

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    1. Forse non è chiaro, Riccardo: non sto parlando di meetale come si cerca di far passare da due giorni. Il "circolino" (mai detto letterario, mi pare) è la solita combriccola di amici che si sposta con i marosi da una parte all'altra del web. Ed eccola qui, comparsa puntualmente come da previsioni. Su questo, nulla di nuovo sotto il sole. Contro meetale non ho assolutamente nulla, ma se questa è la gente che ci troverei dentro evito volentieri. Per quanto riguarda il plot in esame (di cui finalmente si parla, a quanto pare) non ha nessuna importanza che sia una citazione, un omaggio o quel che è. L'insinuare sottile che non sappiamo chi sia Philip K. Dick (che, non me voglia Martin, credo sia "un po' " più famoso a livello mondiale ma soprattutto nell'ambito della letteratura) è il consueto atteggiamento di superiorità che avete tenuto dall'inizio, facendo la figura che avete fatto. I vostri tentativi di recupero sono fuori tempo massimo, sarebbe bastato arrivare ed esprimere pacatamente le vostre opinioni, invece di scatenare il pollaio come avete fatto. Gli accessi di cui ho "beneficiato" sono accessi di cui avrei fatto volentieri a meno, quindi se non ve la sentite di replicare l'esperienza non mi offenderò. Questo è quanto.

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    2. Sono certo che per una comprensibile disattenzione il mio commento sia finito sotto lo zerbino.
      Rimedio io:

      Dai, ci hai beccati, oggi ci spostiamo in massa ad attaccare un blog di appassionate di uncinetto... almeno da quelle parti troveremo un po' di gente interessante.
      E, per inciso, il ridicolo concorso a te tanto inviso ha visto la partecipazione di ottanta autori. La cordata ha funzionato benissimo: il mio racconto e quello sessista passano alla seconda fase, da cui, come promesso a suo tempo, mi ritirerò per lasciare posto a un altro autore. Nulla da fare per il Signor Dessole: ormai le ha provate tutte per farsi pubblicare da Arpeggio, pseudonimo compreso, ma l'editor lo cestina da anni per partito preso, tanto da costringerlo a scrivere un libro che si chiama Conspiratio proprio per denunciare i brogli, di cui brillantemente ti sei accorta, e che ti suggerirei di chiamare congiura dei Pazzi.
      A malincuore sono costretta a lasciarti: l'eco è fastidioso. e, mi raccomando, non dimenticarti lo zerbino. ;)
      Miei prodi, all'assalto del puntocroce!

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    3. La comprensibile disattenzione è spiegata qui: http://fantasy-inc.blogspot.it/2014/06/no-more-lies.html. Vista l'insistenza nel pubblicare questo commento del tutto assurdo lo lascio, sarà l'eccezione che conferma la regola. Non sia mai che alla prima donna manchi l'ultima parola. Vaya con Dios.

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  15. «Quest’ultima non ha nemmeno capito che l’autore dell’estratto sono io e non il mio grande amico Riccardo Gavioso!»
    Di tale osceno crimine, mi sono affrettata a scusarmi. C'è da aggiungere, che non mi è data -giustamente- facoltà di modificare o cancellare i miei stessi commenti, comunque estrapolato il contesto, si tratta di una mia gaffe e me ne scuso ancora con l'autore del libro, l'autrice dell'intervento e i commentatori, io non ho ragione di cambiare la riflessione esposta.

    «Essendo un personaggio di un racconto di fantasia, può in definitiva non essere così scontenta di prostituirsi.»
    Volendo potrei contestare che la natura fittizia di un personaggio non è la scusante per propinare qualsivoglia teoria. Dovrei aver letto il romanzo nella sua completezza per esprimermi sulla psicologia del personaggio, quindi la mia è un'obiezione generica, un appunto sul fatto che 'Ogni riferimento a fatti e persone blablabla...' funziona ma anche no.
    Sul mio usare un nickname: io non sono una scrittrice, non sto neanche recensendo il suo romanzo, sono entrata da utente in un blog e da utente del blog ho inviato dei commenti.
    C'è una notevole differenza.

    «La mia Elena va in un bordello ben protetto e ben curato e non per strada.»
    Come ho precisato, certi bordelli non sono precisamente romantici hotel gestiti da bonarie signore dai capelli bianchi.
    L'idea che il bordello sia necessariamente e per definizione un ambiente di lusso è quanto meno azzardata, nonché desueta.
    Ribattendo che la sua Elena non sta in Cambogia, come avevo scritto, abbozzo e ignoro.
    Aggiungo che si può scrivere un testo misogino o razzista senza essere misogini o razzisti e viceversa.
    Lungi da me dare giudizi a un individuo che non ho modo di conoscere, mi sono brevemente espressa sulla premessa.

    Il mio consiglio è molto banale: accettare le idee diverse dalle proprie con serenità, senza immaginare invidie, intrighi di palazzo, ignoranza becera, stupidità grezza. La gente esprime continuamente dei giudizi, la maggior parte parziali e gratuiti ma credo non vi sia nulla di male in questo. In queste sentenze soggettive ci sono sbagli, omissioni, sviste e anche ciò mi pare pacifico.
    E quindi?
    Io ho scritto: 'Da quanto ho letto, il romanzo non mi attrae. Mi pare sia una trama parecchio banale, notevolmente misogina.'
    Prenderne atto con tranquillità sarebbe il minimo del vivere civile, senza pescare a mani basse nel triste repertorio degli autori offesi che hanno fans e amici offesi.
    Suvvia, che sarà mai?

    Sul resto, non mi esprimo.

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  16. Volevo un attimo tornare serio, anche perché in generale il tutti contro uno non è nel mio costume. L'arrivo su questo blog non è stato catalizzato da Riccardo. Ho capito dal discorso che c'è un posto che si chiama WD, dove Riccardo ha parlato del contest e dove ha condiviso l'evento della presentazione a Torino. Il testo che ho letto è lo stesso dell'annuncio su meetale e su FB. Considerando che nei vari ambiti dove lo ho letto conosciamo tutti i personaggi citati a me suona come tutto il contrario di un'autocelebrazione, ma solo autoironia. Borghesi lo conosciamo per la sua verve dissacrante, ed il carisma è quello riconosciuto al capitano e di cosa è troppo lungo da spiegare. Posso contestare a Riccardo di avere usato un taglia e incolla, ma suvvia onestamente ritengo eccessiva la necessità di un articolo mirato. Degli altri discorsi su WD non so che dire se volete litigare fatelo, non ci trovo nulla di male.
    Ma andiamo al fatto. Così come non conosco i motivi veri che ti hanno condotto alla stesura del post, lo stesso permettimi di dirlo sul commento mio che compare come un esempio di prono incensar al fine di essere incensato. I vari altri commenti hanno fatto il resto oscurando i fatti. Ovvero:

    1) Riccardo scrive da anni degli ultimi. Di quelli che la stampa ufficiale ignora. Di quelli che ci da fastidio sentire parlare. A parte i raccontini del contest, ho letto alcune sue cose ed ho avuto il piacere di dialogare con lui di Vittorio Arrigoni. Numeri a perdere non è un romanzo, è questo. Non so se è all'altezza dei temi che tratta perché ancoro non lo ho letto. Però so che è una bella cosa che sia stato pubblicato. Non credo che Riccardo diventerà ricco e famoso, credo che il rinfresco della famosa presentazione abbia superato nettamente gli introiti dei diritti fin qui accumulati. Mi spiace non essere stato a quella presentazione, perché credo che non si sia parlato di fate e di draghi, ma di oppressi e di oppressori liberi e impuniti, di guerra e di morti innocenti, di donne stuprate e costrette alla prostituzione davvero.

    2) Il contest di magla non è il premio Strega. E viste le ultime polemiche sullo Strega posso dire bene! È un gioco poco poco più serio dove quattro ragazze che si muovono nell'ambito letterario proveranno a cavare fuori dai vari partecipanti qualcosa. Si diventa famosi? No! Si guadagnano soldi? No! Si scrive solo per un pubblico diverso, si accettano le osservazioni delle coach che non saranno affermate scrittrici e importanti figure del panorama letterario mondiale, ma gente che ci crede e che ci prova a scrivere. Per dirne una la mia coach ha una laurea umanistica, si occupa di letteratura nel suo lavoro, scrive ed interagisce con culture diverse da quella italiana. Insomma meglio di me che ex geometra e manovale dei semiconduttori, posso parlare di altro.

    3) Conflitto è un raccontino di Tony, 6000 caratteri partendo dall'incipit comune. Non ci voleva molto a capire che era stato messo giù in qualche ora, che non era un libro, che non lo sarebbe diventato, che il posto dove era pubblicato era un social, che nessuno a cominciare da Tony pensava di sconvolgere il panorama mondiale letterario con questo brano, che la copertina era prelevata dal web e messa lì perché su Meetale è conveniente farlo. Raccontino - il diminutivo non è irriverente - che quindi lasciava tutto in sospeso. Aprire un dibattito sulla psicologia dei personaggi e dell'autore e dei suoi lettori risulta eccessivo o no.

    4) Fabio Dessole fa l'editore. Lo fa bene? Lo fa male? Intanto non chiede un euro per pubblicare nulla. Le sue scelte sono giuste? Sbagliate? Fatti suoi visto che se sbaglia non mangia. È alle presentazioni dei suoi libri e questa non mi sembra una notizia. Cerca di vendere i suoi libri e li difende? Neanche questa è una grande rivelazione.

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    1. Questi quattro fatti portano a concludere una cosa. Dietro le tastiere in generale ci sono persone. L'articolo non mi è piaciuto perché non parla di nulla. Prova a immaginare una combriccola di persone e trascura di capire e di cercare i fatti. Oggi internet rende disponibili strumenti un tempo impensabili. Permette a me e a te di avere un blog e di esprimere la nostra opinione. Di scrivere e di leggere cose che non avremmo mai pensato di scrivere e di leggere. Impiegare questa libertà per parlare di qualcosa è un diritto che voglio che ti venga sempre riconosciuto. Se la tu opinione è fortemente contraria a quella della nostra combriccola io sono con te e voglio che tu possa esprimerla liberamente, sempre e comunque. Anche se sotto scacco ci sono io stesso. Ma tutto questo deve passare dal dato. Dal fatto. Dal numero. Perché i numeri purtroppo non mentono mai.

      Detto questo spero che il tuo blog abbia fortuna, nel senso che ti permetta realmente di comunicare la tua opinione liberamente. Spero che tu possa leggermi su meetale. Spero che tu possa esprimere il tuo parere sulle mie povere cose e che mi permetta di imparare da tutto ciò. E ti invito a dare una occhiata ai lavori di Riccardo. Se come penso anche tu ha di che lamentarti della realtà che non ci dicono, penso che muterai la tua opinione su questa persona.

      Buona vita! E scusate per i refusi è un post e non rileggo!

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    2. La serietà è sempre apprezzata. Non ho idea di come siate arrivati qui, ma è quantomeno sospetto che qualcuno che prima non ha mai commentato casualmente finisca qui quando vengono toccati gli amici degli amici. Magari siete arrivati cercando su Google il testo in questione, anche se ho le mie riserve, ma non è importante come siate finiti qui. Io stessa parlo con i miei amici di ciò che viene scritto in giro, perciò non ho nulla in contrario quando le persone vengono a portare le proprie testimonianze e pareri, a patto che non si comportino come una mandria di buoi che carica a testa bassa. Ecco, questo non lo sopporto perché è una perdita di tempo sia per me che per chi è interessato davvero a quello che ho da dire. In merito all'intervento di Riccardo, l'ironia non l'ho colta, come dicevo, e se fosse stato un commento serio per me sarebbe stato un mero delirio.
      Magari domani prenderà davvero il premio Nobel, glielo auguro, ma è una cosa che non mi interessa granché.

      Sì, torniamo ai fatti.

      1) Riccardo scrive da anni di tematiche che non mi interessa leggere o approfondire, come ho già scritto. Non ho intenzione di cambiare il mondo e ognuno può pensare di questo quello che vuole. Infatti ho affermato a chiare lettere di non aver letto quello che scrive, di non sapere quindi come scriva né in che modo affronti le tematiche di suo interesse. Il fatto che si continui ancora una volta a denigrare la letteratura di genere ("non si è parlato di fate e di draghi") quasi a indicare che coloro che leggono fantasy siano una massa di disadattati o quantomeno di "volgo ignorante" che non può esprimere la propria opinione perché non tratta con tono greve i "grandi temi" lascia il tempo che trova. Aggiungo anche che parlarne non risolve il problema, semmai è lodevole l'impegno che neanche in una sola riga del post è stato messo in discussione. Infatti, per l'ennesima volta, di quello che scrive Riccardo non è stato detto niente.

      2) Il contest di magla è stato presentato così: "Il tuo lavoro verrà seguito da un coach professionista del settore e i racconti in finale riceveranno la valutazione della casa editrice Arpeggio Libero!" Ora, queste non sono parole mie ed è normale che se qualcuno si definisce "coach professionista" mi aspetto delle possibilità ulteriori di un giochino che posso fare in un forum letterario. Da un concorso mi aspetto di poter fare curriculum se non addirittura la possibilità di sbocchi lavorativi di qualche tipo. Bastava non presentarla così. Si tratta sempre del consueto effetto boomerang di quando si gonfiano le cose cercando di farle passare per ciò che non sono, e ci si offende quando si fa notare che la si è sparata un po' grossa. È un giochino divertente? Può darsi. In questi giorni la casa editrice Nativi Digitali sempre sul forum di Writer's Dream ha dato notizia del suo contest in merito ai racconti estivi e l'ha presentato esattamente come un'occasione di confronto e un giochino divertente. Qualcuno ha avuto qualcosa da ridire? No, ovviamente. Ma se mi presenta un sasso incartato nella carta stagnola volendomi convincere che si tratti di una pepita d'argento, appena lo scarto è ovvio che la mia espressione sia alquanto accigliata. Lasciamo l'argento all'argento e la stagnola alla stagnola e saremo tutti contenti.

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    3. 3) A me non interessa minimamente se sia o meno un racconto che abbia una sua natura letteraria o no, se sia nato per gioco o per scommessa. È un racconto che si reperisce tranquillamente dai motori di ricerca con la chiave "Antonio Borghesi". Se non volete che quello che scrivete su meetale sia letto e commentato anche al di fuori del circuito, dovrete proporre che venga messo privato. Le solite esagerazioni ("la letteratura mondiale" mai citata nell'articolo) sono le consuete manovre retoriche per far sembrare la questione una farsa. Ma siete voi ad averla fatta diventare tale: per quanto mi riguarda il mio articolo rimane un commento su un testo che esiste e arrivare qui a porre giustificazioni alla stregua di "è stato pubblicato su un social" dopo che qualcun altro scrive "è una citazione di un'opera di Dick" mi spinge a consigliarvi di mettervi d'accordo, almeno, prima di difenderla. Per quanto mi riguarda, se anche volessi criticare (negativamente o positivamente che sia) un mero post su facebook, potrei farlo. Voi non siete qui forse a criticare l'articolo di un blog, piuttosto sconosciuto per altro come il mio?

      4) Che Fabio Dessole sia un editore neanche lo sapevo. Lavora ad Arpeggio Libero? Molto bene, ora ne sono informata. A questo punto mi dispiace aver cancellato alcuni dei suoi interventi particolarmente signorili ma del resto sono abituata a componenti delle case editrici con atteggiamenti sopra le righe. Non mi interessa neanche ciò che pubblica, non pubblica, scrive o non scrive. Il suo commento su meetale mi è bastato ed è l'unico motivo per cui viene citato qui, a parte proprio la partecipazione alla presentazione del libro, ora molto chiara.

      Ovviamente, essendo in grado di leggere, chi fosse Sergio Martin l'avevo capito fin dall'inizio, ma fino all'intervento sul WD non l'avevo mai sentito nominare. Lo ammetto candidamente, non credo di poter essere messa alla gogna per questo. Sicuramente ci sono tante persone che io conosco, di fama, e invece per voi non significano nulla.
      Ma come sempre la mia reazione è... e quindi? Siete voi che vi siete accaniti verso la semplice presentazione di un'anteprima. Siete voi che avete voluto leggere in questo articolo la condanna a un romanzo che non esiste, una recensione dove non c'è scritto da nessuna parte e infine un attacco personale, addirittura, verso persone che non conosco e che non mi interessa conoscere.
      Per quanto riguarda il blog non mi auguro che abbia nessun successo. È un modo come un altro di esprimere le mie opinioni, ma i miei obiettivi sono altri. Come tu hai detto, c'è la possibilità e lo si fa.

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  17. Voglio davvero concludere sulla traccia di Marco.
    Se avessi attaccato il mio libro sarei venuto a difenderlo, da solo, come ho sempre fatto, da unghie ben più affilate delle tue. La mia reazione, e quella del presunto circolo, è dovuta unicamente al fatto che tu abbia attaccato degli amici. Ora, immagino che tu sia giovane, cosa che io non sono più da molto tempo e, proprio per questo, l'amicizia è un valore centrale della mia vita. Io sono solo un carneade come hai giustamente detto, ma sono un carneade che può trovare un letto e un piatto di minestra in qualsiasi cantone di questo paese. Lo posso trovare a Gaza, e probabilmente anche a Gerusalemme, nonostante sappiano che sto dalla parte di quelli di Gaza. Di questo vado fiero, non del mio libercolo o delle frequentazioni dei miei amici. E loro sono come me: Sergio qualche sera fa mi raccontava con gioia di essere stato riconosciuto e abbracciato per strada, non da un nome che conta, ma dalla donna che faceva le pulizie nel suo teatro qualche anno fa. Noi siamo gente fatta così, amiamo gli amici, che siano principi o poveri, e difendiamo gli amici con più ostinazione di quanto faremmo per noi stessi. Difendiamo i loro concorsi, che non sono il Neri Pozza, ma non nascono con l'intento di borseggiare qualcuno, difendiamo i loro scritti perchè stimare loro e quello che scrivono, in fondo, è la stessa cosa. E ti auguro di saper leggere in un certo modo quello che ho scritto, e un giorno difendere quello che ho appena scritto, e di essere oberata di amici da difendere.
    Diversamente ti suggerisco di prendere il mio racconto per il concorso e ridicolizzare quello: è oltremodo facile, visto che per sua natura era poco più di un divertimento privo di qualsiasi valore. Io non verrò a difenderlo e non verrà nessuno dei miei amici. Ora puoi censurare, replicare, puntualizzare... la mia vita è fuori di qui, a bere un caffè o una birra con qualcuno. Ti auguro altrettanto!

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    1. Difendere aprioristicamente gli amici e i conoscenti è il motivo che rovina, per me, questo paese. E il tuo intervento non solo lo difende, ma lo legittima e anzi invita anche gli altri a farlo. Non condivido una sola lettera di questo intervento, gli amici vanno difesi quando c'è un pericolo, non a priori spalleggiandosi come dei bulletti da musical. I miei amici si sanno veramente difendere da soli, non hanno bisogno della Banda Bassotti.
      Mi auguro davvero che sia l'ultimo intervento, questo lungo addio sta arrivando fuori tempo massimo. Se voi siete soddisfatti delle vostre azioni e dei vostri atteggiamenti non sarò certo io a persuadervi del contrario. Io spero solo di continuare ad avere amici onesti e sinceri, che quando viene mossa una critica a ciò che dico o che faccio non intervengano in massa a dimostrare, nonostante a parole dicano il contrario, che non sono in grado di difendermi da sola.
      Stimo persone di cui non stimo gli scritti e viceversa. È lampante che abbiamo un approccio alla lettura completamente antitetico e a differenza tua io non ti auguro niente, perché non ho la presunzione di insegnare agli altri come devono vivere o pensare. Augurandomi di non dover leggere altri interventi dopo l'amaro addio.

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  18. Ehi, ma quanta bella gente trovo qui? Riccardo, Tony, Fabio, Marco, Giusy, Annalisa! Ma quanta pubblicità AGGRATISE per il libro di Riccardo Gavioso "Numeri a perdere", per lo stupendo racconto di Antonio Borghesi dal titolo "Conflitti" con in copertina nientepopodimenoche il SESAR PALAS! Quanta pubblicità per mEEtale, per la piccola ma determinata casa editrice Arpeggio Libero che se ne fotte dei vari Premio Strega tutta fuffa e niente talento ma solo ballottini e volemossebenefradinoicosìdiventiamopadronidelmercatoeditorialeeammazziamoipiccolimatalentuosiautori e va avanti per la sua strada pubblicando autorii esordienti senza chiedere nulla per la pubblicazione! Che bello vedere riuniti qui tanti componenti della piccola COMMIUNITI di mEEtale, che bello scoprire che c'è gente come Steamdoll che perde così tanto del suo prezioso tempo per dare spazio alla gente di confrontarsi in maniera così aperta, civile e per niente stucchevole! :) Ringrazio Riccardo Gavioso, autore di "Numeri a perdere", di avermi segnalato questo blog, perché se non lo segnalava lui chi "organo riproduttivo maschile" sapeva che esisteva? :) Grazie, Steamdoll, per tutta la pubblicità che ci stai facendo. Non immaginavo che ci fosse così tanta generosità in gente praticamente sconosciuta come te. :) Sei una forza!!! Grazie!!! :D

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    1. La beneficenza è un valore imprescindibile del codice delle bambole meccaniche. Ci creano così. Farei un inchino ma ho bisogno della revisione, mi accontento di aver fatto opera di bene. A buon rendere.

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  19. Per l'autore...

    "siete femministe a priori?"
    di solito un'ideologia è un'ideologia. Non è che uno è pacifista o meno a seconda del caso, quindi, sì, sono femminista e lo sono ogni gg. Se poi qualcuno o qualcosa scatena la mia reazione, non dipende da me, ma come non si può essere "pacifisti a priori o posteriori" (o si è pacifisti o non lo si è), lo stesso vale per il femminismo. Ricordo anche che "femminismo" non significa "odiare gli uomini", ma "voler riconosciuti i diritti umani del genere femminile, che è pari a più della metà della popolazione mondiale". Per dire che essere femministe non è un insulto. Anzi, non esserlo è un insulto, perché vuol dire essere d'accordo che più di metà della popolazione mondiale veda negati i propri diritti umani. ;-)

    "contro la storia di Elena che, essendo un personaggio di un racconto di fantasia, può in definitiva non essere così scontenta di prostituirsi e che in qualche occasione ne trae pure piacere"
    come avrebbe dovuto capire dal mio intervento e dai link che ho postato sopra (bastava leggerli), il punto è che ogni personaggio DEVE avere una personalità sensata. Certo, esistono i pazzi psicopatici, ma anche in questo caso le loro personalità devono avere una coerenza logica e devono essere giustificati dal contesto. Ribadisco il mio suggerimento: documentarsi e parlare di ciò che si conosce. Il personaggio, per come viene presentato qui, non sta in piedi (oltre ad essere di una banalità impressionante. Un caso che questo genere di storie con donne esaltatissime dall'idea di prostituirsi siano scritte sempre da uomini? Nella mia esperienza lavorativa, no).

    "L’errore fatto da queste tre signore, nascoste sotto pseudonimi mentre noi scriviamo nome e cognome su quello che pubblichiamo"
    adoro la frecciata! Consiglierei però di dire le cose in modo chiaro, senza nascondersi dietro le frecciatine: in fin dei conti, non penso nessuno di noi abbia 5 anni. Non ho alcun problema a risponderle che non uso il mio vero nome sul web perché per motivi contrattuali non posso farlo. Dal momento che tengo più al mio lavoro che a dare soddisfazione a lei, temo dovrà farsene una ragione.

    "Non si rendono nemmeno conto di quanto siano ridicole"
    e qui siamo agli insulti. Complimenti! Faccio notare che qui, le "tre ridicole", non hanno mai insultato né lei, né i suoi amici.

    "La mia Elena va in un bordello ben protetto e ben curato e non per strada. È nel Nevada dove la prostituzione è legale salvo forse nella contea di Clark e se così fosse, mi batto nuovamente il petto."
    di nuovo, se avesse letto i link che consigliavo, si sarebbe risparmiato la brutta figura. Ecco qui, gliene cito solo uno, riferito a un bordello in Germania (dove è legale), "ben curato e non per la strada". Eppure... http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/19/che-bello-lavorare-in-un-fkk/
    continui a leggere altri post sullo stesso argomento, ne scoprirà meraviglie!
    Le consiglio soprattutto i post sulle testimonianze delle persone prostituite (anche uomini) stesse.

    Un consiglio serio: prima di scrivere, si documenti. Sul serio: di racconti con donne che non vedono l'ora di prostituirsi e simili ce ne arrivano a scatoloni. E fanno tutti la stessa fine...
    V

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