Music Is My Radar

Una può guardarsi il telegiornale e rendersi conto di quanto questo paese sia caduto in basso?
Il giornalista parla dei concerti all'Arena di Verona di Adriano Celentano. E poi ecco l'anteprima. Vi prego di guardarla con attenzione, perché è un video che conoscete tutti, anche se sì, la qualità si è ridotta di parecchio con la carta carbone:


Il "bellissimo" corto, che in confronto all'originale è una boassa fumante.

Notato niente?
La musica, bella eh per carità. E il resto? Ovviamente la versione del discount di qualcosa di ben più famoso: il video di Iron di Woodkid.
Ciò che mi consola è che non sono l'unica a essersene accorta, almeno a giudicare dai commenti di Youtube, che ho controllato tutta la sera in attesa che qualcuno caricasse il video.


Mentire sapendo di mentire. Amazing.
(cliccare per vedere più in grande)
Non lo sentite anche voi?
Sì, è lo stesso identico rumore di artigli sul medesimo specchio rigato e deturpato dai fan delle saghe che non si assomigliano ma hanno alcuni particolari in comune. Bravi.
Vediamo l'entità di questo "qualcosina" (non serve neanche che ve lo dica: gli screen al di sopra, cioè quelli decenti, sono del video di Woodkid, quelli sotto sono gli scarti della copia italiota. Non è tutta colpa del video su Youtube: alla televisione faceva cagare duro uguale).


Look at my horse, my horse is amazing




Schiene random




Neanche capaci di prendere la stessa specie
(credo, non sono un'ornitologa. No, vi sbagliavate)
 



Who let the dogs out?




Boom, baby!




Stendardi Gagliardi




Gemelli Diversi




Run, Forrest, run!




Nuvola è bello




Tizio postapocalittico #1235




Trova la differenza
(no, non è avere o non avere Agyness Deyn)



Scream!




Questa è davvero inspiegabile




Ce ne sono altri eh. Non c'è un fotogramma (a parte forse la divisione dei pani, mah) che sia originale, ma mi sarei anche rotta di fare screen. Una vergogna incredibile.
Complimenti, siamo tutti idioti, non ce ne saremmo mai accorti.

Ora voi ditemi se possiamo aspettarci qualcosa di originale quando i cosidetti "big" della scena nazionale realizzano puttanate di questa entità. Vogliamo ricordare la faccenda dei fumetti del Mondo Emerso?
Immagino che in questo caso sarà ancora peggio, perché alla fine è stato Celentano, no? Sticazzi.

Quanto mi fa girare gli ingranaggi.
E intanto, la rete si ribella.
Guardiamoci un video come si deve, per toglierci l'amaro in bocca.

Pensate con una cosa del genere cosa avrebbe potuto fare Celentano.
Tremo al solo pensiero.

Cherry Blossom Girl

Tell me why can't it be true.

C'è una domanda che mi è sorta stanotte, mentre guardavo uno di quei simpatici programmi con una ragazza che vuole dimagrire e una che vuole ingrassare (Grassi contro Magri, Real Time).

Le due hanno ripercorso i motivi per cui una rifiutava il cibo e l'altra invece lo cercava compulsivamente; ovviamente è saltato fuori che per entrambe fossero motivazioni psicologiche legate a traumi o particolari difficoltà incontrate nella vita.
Credo che tutte le ragazze della mia generazione abbiano avuto lo stesso genere di problema conflittuale con il proprio corpo: chi è cresciuto negli anni novanta ha dovuto scontrarsi con l'impero sempre più crescente della moda, col picco del consumismo e della ribellione contro di esso, quando ancora si aveva l'illusione del benessere crollata come un castello di carte non appena ci siamo trovati sulla soglia dell'età adulta.

Non tutti sono arrivati ai miei eccessi, ma come ho già accennato ho sofferto di anoressia infantile prima e di bulimia adolescenziale poi, disturbo che ho dovuto superare da sola perché mia madre non se n'è mai accorta, o quantomeno ha fatto finta di non vedere. Spero sempre che non sia la seconda.
Una delle donne intervistate, ex modella, ha esposto con chiarezza il metodo prediletto dalle modelle per perdere peso: i lassativi, lo stesso metodo che utilizzavo anche io, essendo incapace di cacciare due dita in gola.
Evocando un'immagine piuttosto disgustosa, ha dichiarato che i bagni delle modelle nelle settimane della moda fossero ricoperti di diarrea.

La domanda che mi è sorta perciò è del tutto naturale: con tutte le possibili preoccupazioni che possa avere un'adolescente che desidera davvero spiccare nel proprio mondo e non essere dalla parte più denigrata (nel nostro caso, essere sovrappeso in un mondo che elegge a modello di femminilità un manichino anoressico), ma com'è possibile che nei mondi fantasy l'unica, maledetta preoccupazione di ogni bambina e ragazzina sia di prendere una spada, menare come un uomo e possibilmente farsi ammazzare a miglia di casa?
Non è sano. Non è naturale.
Questa invidia del pene perenne è quantomeno discutibile.

Diverso se si parla di una società a regime matriarcale o che annovera a pieno diritto le donne guerriere, ma perché in una società che proibisce o quantomeno scoraggia il combattimento per le donne, spinge l'eroina puntualmente a prendere le armi?
Non parliamo di una donna che impara a usarle per difendere se stessa e la propria famiglia, attenzione, ma di arruolarsi.
Tempo fa venne sostenuto un discorso del genere in casa mia, e i maschi sostennero fermamente che loro non assumerebbero mai un mercenario donna (nella realtà) a causa dei giorni al mese di indisposizione, parziale o totale che sia, del ciclo mestruale, e in secondo luogo perché forgiare il corpo di una donna per la guerra sia più difficile che quello di un uomo.

"Blood and death are waiting like a raven in the sky, I was born to die."
"Hail and Kill", Manowar; immagine: 
Weapons Master, artista: ~Graysun-D
Parimenti ricordo che in una delle comunità virtuali di gioco di ruolo fantasy che frequentavo i mannari non venivano accettati da un ordine cavalleresco per i giorni di luna piena, ma venivano accettate le donne.
Obiezione sensata: un mannaro si trasforma in una bestia sanguinaria (e qualcuno lo direbbe anche delle donne in quei giorni, sia chiaro), il che è molto più pericoloso di una donna mestruata.
Secondo me però il punto è un altro: raramente vedremo in un gioco di ruolo fantasy qualcuno giocare un periodo mestruale o tutti i difetti connessi all'essere una donna. E anche nei libri, quando viene fatto (come appunto sottolineato nella recensione de Il sangue degli Elfi), spesso viene esposto con un punto di vista del tutto maschile e sconclusionato.

Dove voglio arrivare?
Prendendo spunto da questo vecchio post di Baka Baka che non ho mai dimenticato, vorrei cercare qualche esempio su come strutturare e come non strutturare un personaggio femminile non dico credibile, ma che non faccia rotolare testicoli per tutta la stanza, che poi bisogna raccoglierli ed è una faticaccia. Ovviamente, gli spoiler sono assicurati. Ye be warned.

Ma prima prendo a citazione il commento di Tolman al post di Bakakura:
I miei due centesimi: quasi mai una donna viene presa come protagonista fantasy senza perdere le caratteristiche femminili per lo stesso motivo per cui nell’80% dei romanzi fantasy il protagonista è orfano o ha perso la famiglia: si vede necessaria una mancanza di legami che impediscano le avventure. La donna, come procreatrice, è legata alla prole (almeno nei mammiferi, ma gli essere umani mica sono pinguini), e quindi alla “tana”. Lasciando da parte le fesserie con esili donzelle pettorute che sventolano spade come fossero piumini (per usare una spada a lungo ci vogliono i muscoli, c’è poco da fare, e per farsi i muscoli ci vuole il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza: prendi una donna, imbottiscila di testosterone per renderla più forte, e ti ritrovi una lanciatrice del peso della ex-DDR, o una culturista che oltretutto avrà serie difficoltà a procreare, non certo un’indossatrice) in tutte le culture la figura della donna rimanda alla casa, magari alla difesa della stessa, ma non all’attacco, a meno che non si vada a perdere le caratteristiche femminili tipiche (le amazzoni che si mutilano il seno, l’imperatrice giapponese che si veste da uomo e si mette una pietra sul ventre per non partorire, etc). Al momento le uniche eccezioni alla regola della femmina maschilizzata che mi vengono in mente sono Mirtai di David Eddings (comunque appartenente ad una popolazione di guerrieri che sublima nel servizio dei loro padroni l’istinto di protezione della prole) e Susannah nel ciclo della Torre Nera di Stephen King (tant’è vero che, quando rimane incinta, perde il capo e pensa esclusivamente al proprio pargolo, il “tizio”). Ma del resto quest’ultima è anche l’unico esempio che mi venga in mente di protagonista fantasy che vada in sedia a rotelle…

I personaggi femminili de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

(farò sicuramente lieve confusione con libri e serie tv, ma entrambi per me rientrano nella categoria, non me ne vogliano i puristi)

Generalmente, i personaggi femminili creati da George R.R. Martin sono tutti piuttosto complessi, approfonditi e ben delineati; quelli femminili non fanno eccezione. Nonostante nessuno di loro compia atti "perché sì" e, sicuramente, nessuna si salvi da un'evoluzione dettata dagli eventi e gli ostacoli che devono affrontare, Martin dà un senso molto distorto al concetto di maternità.
Cersei Lannister è incredibilmente attaccata ai figli, probabilmente perché sono il frutto dell'incesto con l'amato fratello Jaime. Ma non è l'unica che esaspera il sentimento: Lysa Tully è talmente ossessionata dal bambino da farlo allattare anche quando già è grande abbastanza da nutrirsi da solo.
Catelyn Stark abbandona i figli più piccoli per andare a sud e aiutare il primogenito nella guerra, salvo poi pentirsi e fare degli atti del tutto sconsiderati per assicurarsi che stiano bene.
Infine, Daenerys Targaryen sacrifica il figlio per tentare di salvare l'uomo di cui è follemente innamorata, ma poi è tanto orgogliosa di definirsi Madre dei Draghi e di comportarsi da tale con loro.
Non si può dire che non riprenda in pieno il concetto di Tolman, ma spinge quasi a pensare che i figli siano l'unica cosa su cui le donne di Westeros intessono i propri interessi.
Sono comunque tra i migliori personaggi femminili fantasy mai creati che io conosca. Ho inoltre un debole per Brienne di Tarth per un semplice motivo: lei è davvero un'eccezione nel suo mondo, ovvero una donna mascolina, sproporzionata e per niente attraente, non una delicata mezzelfo "dagli occhi troppo grandi".

Daenerys Targaryen, artista: ~Michael-C-Hayes


I personaggi femminili della saga The Witcher

Anche i personaggi femminili del mondo di Geralt di Rivia hanno un pallino comune, ma non sono i figli, bensì... beh proprio Geralt. Il che potrebbe anche risultare abbastanza ovvio, dato che lui della saga dovrebbe essere il protagonista.
Prima o poi, bambina a parte ma non lo escludo in futuro, ci finiscono tutti a letto. Le donne del mondo di Geralt possono fare praticamente tutto: regine regnanti (e non reggenti), studentesse di medicina, sacerdotesse, maghe, guerriere. Non c'è un ambito che sia proibito: la parità sessuale annulla praticamente ogni barriera di questo tipo.
Hanno un difetto però: l'approfondimento psicologico è ridicolo. Il vero dramma di Yennefer, per come ci viene presentato nei racconti, è quello di non poter avere figli essendo una maga. E come ogni maga è capricciosa, tendente al girovagare qua e là, ossessionata dalla sua bellezza riprodotta (le maghe generalmente nascono tutte con deformità che poi correggono con la magia, unica trovata veramente interessante in tutta la faccenda).
Madre Nenneke è la tipica sacerdotessa basata sul prototipo della madre superiora di un convento, le sacerdotesse sono ricalcate da mille altre. Le identità femminili sono scialbe e prive di reale peso, in realtà.
Ciri, la bambina protagonista, è incentrata solamente sul lamentarsi e voler un giorno diventare come Yennefer (e magari fregarle lo strigo, nel dubbio); bocciate in blocco.


I personaggi femminili della Terra di Mezzo

Che io ricordi ne Lo Hobbit di personaggi femminili non c'è traccia, ne Il signore degli anelli, a parte Eowyn che occupa in pieno il posto di ribelle e suffraggetta, Galadriel e Arwen sappiamo benissimo che ruoli abbiano. Nel resto dei racconti di J.R.R. Tolkien non cambia molto: le donne rivestono un'importanza secondaria. C'è da dire che il professore è figlio del suo tempo, e si nota. Non che questo sia universalmente disprezzabile: riporta in pieno in auge la figura della donna-angelo stilnovista, ovvero intermediaria tra uomo e Dio, capace di sublimare il desiderio maschile purché l'uomo possegga un cuore gentile (Aragorn, Faramir).
Stiamo pur certi che se Il signore degli Anelli fosse stato scritto negli anni 90, le quote rosa nella compagnia ci sarebbero state. Non c'è molto altro da dire.


I personaggi femminili della saga di Dragonlance

Dragonlance è chiaramente viziato dalla sua origine: il fatto che derivi da campagne di un gioco di ruolo pregiudica la visione della cosa. Perché di fatto troviamo la guerriera Kitiara come la dolce Goldmoon, in una galleria di personaggi femminili piuttosto vasta, ma chiaramente stereotipata, com'è praticamente inevitabile che fossero tutti i personaggi dal primo all'ultimo.
Li ricordo comunque talmente poco che c'è ben poco da aggiungere in merito, dato che non ho intenzione di rileggere Le Cronache di Dragonlance solamente per questo. Ricordo vagamente che la mia preferita fosse Laurana, forse perché ha un'evoluzione marcata lungo la storia, e una morte eroica. Forse.
Generalmente, sarebbe meglio evitare un'accozzaglia simile di archetipi che finisce per dare un risultato grottesco.

Death of Laurana, artista: *JasonEngle


I personaggi femminili della saga di Guerre Stellari

Se non viene considerato l'universo espanso e le varie Mara Jade o Darth Talon, la saga cinematografica ha principalmente due donne annegate in una marea di uomini, madre e figlia: Padmè Amidala e Leia Skywalker.
La madre viene tratteggiata come una donna dallo spirito forte che però viene travolta dagli eventi e dal supporto subdolo e ingannevole di un consigliere che mira ad assoggettare tutto l'universo, e che viene lentamente privata di ogni sua autorità e potere. Muore nel dare alla luce i gemelli Skywalker, dopo essersi del tutto rovinata con l'amore verso l'allievo del consigliere di cui sopra. Ovviamente trattasi di Anakin "Darth Vader".
La figlia ha lo stesso spirito della madre, spara come un uomo certo, ma non ha le capacità sovrannaturali delle tipiche eroine fantasy o della fantascienza recente. Non si possono trovare grandi difetti a questi due personaggi, che personalmente ho apprezzato molto. Questi è un esempio di come poche donne ma con un buon peso sulla trama possano fare la differenza.


Grande quesito: ma allora le donne possono combattere. Perché bambola hai rotto tanto le palle a inizio post?
Grazie della domanda.
Le donne possono trovare motivazioni e spinta per combattere; anche nella storia è accaduto e non mi limito alla favoletta di Giovanna d'Arco; venti secoli di repressione patriarcale sui testi e di demonizzazione clericale hanno inciso molto nel farci credere, oggi, che le donne abbiano fatto la calzetta per sempre. Perciò: o amazzoni o Nonna Papera.
Ovviamente in media stat virtus: certamente è difficile reperire delle fonti autorevoli e dei testi che si occupino della faccenda, ma una donna generalmente la forza per utilizzare un'arma ce l'ha, a meno che non sia in condizioni fisiche non ottimali.
Ma c'è una notevole differenza tra questo e questo.
Così come c'è una grossa differenza tra la donna che si arma per difendere il proprio mulino quando il marito non c'è perché va in guerra e la ragazzina che vuole fare l'alternativa perché sì senza ragioni plausibili.

Strutturare un personaggio femminile non è semplice come sembra, del resto siamo anche abituati a una massiccia presenza di protagonisti maschili ereditati da secoli di letteratura in cui le donne servivano come casus belli pretestuoso o causa della perdita del paradiso terrestre.
Quello che posso suggerire è chiedersi il perché del boom improvviso delle protagoniste femminili, e non mi riferisco solamente ai libri, ma anche al cinema. Se persino in un film girato sul testosterone come I Mercenari 2 si è trovato spazio per una donna che mena, è evidente che al giorno d'oggi è quasi impensabile escludere i personaggi femminili da ruoli principali.

Trova l'intruso.

Fantasy al femminile

L'unico caso al contrario credo sia quello di Marion Zimmer Bradley. Leggendo i suoi romanzi fantasy (il Ciclo di Darkover mi manca completamente) risulta evidente come siano le donne, il potere femminile che è in loro, a plasmare il mondo che le circonda. Si deve dare atto che, nonostante la chiara matrice femminista - e non in senso dispregiativo - della sua opera, l'aiuto nel Ciclo di Avalon le sia praticamente caduto dal cielo: la mitologia celtica trabocca di donne e divinità femminili che non sfigurerebbero in un romanzo fantastico attuale. Alcuni esempi:
Senza contare ovviamente le donne strettamente del ciclo arturiano. Ritengo che sia necessario affrontare la stesura di un romanzo con un determinato approccio: non si possono riempire di personaggi donne e poi trattare il tutto da un punto di vista poco femminile. Nascono ibridi poco convincenti: se Morgana viene portata sull'Isola di Avalon per crescere come sacerdotessa in un mondo in cui è tradizione che le donne con il "dono" diventino sacerdotesse, allora il punto di vista della faccenda è incentrato sul ruolo della donna nella società. In pratica: Morgana sarà anche la più dotata ma non risulterà mai fuori posto.
Se ciò avviene in un mondo in cui alle donne è vietato il sacerdozio, precluso invece agli uomini, la faccenda cambia drasticamente: Morgana sarà completamente fuori dal suo ruolo, non solo non sarà ben vista, ma sarà veramente osteggiata.
Dispiace scivolare sempre sulla povera, piccola Nihal, ma purtroppo è il caso di WTF più evidente di tutta la letteratura di genere che io conosca: non vedo il motivo per cui una ragazzina che ha umiliato i veterani dell'Accademia dei Cavalieri dei Draghi non si sia beccata una freccia in piena schiena nel primo scontro in campo aperto. Giuro.
Le vere donne eroine del nostro mondo come Giovanna d'Arco per rifarci al mito, morta bruciata al rogo, o, rimanendo più nell'attualità, Aung San Suu Kyi, arrestata, processata e condannata più volte, vengono seriamente osteggiate, e non con qualche sbuffo derisorio. L'alternativa è la già citata Brienne di Tarth, una vera outsidrer, nonché caso chiaramente irripetibile. Già due sarebbero di troppo.

Per farla breve: creare un mondo maschilista per far risaltare l'unica eroina che va controcorrente non è una buona soluzione narrativa, fa solo ridere. Prima di pensare alle vostre protagoniste, calibrate bene il mondo che hanno intorno.
Il romanzo ne gioverà.


Donne e violenza

Non è mai facile parlare di violenza sulle donne. Non che sia più facile farlo riguardo quelle operate sui bambini o anche semplicemente su un uomo, ma tutta la tortura del mondo non ha, su una donna, l'impatto psicologico di uno stupro. Le implicazioni sono tante, ma il fatto che sia una violenza vista quasi esclusivamente al femminile, per quanto non sia così, crea una dinamica di inferiorità nella donna, che è costretta a subire.
Parlo con cognizione di causa: la violenza sessuale in Pulp Fiction non mi ha lasciato la stessa impressione di quella di Dogville. Non è qualcosa di voluto: probabilmente la fragilità di Nicole Kidman, costretta semplicemente senza bisogno di essere neanche legata, quando Ving Rhames ha dovuto essere neutralizzato per mezzo di costrizione fisica, rende molto bene il divario.
Mentre sottomettere un uomo è legato alla sua umiliazione fisica, per le donne non si limita a questo, diventando una distorsione di ciò che per secoli e secoli ci è stato presentato come l'unico modello naturale di unione.

Non dico che sia d'obbligo saltare a piè pari una parte simile, né tantomeno dover per forza tagliare la scena lasciandola intuire al lettore, quello che mi chiedo è se una motivazione come "il mio romanzo deve essere realistico" sia sufficiente. Zweilayer a proposito del suo Zodd scrive:
Con lo stupro volevo prendere in contropiede il lettore, ma tutto torna quando Zodd parla con il Generale.
Questo mi fa pensare che non sia strettamente necessario, ma che sia un po' come in quei film horror in cui a un certo punto si sente la botta sonora per "prenderci in contropiede". Un mezzuccio, in parole povere. Il sesso comunque lo è spesso nei romanzi, in ogni sua forma. Su questo ci sarà un articolo successivo. Ancora:
In effetti la scena dello stupro, senza dubbio banale e morbosa, dovrebbe nauseare. Vorrei che Zodd disgustasse il lettore più di una volta…
Continuo a non vederla come una scena necessaria, ma semplicemente messa lì per indurre il lettore a determinate conclusioni. Lo stupro in Alice in Steamland di Dimitri non è molto meglio.
Si ha la sensazione che venga inserito perché ormai, dato che siamo abituati a vicini di casa che sfondano crani senza bisogno del cinema ma solo ascoltando un telegiornale, ci sia bisogno di scioccare a tutti i costi. Non condivido, non con tematiche così delicate che a mio avviso, storico o fantasy che sia, non vanno trattate con leggerezza o, peggio, strumentalizzate con secondi fini.
Quindi di certo non è una cosa che va evitata per principio (se non per sensibilità dell'autore: non tutti sono in grado di descrivere determinate cose, e chi non ha capacità di farlo sarebbe meglio che lasciasse stare), ma su cui secondo me bisogna riflettere un bel po' di più che fermarsi a piazzare una scena del genere per caratterizzazione del personaggio.
Anche picchiare una donna incinta e ammazzarla caratterizza molto un personaggio (appunto), insistere sulla quantità di sangue che esce tra le cosce della donna dopo averla picchiata è un altro discorso. Non è il personaggio a disgustarmi a quel punto, ma il libro stesso, che in nome di una pretestuosa verosimiglianza al reale indulge inutilmente su particolari introdotti, imho, per mero esibizionismo dell'autore.
Per ricondurci sempre all'esempio di Zodd, questo è l'inizio del capitolo II:
La ragazza tremava come una foglia. Non era ancora successo nulla, ma già singhiozzava. Ematomi e fango rappreso sulla faccia, sangue e piscio le rigavano le cosce. Non esattamente un bel bocconcino, ma sempre meglio di un calcio nelle palle, avrebbe detto Lucio. La porta della cella si chiuse alle spalle di Zodd, portandosi via la luce del corridoio.
Penombra.
Da una finestra quadrata, larga un piede e mezzo e chiusa da sbarre di ferro da un pollice, filtravano lame di cielo rosso.
Aveva assaporato questo momento non appena le aveva tolto il cappuccio a Camledum, e poi durante la marcia di ritorno, guardandola mentre si trascinava vicino ai suoi soldati.
Era ora di farlo diventare realtà.
La ragazza si spinse indietro con i talloni. Riuscì a strisciare fino al muro, dove un grosso scarafaggio dimenava le zampe mentre affogava in una pozza d’acqua marcia. Si strinse le ginocchia contro il viso, arricciando le dita dei piedi come a volerle conficcare nel pavimento. Guardò Zodd di sottecchi, poi si ficcò di nuovo la faccia fra le gambe.
La cella era piccola, un buco di culo di pietra. A Zodd bastarono due passi per raggiungere la ragazza e affondarle la mano fra i capelli. 
Unti. Appiccicosi. Un vero schifo.
I guardiani se l’erano goduta. 
La puttana.
La tirò su con una mano. I capelli si tesero. Lei si aggrappò al polso di Zodd.
Leggera come una piuma.
La voltò contro il muro mentre con l’altra mano si calava le braghe. 
La giovane crollò in ginocchio,  la schiena percorsa da un singhiozzare convulso «Per… perché?»
«Ti è tornata la voce» Zodd rise e si passò le mani sulla tunica.
Le diede le spalle e imboccò la porta.
«Dalle una ripulita» disse alla guardia. «Il Generale vorrà interrogarla insieme alle altre.»
«Agli ordini, Capitano.»

Saltiamo a piè pari la, a mio modesto avviso, inutilità dei termini triviali da fan fiction, si capisce cosa è successo, giusto? La descrizione che manca non lo rende meno disgustoso, o sbaglio?
Qui abbiamo un uomo grande e grosso che abusa di una ragazzina di quattordici anni del tutto innocente e indifesa, che non gli ha fatto nulla, e viene anche specificato come il nostro "eroe" pregustasse di farlo da quando l'ha vista. Infine, la usa chiaramente come oggetto dato che la deride pure. Zodd è un pezzo di merda, emerge chiaramente.
Consiglio di scaricare il documento integrale per vedere cosa ho tagliato. Ecco dove sta l'eccesso compiaciuto del mostrato; per quanto mi riguarda credo che esista una via di mezzo tra il youg adult e la pornografia e credo anche che il mio genere di lettura ideale si ponga proprio su quella fascia.
Essere realistici è un conto, autocompiacersi della violenza letteraria è un altro. Personalmente: non fatelo.

Zodd: prenditela in po' con quelle della tua taglia.
Barb, artista: *Mr--Jack


Into the Storm


We are following the will of the One, through the dark age and into the storm

Bene. Ho finito "Il sangue degli Elfi".
Parere: leggetelo solo se non avete di meglio da fare, laddove anche stirare calzini è un'occupazione più soddisfacente.
Nonostante sia stata un'esperienza scialba e insignificante, non è detto che non la ripeterò leggendo gli altri libi della saga, se la casa editrice Nord vorrà pubblicarli; non sono solita affezionarmi agli autori come fanno gli ultras di King che "del Re" leggerebbero anche una lista della spesa, ma Sapkwoski scrive bene, seppur non sia altrettanto abile nello strutturare una trama.
E ora, cerchiamo di andare con ordine.

Copertina dell'edizione Inglese.
Doppie daghe di Legolas FTW.

Innanzitutto "Krew elfów", come da titolo originale, è il primo dei cinque romanzi che vedono protagonista Geralt di Rivia alle prese con il suo mondo. Chiariamo subito un punto: trattasi di mondo fantasy generico come ce ne sono tanti altri. Qualche terra, qualche isola talmente rimarcata dalla storia vichinga che ci sono drakkar e jarl, creature piuttosto comuni nell'ambito fantastico come vampiri ed elfi, e così via.

A dispetto del titolo, nel libro di elfi ce ne sono pochi, almeno in senso stretto. Durante la recensione farò anche degli spoiler, senza avvisare, se non li volete, non leggete.

Subito dopo terminata la lettura ho cercato qualche recensione sul web. Le ho trovate tutte abbastanza positive e devo dire che la cosa mi ha lasciato perplessa; chiariamoci: questo romanzo non è paragonabile all'immondizia che la nostra editoria continua a defecare allegramente dentro le librerie italiane, ma d'altra parte non è neanche un romanzo che rasenti la sufficienza.

Le recensioni sono questa e questa.
Partiamo dalla prima.
Molto interessante la descrizione dell'addestramento cui vengono sottoposti gli aspiranti strighi e anche Ciri, confesso che mi piacerebbe molto leggere una sorta di prequel per vivere l'infanzia di Geralt e la sua mutazione.
Sangue degli Elfi è quello che molti chiamano un romanzo di formazione: una noiosa e minuziosa descrizione di quattrocento pagine su cosa la bambina Ciri impari, dagli strighi, dalle sacerdotesse e dalla maga Yennefer. In particolare le ultime cinquanta pagine sono qualcosa di soporifero: interminabili dialoghi tra le due che fanno risaltare un'idea alquanto grottesca per Sapkwoski del genere femminile.
Questo è uno dei principali difetti: le donne del romanzo sono tutte identiche. Isteriche, altezzose, ribelli, galline da stia con un visetto carino e una certa tendenza ad abbindolare gli uomini.
La parte in cui si parla del menarca e delle mestruazioni di Ciri è semplicemente incredibile: a quanto pare cinque strighi che, ricordiamo, secondo mutazione hanno sensi ultra-sviluppati che vengono anche potenziati dalle sostanze che prendono, non si sono accorti che la ragazza sanguinasse. Il che presenta due incongruenze gravi:
  • Sapkwoski non è mai stato ragazzina e lo possiamo perdonare, ma è sicuro che nessuna ragazza che non abbia mai sanguinato prima, quando lo fa non è così pronta da reagire con il silenzio. Neanche per la vergogna. Da questo punto di vista Stephen King in Carry ha fatto molto di meglio (probabilmente perché la moglie gli corregge le bozze), il pensiero che questa riesca a calcolarsi perfettamente il ciclo mensile e a soffocarlo sotto strati di tessuti che poi qualcuno avrà anche dovuto lavare lordi di sangue è impensabile;
  • gli animali sentono tutti l'odore del ciclo mestruale, è un dato di fatto. I loro sensi gli permettono, anche perché non si tratta di un odore leggero, ma parecchio intenso. Ergo questo paragrafo è del tutto insensato, nonché solo un'occasione per la maga Triss Merigold di dare libero spettacolo su quanto sia insopportabile.
Senza parlare dello stereotipo di donna che piace a Geralt, e per sua fortuna tutte le donne del suo mondo sono identiche, dalle regine alle studentesse di medicina (ci torniamo dopo). La regina Calanthe, sua nipote Ciri, le due maghe, tutte identiche. Faceva eccezione Pavetta nei racconti, che all'estremo opposto era la tipica timidona, che comunque nel romanzo non c'è.
Ciri è una sorta di Arya molto meno riuscita e di gran lunga più imbarazzante; in alcuni frangenti sembra di vedere Lilo. Peccato che abbiano due età completamente differenti, specialmente in un modo come quello di Sapkwoski, ormai Ciri dovrebbe essere quasi una donna e a volte invece dimostra cinque anni di età mentale se tutto va bene.

Un altro dato di fatto imbarazzante: ne Il Sangue degli Elfi succedono meno cose che in Nihal della Terra del Vento, che nonostante sia ugualmente incentrato sulla crescita dell'eroina, fa indubbiamente succedere più eventi interessanti.

E comunque, Paolo Barbieri con trentamila lire la fa meglio.
Concordo invece con parte della recensione di Ilary:
Un'altra cosa che ho notato è che, in questo libro, è molto meno presente l'ironia e il sarcasmo che tanto mi avevano fatto piacere lo stile di Sapkowski. Sì, ogni tanto c'è ancora quel guizzo di ironia, ma molto attenuato. Speravo di farmi qualche bella risata ancora una volta, ma non è stato così. Inoltre, con rammarico, devo dire che c'è anche una parte del libro, quella in cui i vari maghi e regnanti si riuniscono per complottare, che ho trovato davvero noiosa e farraginosa, con dialoghi molto lunghi e a volte confusi, tanto che spesso ho dovuto rileggere le stesse frasi più e più volte per capire il senso del discorso.
Si noti inoltre che è una parte del tutto inutile. Il fantasy di Sapkwoski non è paragonabile a quello di Martin, e con buona pace del suo ego neanche i personaggi sono vagamente tanto interessanti.
Partiamo dallo strigo, Geralt di Rivia, che tutti conoscono appunto per i videogiochi The Witcher e The Witcher 2 - Assassins of Kings. A quanto pare l'autore ha avuto tanto da ridire, ma non se ne può lamentare: questo è il meglio a cui potesse aspirare con materiale di partenza del genere, anzi, dovrebbe ringraziare qualche buona stella.

Geralt che nei racconti si dimostrava un buon personaggio, dal romanzo ne esce massacrato. In passato ho avuto modo di intrattenere diversi scambi di opinioni con drJack sull'argomento, soprattutto sul suo sondaggio che paragonava Geralt di Rivia a Elric di Melniboné.
Nell'articolo Cinque modi per far ricordare un personaggio, drJack sostiene che:
Geralt ha capelli e carnagione diversa dal normale, viene chiamato con il soprannome di Lupo Bianco (legato all'aspetto fisico e al carattere solitario). I suoi occhi gli permettono di vedere al buio grazie alle pupille verticali come quelle di un gatto. Indossa un amuleto magico, simbolo d'appartenenza ai Witcher, e possiede una spada d’argento creata appositamente per uccidere i mostri. Ha un modo di combattere personale tipico da Witcher.
Non è così. Apparentemente certo, questo spiegherebbe il motivo di occhi tanto particolari, ma è Sapkwoski stesso che ci specifica nel romanzo che Geralt ci vede, sente e tutto il resto come una persona normale, finché non assume sostanze alchemiche da strigo:
Geralt ebbe un fremito e deglutì. Passato ormai il primo trauma dovuto all'assunzione dell'elisir, era subentrata la fase in cui il liquido cominciava a fare effetto, segnalata da un leggero ma sgradevole giramento di testa, che accompagnava l'adattamento della vista alle tenebre.
Avveniva rapidamente. L'oscurità della notte si schiariva. il mondo intorno a lui assumeva sfumature grigie, dapprima annebbiate e indistinte, poi sempre più contrastate, chiare e nitide.
Il Sangue degli Elfi, pag. 314
I famosi occhi di gatto" di Geralt non servono assolutamente a nulla, sono una mera mutazione estetica. Il termine non è scelto a caso: Sapkwoski parla sovente di mutazione. La cosa peggiore, è che lo fanno anche i suoi personaggi; nel mondo di Geralt esistono cognizioni mediche, scientifiche ed economiche del tutto moderne, tanto che non si capisce come facciano ad avere una teoria del brodo primordiale ("L'acqua da cui ha avuto origine qualsiasi forma di vita", pag. 364), esistano studiosi che parlano di "degrado ambientale" e di composizione chimica dell'acqua ("La notevole salinità e la composizione atipica dell'acqua, in particolare durante l'alta marea...", pag. 221), ma nessuno abbia neanche mai vagamente pensato alla polvere da sparo. Non si capisce in che genere di epoca storica viva Geralt, ma di certo è un mondo in cui esiste l'ecologia ("I graveir, come i ghul e altri mostri di questa categoria, non hanno una propria nicchia ecologica.", pag. 125).
Senza contare che uno strigo qualsiasi parla di midollo spinale, le maghe di emorragie e ci sono anche altre terminologie mediche molto più specifiche e moderne disseminate in mezzo al libro, che regalano una sensazione di fastidio e anacronismo immane al lettore.
Delle donne che studiano medicina non ne voglio parlare.

Ma il vero cancro di questo romanzo è la verbosità. Esiste un dialogo per ogni sacrosanta cosa, tanto che Geralt incontra un solo mostro in tutto il libro e l'episodio dura due paginette scarse. Non riesce neanche ad ammazzarlo; un evento insignificante annegato in dieci pagine in cui il naturalista ci ammorba con lezioni che ci dimostrano che Andrzej ha fatto i compiti a casa o forse è iscritto a Greenpeace, non so quale delle due.

Il picco avviene quando Ciri si sta allenando con uno degli strighi, e anziché mostrarci l'azione attraverso i fatti, tutto l'allenamento viene presentato con i dialoghi. Non ci credete? Ecco qui.
«Un'altra volta, Ciri. Lo ripeteremo adagio, in modo che tu possa controllare ogni movimento. Guarda, io ti attacco col pugno di terza, mi posizione come volessi dare una stoccata... Perché arretri?»
«Perché so che è una finta! Potresti passare ad attaccarmi da sinistra, o col pugno di quarta e con le dita rivolge verso l'alto. Ma io arretro e paro con un contrattacco!»
«Davvero? E se faccio così?»
«Ahiii! Dovevamo fare adagio! Che errore ho commesso? Dì, Coen!»
«Nessuno. Sono semplicemente più alto e più forte di te.»
«Non è giusto!»
«Non ci sono combattimento giusti. In un combattimento si sfrutta ogni vantaggio e ogni occasione che si presentino. Arretrando, mi hai dato la possibilità d'infondere maggiore forza all'affondo. Invece di arretrare, dovevi fare mezza piroetta a sinistra e provare a colpirmi dal basso, col pugno di quarta, sotto il mento, alla guancia o alla gola.»
«Già, e tu me l'avresti proprio lasciato fare! Avresti fatto una piroetta rovesciata e, prima che riuscissi a eseguire una parata, mi avresti toccato sul lato sinistro del collo! Come faccio a sapere cosa farai?»
«Devi saperlo. E lo sai.»
«Come no!»
«Ciri. Stiamo combattendo. Sono il tuo avversario. Voglio e devo vincerti, ne va della mia vita. Sono più alto e più forte di te, perciò cercherò ogni occasione per assestare colpi su cui sfondare la tua parata, come hai visto un attimo fa. A che mi serve fare una piroetta? Sono già pronto ad attaccare da sinistra, guarda. Cosa c'è di più facile che colpire col pugno di seconda sotto l'ascella, all'interno del braccio? Se ti recido l'arteria, morirai nel giro di pochi minuti. Difenditi!»
«Ah!»
«Molto bene. Una bella parata veloce. Vedi come torna utile esercitare il polso? E adesso attenta: molti schermidori commettono l'errore di fare una parata a piè fermo, di arrestarsi un istante, e allora si può sorprenderli, colpirli... così!»
«Ah!»
«Ottimo! Ma salta indietro, subito, fai una piroetta! Potrei avere un pugnale nella sinistra! Bene! Molto bene" E ora, Ciri? Cosa farò adesso?»
«Come faccio a saperlo?»
«Osserva i miei piedi! Come ho distribuito il peso del corpo? Cosa posso fare da questa posizione?»
«Tutto!»
Il Sangue degli Elfi, pag. 126 - 127 
Vi risparmio il resto, ma non era finito lì. Ora: al di là che sembra di veder combattere il paladino AlexMcAirt contro il cavaliere nero AbrahamVanHelsing a Extremelot, al di là che Sapkwoski deve aver imparato scherma da un derviscio con tutte queste piroette, quello che vedo io è il nulla. Nero. Sembra di ascoltare un audiolibro in cui per di più non viene detto nulla di quello che succede.


L'inspiegabile copertina dell'edizione spagnola, che mostra Ranuncolo,
l'amico bardo di Geralt, che comparirà in una ventina pagine massimo.

Perché, prologo a parte che è molto dinamico, per tutto il romanzo si verificano tre casi:
  • descrizione statica di un paesaggio e di un personaggio, in cui Andrzej si dimostra molto bravo, e attento a particolari che pochi altri introdurrebbero;
  • parole, parole, parole;
  • monologhi da una pagina in cui viene fatto del chiaro infodump non richiesto e, ciò che è peggio, non necessario.
Non c'è altro.
Scordatevi la dinamicità dei racconti, l'approfondimento psicologico di Geralt. In Ciri non c'è niente da approfondire: è una piagnona instabile probabilmente infatuata di Geralt, come ogni altra femmina esistente è ovvio, che vede in Yennefer un po' una mentore, un po' una rivale. Yennefer è una donna dal cuore d'oro ma che si dimostra fredda e superficiale perché ha paura dei sentimenti. Non so, devo andare avanti?
Geralt. Geralt è la spina nel fianco: non ricordo in qualche discussione drJack sostenesse che lui fosse un personaggio tutt'altro che morale e buono; beh, non solo Geralt è un buonista, ma è anche un moralista. Per bocca sua Sapkwoski parla dei pogrom e del razzismo, ma lo fa in una maniera becera e per di più presuntuosa, dando dell'imbecille al lettore nel momento in cui deve ripetere questo concetto ogni cinque pagine, con chiunque che sembra farti gomitino gomitino e dirti: se non l'hai ancora capito mettere gli elfi nelle riserve o spingerli verso le montagne non è giusto.
Grazie, Andrzej: il nostro mondo del resto è così pacifico e giusto che non ci eravamo mai accorti di tutto questo, avevamo bisogno della tua metafora con elfi e nani. Sinceramente: anche no.

Le verità scomode sulla guerra, la bambina predestinata (spoiler: discendente degli elfi), le donne perennemente mestruate, la trovata di un inserto enciclopedico a inizio capitolo che quantomeno gli autori italiani lasciavano come espediente solo a inizio libro, o sezione, e qui invece si verifica a ogni capitolo, i deus ex machina che non perdono occasione per mostrarci quanto Geralt sia buono e inevitabilmente obnubilato dalla gnocca tanto da salvare qualsiasi fanciulla sul suo cammino, bastano per dire che il romanzo di Sapkwoski è mediocre e al di sotto di ogni aspettativa generata dai brillanti racconti de "Il guardiano degli innocenti", che già scricchiolava a conti fatti nella struttura narrativa de "La spada del destino".
In quest'ultima, infatti, Sapkwoski aveva già iniziato a dare sfoggio delle sue conoscenze economiche, e il racconto con il mutaforma banchiere era un esempio di letteratura così pruriginoso da avermi indotto ad abbandonare l'antologia per una settimana. Qui l'effetto si moltiplica: si parla di politica, di economia, di tracolli finanziari, lettere di cambio, basta, basta, basta.
Non ci interessa un trattato di economia se prendiamo un romanzo che nel titolo richiama sangue ed elfi e alla fine della fiera ci ritroviamo con un ottimo prologo e poi Geralt che riprende a girare a vuoto come nei racconti e Ciri che diventa donna. Nobody cares, Sapkwoski.

Specie quando è espresso così:
«Smettila. Smettila, ti prego.»
«No, Geralt. Non smetto. Perché tu vuoi sapere che cos'è successo là, sul Colle. Dunque ascolta. C'erano frastuono e fiamme, c'erano dardi luminosi e sfere di fuoco che esplodevano, c'erano grida e strepiti e , d'un tratto, mi sono ritrovata a terra, su un mucchio di stracci carbonizzati e fumanti, e di colpo ho capito che quel mucchio di stracci era, Yoel, e che la cosa accanto a lui, quella cosa orrenda, quel tronco senza braccia né gambe che gridava in maniera così macabra, era Koral. E ho pensato che il sangue nel quale giacevo fosse quello di Koral. Invece era il mio. allora ho visto cosa mi avevano fatto e mi sono messa a urlare come un cane bastonato... Lasciami! Non temere, non mi metterò a piangere. Non sono più la bambina della torretta di Maribor. Maledizione, sono Triss Merigold, Quattordicesima Vittima della battaglia di Sodden. Sotto l'obelisco sul Colle ci dono quattordici tombe, ma solo tredici corpi. Ti meravigli che si sia potuto verificare un simile errore? Non lo capisci? La maggior parte delle salme era ridotta in pezzi irriconoscibili, che nessuno ha identificato. Era difficile calcolare anche il numero dei vivi. Di quanti mi conoscevano bene era rimasta in vita solo Yennefer, però era diventata cieca. Gli altri mi avevano visto solo di sfuggita, e ricordavano solo i miei bei capelli. E io, maledizione, non li avevo più!»
Geralt la abbraccio più forte.
Il Sangue degli Elfi, pag. 137 - 138
Forse Geralt voleva saperlo. Ma io no. Io avrei voluto vederlo.
Chiudo con un omaggio - citazione imbarazzante:
Il decurione si diresse al passo verso il carro centrale, si piegò sulla sella e sollevò il telone. «Cosa c'è in queste botti?»
«Secondo voi? Schiavi?» chiese beffardo Yannick Brass, seduto a cassetta.
«Ho chiesto cosa c'è! Rispondete, dunque!»
«Pesci sotto sale.»
Il soldato si avvicinò al carro successivo e diede un calcio alla fiancata. «E in quelle casse?»
«Ferri di cavallo. E là dietro ci sono pelli di bufalo», bofonchiò Paulie Dahlberg.
«Vedo.» Il decurione agitò la mano, richiamò il cavallo facendo schioccare la lingua, cavalcò fino alla testa del convoglio e sguardò nel carro di Yarpen. «E chi è quella donna stesa là?»
Triss Merigold sorrise e si sollevò a fatica su un gomito facendo un breve, confuso gesto con la mano. «Chi sono io? Ma tu non mi vedi.»
Il soldato sbattè le palpebre nervoso e rabbrividì.
«Pesci sotto sale, tutto in ordine», disse, lasciando ricadere il telone. «E questa bambina?»
Il Sangue degli Elfi, pag. 185 - 186

Mi dispiace amici. La ricerca continua.


Lamette

Dammi una lametta che mi sgarro le vene.

Oggi la bambola ha voglia di tagliarsi le vene.
I motivi sono semplici e sono due:
  • finire Sangue degli Elfi ormai è diventata una corsa contro me stessa. La noia in cui annego ogni volta che apro una pagina e trovo sempre e solo dialoghi più o meno, purtroppo sempre più spesso meno, interessanti su faccende politiche di cui a nessuno importa non aiuta;
  • la seconda è un giretto in un forum che avevo trovato tempo fa per puro caso, tenetevi forte alle bretelle: niente popò di meno che Lands & Dragons - Il Forum Ufficiale di Licia Troisi!
Il forum di cui sopra si distingue per una grafica orrenda e obsoleta come poche (il sito della signora Troisi è assai più curato, anche se non fa certo gridare al miracolo, ma siamo abituati a obbrobri peggiori), ma non solo: anche le discussioni all'interno sono illuminanti.
Vale la pena farci un giretto per capire quale genere siano le aspettative del lettore medio troisiano, e fare dunque un'indagine approfondita del motivo per cui la letteratura fantasy italiana è al livello a cui staziona tristemente.




Il sogno di Talitha: storia di una trama

Partiamo con una discussione (QUI) di un annetto fa in cui si preannunciava l'uscita de Il sogno di Talitha, ultima fatica troisiana attualmente pervenuta. La discussione inizia così:
Ciao ragazzi! Oggi sono andata alla fiera del libro e mentre ero alla mondadori ho trovato una locandina cioè una pubblicità del nuovo libro di Licia Troisi intitolato ''I regni di Nashira'' penso che sia la saga poichè ho dato un'occhiata su internet il primo libro intitolato ''Il sogno di Talitha''. Voi ne avevate già sentito parlare? 
Tralasciando la costruzione sintattica discutibile, i commenti più illuminanti vengono in seguito. Uno mi ha colpito subito:
Prometto che se i protagonisti sono orfani,se la metà dei personaggi moriranno,se ci sarà ancora tutto quel pessimismo io non leggerò questa saga.
Dunque si può tranquillamente dedurre che i lettori del fantasy italico preferiscano zucchero e caramelle, al fantasy sanguinario. Non sono informata passo passo sull'opera della Liciona nazionale, ma mi riesce difficile pensare che il pessimismo citato abbia raggiunto livelli leopardiani; andiamo avanti.
Dalla copertina mi ricorda molto la ragazza drago come stile.
Questa è un'uscita geniale, considerando che tutte le copertine dei libri di Licia Troisi sono illustrazioni di Paolo Barbieri (persino I dannati di Malva nella ristampa mondadoriana), questo va oltre giudicare il libro dalla copertina. Mi auguro che si intendesse proprio esclusivamente la copertina. Ovviamente dalla frase non si deduce questo.
Comunque a me piace la tipa della locandina *_* (grazie Teru che l'hai messa  ). Da come è vestita parerebbe una guerriera o una maga oscura, insomma, in ogni caso una ragazza coi cosiddetti!!   Spero solo che non sia un fac-simile di Nihal, però...
Supporto visivo: l'immagine riportata è questa.


Guerriera?
Questa è la versione in cui manca la spada (devono essersi accorti che sembrasse troppo "maga oscura"), perciò è un'uscita che non capisco, al di là dell'accostare due mansioni così simili per abbigliamento, notoriamente.
Si badi bene che non sto sparando sulla croce rossa: non ce l'ho minimamente con Licia Troisi in questo post. Ma se questo è il suo popolo di lettori adoranti (o era, visto che si tratta di un anno fa) ci sono da fare due calcoli se davvero questo è il genere di pubblico che a un esordiente dovrebbe interessare.
diamole una possibilità prima di giudicare! spero solo che la sua maternità (cosa bellisima per carita) non abbiano influito sul suo stile, esistono già troppe storie mielose alla twin light! spero di ritrovare delle scene d'azione ed un coinvolgiemnto come nel mondo emerso.
Deridere una cosa di cui non si conosce il nome risulta piuttosto emblematico. Non sapere la versione corretta del nome del romanzo Twilight significa vivere su una luna di Endor e non sul pianeta Terra.
Beh, anche per me... adesso non per fare sempre polemica, ma dopo aver letto le Leggende ho l'impressione che la creatività di Licia sia ormai in rosso e che venga tenuta in vita a suon di nonsocosa dagli editori... Secondo me sarebbe giusto che si prendesse una pausa (che non è del tutto pausa perchè sta ancora scrivendo la ragazza drago). Ormai il nome ce l'ha, perchè non ritirarla un attimo dalla scena per poi farla tornare in grande stile?! Noi fan siamo sempre qui, mica ce la dimentichiamo... 
Io ho il presentimento che questa saga non mi piacerà, sarei felice se Licia si prendesse una pausa
Curioso il concetto che lega povertà creativa a stanchezze varie tanto da dover consigliare una pausa (ma è ragguardevole che anche i troisiani più fedeli, che non "se la dimenticheranno" si rendano conto della ripetitività delle saghe e dei relativi personaggi), come se Licia Troisi avesse scritto la mole di libri di Marion Zimmer Bradley. Contando che nove sono l'elevazione al cubo della prima trilogia, non si può certo dire che possa aver esaurito le idee con il filone Mondo Emerso e quello della Ragazza Drago, escludendo il neonato Nashira che appunto all'epoca non era ancora pubblicato.

Passiamo alle prime impressioni sulla trama:
Comprato ieri. Ho letto circa 150 pagine, e per ora mi piace molto... anche se mi sembra di trovare continuamente degli elementi in comune con il Mondo Emerso... però magari è solo una mia impressione, in fondo sono piccole cose... e la trama è bella, quindi...Aspetterò di finirlo per giudicare
Seguito da:
Eccomi qui a darvi la mia opinione sul libro, che ho finito giusto poco fa  Allora...devo dire che, come avevo già anticipato, l'ho trovato piacevole, ed è riuscito anche ad appassionarmi ( anche se magari non subito). La protagonista è molto interessante, con un carattere particolare, e pur assomigliando lievemente a Nihal per la sua voglia di combattere e così via, secondo me si differenzia dalle eroine del Mondo Emerso perchè per lei la sua missione è un punto fisso, e in linea di massima non si scoraggia quasi mai, anche di fronte a situazioni difficili. E' poi molto bella anche la figura del suo compagno di viaggio, a cui mi sono affezionata molto sin da subito...il rapporto tra di loro è qualcosa di speciale, che solo due persone che si conoscono da tempo possono provare. Per quanto riguarda la trama, l'ho trovata interessante, e i riferimenti ai libri passati che avevo già notato alla fine non infastidiscono, ma danno un'idea di "continuità" dello stile di Licia...a me nel leggere è tornato in mente anche i "Dannati di Malva", soprattutto in riferimento alla schiavitù. Il mio giudizio quindi è positivo e sono soddisfatta di aver comprato il libro...sicuramente comprerò il seguito, anche perchè la storia ha solo iniziato a svilupparsi e chissà cosa riserverà in futuro
Quindi, il libro è sostanzialmente ricalcato sullo stesso schema, anche perché la differenza con Nihal e Dubhe io non la vedo: non è che si scoraggiassero. Piangevano come due fontane senza motivo, ma alla fine i loro obiettivi li perseguivano, essendo la prima una guerrierona cagna maledetta style e la seconda un gelido assassino innamorata del mentore (spoiler? Chi se ne frega, nessuno di voi leggerà mai una riga di uno dei libri suddetti).
Eppure va bene così. Anzi, è un segno di continuità dello stile. Inizio a sentire il mal di pancia.
Consiglio a tutti di leggerlo, secondo me promette bene, certo niente potrà mai superare le cronache del mondo emerso, ma mi serviva un'altra boccata dei mondi magici di Licia Troisi :) nessuno sa quanto c'è da aspettare per il prossimo volume?
Credo che Licia sia incappata nella sindrome Linkin Park: Hybrid Theory era considerato dai fan un tale capolavoro che, tranne una minoranza dei fan iniziali, tutti considerano il primo album inarrivabile. Per inciso, faccio parte di questa fazione.
Il che non mi impedisce di apprezzare i pezzi successivi, ma effettivamente mi fa sentire i Linkin Park odierni come un gruppo minore rispetto a quello degli esordi; questo è particolarmente brutto nell'ambito letterario, ma credo che sia una sorte che Licia condividerà allegramente con J.K. Rowling e S. Meyer. Insomma: in buonissima compagnia.


Gente di un certo livello.
In tutto ciò, l'ipotesi loop continua a prosperare:
ATTENZIONE SPOILER!!!
La storia non è male, e devo dire che come nelle mie speranza si avvicina ben di più al Mondo Emerso che alla Ragazza Drago. Però ho notato una serie di parallelismi molto evidenti con Le Guerre del Mondo Emerso La Setta degli Assassini, ad esempio:

Sia Dubhe sia Thalitha praticano tutt'altra attività rispetto quella in cui si trovano (ladra/caddetta)
Sia Dubhe sia Thalitha vengono costrette ad entrare in un ordine religioso contro la loro volontà (Gilda - Monastero di Messa)
L'insegnante che incontrano, e quello che dovrebbe essere il più importante, le odia, e fa di tutto per vessarle (Rekla - Sorella Dorothea)
Un altro insegnante mostra invece di, se non condividere, almeno capire il loro stato (Sharva - Sorella Pelei)
Le frasi pronunciate dai suddetti (Sherva: Giusto... tu sei una ladra/Pelei: Giusto, tu sei una caddetta?)
Entrambi gli insegnanti tradiscono l'ordine.
Sia Dubhe sia Thalita scappano portandosi dietro qualcuno che era in condizione di inferiorità rispetto a loro nell'ordine (Lonerin: Postulante - Saiph: servo)
Un po' strano, non trovate?
Sorvolerò sulla qualità di questi parallelismi, anche se ci sarebbe da scavare con la vanga, e mi limiterò a constatare che dunque la ripetitività premia: meglio andare sul sicuro, che fare qualcosa di troppo diverso. Purtroppo si evince questo: certo, non vogliamo la storia uguale uguale, ma se è un po' simile non solo non ci fa schifo, ma almeno ci sentiamo rassicurati.
Un atteggiamento da twilighter in piena regola.
Conferma della cosa:
Ho finito il libro ieri sera, devo dire che è molto bello. L'idea di una protagonista che non si scoraggia mai anche se meno esperta di Nihal, Dubhe e Adhara in quanto al combattimento mi ha molto affascinata; l'idea di Saiph secondo me è spettacolare, non so perchè: Sennar era un amico, Learco un principe e Amhal salvatore-cavaliere mentre Saiph è uno schiavo quindi in teoria dovrebbe esserci un rapporto di inferiorità (anche se non c'è). Inizialmente non mi andava di abbandonare il Mondo Emerso con una nuova saga ma mi sono dovuta ricredere: anche se non supera le Cronache secondo me è più bello delle Guerre. Non lo definirei una "brutta copia" del Mondo Emerso perchè non lo è affatto, anche per caratteri Talitha si differenzia da Nihal (è molto più sicura a parer mio, anche se meno esperta e inoltre è anche ricercata quindi ostacolata, al contrario di Nihal), le somiglianze sono davvero piccole, non percettibili(Kalyma e Kalima). Le somiglianze con le Guerre, complimenti, non mi ero accorta   ma non mi sembrano così evidenti. Consiglio a tutti di leggerlo   Qualcuno sa quando uscirà il secondo?
Ricordo che Nihal partiva da zero spaccato, ha dovuto addestrarsi in un'Accademia, farsi odiare da mezzo Mondo Emerso prima di diventare esperta in qualcosa. Questa Talitha cosa saprà fare, dunque? A parte non mollare mai, come tradizione italica ci insegna, s'intende.
Facciamo il conto: Sennar amico non amico, Saiph schiavo non schiavo. Uhm.
Si nota che anche la fantasia per i nomi inizia a scarseggiare (io non la trovo poi così piccola quella somiglianza nelle parentesi), ma del resto questo lo ammette l'autrice stessa.
Ma l'originalità è solo una questione di punti di vista:

[...] Ho finito di leggere il "sogno di Thalitha" e credo che la trama non sia affatto banale, nonostante le numerose somiglianze con il mondo emerso che sono, secondo me, le caratteristiche dello stile di Licia...c'è l'eroina indomita che è l'unica a sapere come salvare il mondo, l'amico fedele (che sembra tanto un incrocio tra sennar e laio  ), la smania di combattere rigorosamente all'arma bianca, un viaggio attraverso le varie terre....
Ma bisogna riconoscere che Nashira è totalmente differente dal Mondo Emerso: sia per la questione dell'aria (assolutamente originale) che per il paesaggio che non ha nulla di terrestre (forse anche troppo!). Inoltre "il cattivo", la minaccia da cui bisogna salvarsi è qualcosa che, personalmente, non ho trovato da nessun'altra parte!!(e credo che sia questo che renda speciale questa saga!) Non è un potente mago oscuro, non è un despota, non è una malattia incurabile, ma una stella sul punto di esplodere!!! Come si può combattere una cosa simile?? Muoio dalla voglia di saperlo  !!!!

Io spero che la parte sottolineata sia uno scherzo. Anche perché l'unica risposta a una questione del genere è chiaramente la terraformazione e/o la colonizzazione del pianeta di un altro sistema stellare. Se esiste una magia che fermi il decorso stellare è il buon momento di togliere ogni licenza di scrivere alla signora Troisi.
Non voglio fare ipotesi e non voglio saperne niente.
Ho comprato il libro poco dopo la sua uscita, è molto bello, come tutti i libri di Licia, ma trovo l'idea della storia un pò forzata, certe cose non si capiscono proprio bene....apparte questo nel complesso è comunque una storia molto bella
Qualcuno mi spiega come si conciliano giudizi come "un po' forzata" con "molto bella"? Non riesco davvero a trovare una logica in questo commento.

Vedrò di comprare il libro,anche se sono troppo affezionato al Mondo Emerso...Nessun libro che ho letto sono più belli e appassionanti di quelli di Licia  . Nessun libro potrà mai essere uguale alle Cronache
E qui, come direbbe qualcuno, se davvero non ha mai trovato un libro più bello e appassionante di quelli di Licia ci sono gli estremi per una denuncia al sistema educativo italiano. Perché siamo molto lontani dal de gustibus: navighiamo in pieno nel deserto culturale di cui il post precedente.
il ibro non è malissimo ma ci sono rimasta un po' male...  il mondo emerso è 50 volte meglio! forse perchè non c'è molta azione e sopratutto non si tocca nemmeno una volta l'argomento amore! e comunque la storia è un po' perversa e con tute quelle divinità mi sono persa!  speriamo nel seguito!
La frase non è comprensibilissima, ma vista la mole di zucchero che inzacchera le pagine delle trilogie edite, direi che si riferisca a questo libro con "l'amore non basta". Altra discriminante a quanto pare tra un buon fantasy e uno non: la componente Harmony.
Non si è abbassata la qualità, sono le storie che sono cambiate. Bisogna anche essere aperti ai cambiamenti, il Mondo Emerso è finito è giunta l'ora di affezionarsi ad una nuova saga non mi pare il caso di abbandonare Licia   Ovviamente è una mia opinione
Salvate Licia Troisi dal ciglio dell'autostrada e firmate una petizione. Scherzi a parte è evidente che siano lettori piuttosto giovani, che tendono ad affezionarsi irragionevolmente anche allo scrittore, ma devo dire di non essermi mai trovata in questa situazione. Sarà perché generalmente leggo libri di autori morti, vallo a sapere. La faccenda dell'affezione-abbandono mi turba un po'. Ho saltato i vari Capitan Ovvio.



I personaggi amati: perché?

Soana
Se la memoria del pesce rosso non mi inganna maestra e rivale in amore di Nihal finché lo gnokko non tira le cuoia indecorosamente.
Iniziamo da un deathmatch tra maghe: Soana vs Theana.
Le motivazioni per preferire l'una all'altra sono molto dettagliate... uhm. Lo so, non ci crede nessuno. Sono una più ridicola dell'altra.
Top Five:
  1. theana perchè ha potuto portare nel proprio corpo lo spirito di nihal, per liberare dubhe dalla bestia  (WTH?, N.d.S.)
  2. Theana.. un po' mi somiglia.. (Good God, N.d.S.)
  3. Theana!!! Mi rispecchia di più ed è un personaggio ch m'ispira perchè sacrifica se steesa e il suo amore per il mondo emerso...
  4. OVVIAMENTE SOANA CHE DOMANDE????
  5. Fra le due non ho dubbi e voto Soana, perchè Theana non l'ho mai digerita molto (troppo frignona e "fissata" in campo amoroso, anche se nel finale migliora un po') mentre la prima mi sa di donna forte, severa e giusta, anche se a volte manifesta atteggiamenti materni nei confronti di Nihal (non vedo la contraddizione, N.d.S.). Osservando le sole capacità magiche se Theana in più ha dalla sua il talento da sacerdotessa e in un improbabile scontro tra le due vincerebbe.
Preferisco non commentare, grazie.
Ci sono altri sondaggi interessanti, in particolare quale sia il personaggio maschile del Mondo Emerso più carino.
La migliore è indubbiamente questa:
io adoro aster, oltre ad essere carinissimo è anche un personaggio molto intrigante^^, quindi ho votato lui.In secondo posto comunque metto sennar!
Forse il mio smarrimento sarà più chiaro se si specifica che il carinissimo bambino è il maledetto e psicopatico bimbo-Tiranno che ha sterminato metà Mondo Emerso. Per dire.
Chiariamoci: la domanda stessa di base è un'idiozia, perché non potendo vedere i personaggi delle Cronache (la prova che un Dio potrebbe esistere è il fatto che non sia ancora uscito nulla di televisivo sulla saga) ci si deve basare sulle descrizioni della Troisi, alias sul sesso degli angeli.
Sperando che Nihal non sia troppo gelosa....SENNAAAAAAAAAAAAAAAR!
Twilighter piena, con lo spregio che almeno un idolo d'oro su cui sbavare loro ce l'hanno, ste povere disgraziate devono basarsi sui disegni di Barbieri che, per carità, saranno anche un bel vedere, ma.
Vogliamo vederlo il bellissimo Sennar?
Vediamolo.

Il mago più metrosexual che io abbia mai visto.
E ho visto cose...
Sui gusti non si discute, d'accordo. Torniamo ai personaggi. Esiste una discussione adatta per ogni cosa, e in questo caso quale personaggio possa rappresentare maggiormente i lettori, esteso a tutto il Mondo Emerso. Non mi lamenterò del retrogusto di sondaggio alla Cioè che lascia la cosa.
Approfondiamo e prendete appunti, mi raccomando:
Sincera??? Sono tale e quale a Nihal... ma non perché mi piace il personaggio o perché è l'eroina. Mi ci identifico perché è la vittima e carnefice di sé stessa sotto tutti gli aspetti. E' una ragazza dall'animo forte, ma la sua grande forza è anche la sua più grande debolezza (sensatissimo e logico, N.d.S.). E' orgogliosa e convinta di bastare per sé stessa e non avere bisogno degli altri, ma in realtà ha solo paura di mettere a nudo sé stessa e di non apparire poi così forte ma vulnerabile.
oddio non saprei... sicuramente sono molto meglio a pensare e ha parlare che ad agire da un punto di vist fisico e fin qui direi che piu o meno qualsiasi mago ha queste caratterisitiche.Sono timido,specialmente per quel che riguarda le ragazze(non iesco mai a dire a una che mi piace) e in questo penso di assomigliare a Sennar che si rivela a Nihal dopo 3 libri di attesa!Sono sicuramente testardo e faccio tutto di testa mia.Altre cose non mi vengono in mente e,se dovessi dire chi mi rappresenta meglio non saprei decidere.Mi verrebbe da dire Sennar,ma solo perchè è l mio personaggio preferito
Teniamo in conto che il timidone che si "rivela" a Nihal dopo tre libri fa in tempo a illudere e distruggere un'altra ragazza sul percorso. Poi non so se il mago davvero dev'essere un filosofo analfabeta, ma se andava bene per Socrate, chi siamo noi per giudicare?
nihal, perchè mi mostro come un insopportabile testarda orgogliosa e maschiaccio, ma solo perchè non voglio che gli altri capiscano quanto ho bisogno di loro.
dubhe, perchè so essere fredda come il ghiaccio e chiusa in me stessa
io mi rispecchio in lonerin,innamorato alla follia...forse pero' solo di un ideale dell'amore o forse innamorato dell'amore stessoho pianto con lui sulle capanne degli huye' 
Direi che il successo del Mondo Emerso inizi ad avere delle connotazioni piuttosto logiche. E anche il genere di personaggi da creare per vendere, vendere, vendere. Stereotipi adolescenziali basteranno a farvi sbarcare dignitosamente il lunario e far felice mamma Mondadori, oltre che pagare la villeggiatura a Paolo Barbieri. Più personaggi come Nihal: fate girare l'economia.

Secondo me io mi rappresento soprattutto in Kryss ( l'elfo che sta cercando di impadronirsi del mondo emerso nel secondo volume delle leggende) : capace di trasmettere fiducia e tranquillità agli amici ( in questo caso gli elfi), con una precisa idea in testa e determinato al massimo...
Poi decidete voi
Mah.
assolutamente... io sono Dubhe   probabilmente come personaggio mi piace di più Nihal.. ma mentre leggevo i libri delle guerre ho avuto i briidi.... in moltissimi passaggi sembrava che LIcia mi stesse descrivendo.... pazzesco
Basta così, inizio ad accusare male fisico in merito.
Quello che emerge è che gli adolescenti di oggi anziché vestirsi di nero e declamare Baudelaire sul ciglio di un sepolcro o andarsene in giro a trascinarsi biasciando "giovane Werther", preferiscono leggere Licia Troisi e ritrovarsi nei suoi eroi sfigatini ma capaci di "amare con tutto il cuore". La bambola ama con il fegato, ma sono skill che si acquisiscono solo con pratica ed esperienza. E una miniera di muffin sotto casa.
Tutti freddi, un po' (rac)chiusi in se stessi, innamoratissimi dell'amore e, vista la nobile attività di Dubhe, anche una folla di potenziali assassini. Ottimo così.

Vi risparmio per mia generosità una disquisizione sulla femminilità dei personaggi del Mondo Emerso (brr), in cui le donne si dividono in donna schiava (Ondine) e badass (tutte le altre), rido come una matta su certe meravigliose congetture (nonostante la discussione abbia risvolti inquietanti che rafforzano l'idea degli adolescenti ninja assassin) e passiamo a qualcos'altro di interessante sul world building.



Le Razze e le Armi

Paolo Barbieri si è procurato ulteriore salario illustrando l'ovetto dorato della gallina inesauribile "Le creature del Mondo Emerso", ovvero l'ennesima inutilità nel girone dello spreco di carta.
Ma quali sono le razze più amate dai seguaci troisiani, potenziali (mi spiace per voi) futuro vostri lettori?

Andiamo con l'ordine finale del sondaggio, allegando qualche commento esplicativo scelta per scelta che vi aiuterà a capire su che basi vengono espresse le preferenze (ahi).
  1. Mezzelfi ("Dopo Nihal i mezzelfi sono diventati la mia passione. Né troppo elfi né troppo umani, metá e "La saggezza si trova nel termino medio"* ")
  2. Ninfe ("le ninfe sono bellissime")
  3. Elfi ("Insomma, hanno un legame fortissimo con la natura, si sono rifatti una civiltà in una foresta selvaggia, hanno fisici slanciati, sia donne che uomini possono combattere.... insomma.... fantastici!!")
  4. Folletti e Nani (ex aequo: "Comunque ho scelto folletti perchè sono tenerosi")
  5. Umani (i poveri umani non sono stati commentati, non meritano considerazione)
  6. Fammin ("fammin... creati per uccidere")
* traduzione fantastica di "in media stat virtus", se concedete.


Fuori sondaggio ma degno di nota:
Considerando che gli elfi non sono quelli di Tolkien, Nihal non si offenda se scelgo i draghi!!!

Se non avete qualche elfo tolkeniano in congelatore, trifolate il drago, conviene. Per gli elfi troisiani apro un capitolo a parte, perché è vergognoso che il concetto "pulizia etnica" venga sbrodolato con
Gli elfi sono i migliori a parere mio...Sono una razza che è stata usurpata dal proprio mondo,hanno speranze, sogni, soffrono terribilmente per come gli uomini trattano il LORO mondo, come vi sentireste voi se un giorno arriva qualcuno a casa vostra, vi manda via e distrugge tutto ?? Io mi incazzerei e non poco !! E' una razza incompresa, è vero sono abbastanza crudeli e hanno ucciso Nihal, ma provate a mettervi nei loro panni, io penso che farei anche peggio !!!
apprezzabile il concetto di Lex Talionis e giustizia privata del finale, e la scoperta che gli elfi siano telepati:

Nu ho votato io gli elfi *-* sono esseri vicini alla natura come l ninfee
E di sicuro sono più puri dei mezz'elfi..e poi mi piace cosa possono fare con il potere della lacrima *me vuole leggere i pensieri della gente*
Don't try this at home, autore emergente!
L'elfo telepate è la frontiera del fantatrash nuda e cruda.


Natural born killers... sarà, io ci vedo solo due Wookiee nani.

Sulle armi ce la caviamo in breve: l'unica arma superpowa è la spada di cristallo nero di Nihal, con incastonata una lacrima che ha i poteri del deus ex machina più becero. Fine.
Ovviamente è l'arma preferita di tutti. Non vi sforzate a differenziarle, è del tutto inutile: appiccicate due ali sulla guardia e tanti saluti.
be' ma la spada ha anche lei un grande significato, oltre ad essere l'unico ricordo di Livon. e non dimentichiamoci che la lacrima in essa incastonata, ha salvato nihal, e poi sempre lei gliel'ha tolta. poi sempre la spada è vissuta per tutte le tre trilogie, nascendo a Nihal della Terra del Vento e "morendo" ne Gli ultimi eroi. Insomma, ci siamo affezionati.
Sono indecisa tra la spada di Nihal, maneggevole, un classico e il pugnale di Dubhe, da assassina, anche da lancio, da nasconderlo sotto il corpetto. Non so proprioXD
Non riesco a spiegarmi come una spada riesca a essere più maneggevole di un pugnale "anche" da lancio.
C'è chi non ci sta:
Okay,voglio sapere quanti hanno detto "lo spadone di amhal" solo perchè è uno spadone. Cloud Strife ne ha fatti di guaio con quella cavolo di Buster Sword
A onor di cronaca essendo il nickname utente "iosonoimbecille" ci sarebbero pochi crucci da farsi in merito, ma credo che sia inevitabile chiedersi quale sia il male per uno spadone di essere uno spadone, e perché Cloud Strife avrebbe dovuto usarlo per non fare danni. Misteri della fede che rimarranno insoluti.

Ho dedicato anche troppo spazio a queste povere menti traviate, ma mi riservo un secondo articolo che riguarda le opinioni che le stesse persone hanno sul fantasy in generale, extra-Licia.
Le premesse sono meravigliose:

QUali vi hanno colpito e vi sono piaciuti  ?
Il mio preferito è Eragon
Su,parliamone
Ma anche no.
Sigla.