The Dragon Lies Bleeding

Above the glory we'll carry on now the time has come to return back home

La bambola se ne sta per fatti suoi un paio di giorni e si scatena il putiferio nel suo mondo, che è quello virtuale non essendo fatta di carne e sangue. Non ho voglia di camminare nella Valle di Lacrime in cui gente più esperta di me si sta già avventurando, chi con buoni risultati, chi con molti meno.
Quindi decido di parlare di un argomento di cui so qualcosa e che (l'avreste mai detto?) c'entra con il blog: il genere fantasy.
Ho letto un articolo dove si diceva che l'11 settembre ha cambiato la visione ingenua che avevano i fan del fantasy. Il titolo dell'articolo, tradotto, è: la guerra al terrore ci ha portati al Trono di Spade e a Joe Abercrombie?
In pratica gli amanti del fantasy prima all'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre amavano il fantasy epico e idilliaco con elfi e spade canterine, mentre adesso vogliamo arti amputati e tradimenti.
Parliamone... il libro Game of thrones è uscito nel 1996. Cinque anni prima.
Quindi cerchiamo di non sparare affermazioni a caso.
Dr. Jack, "L'evoluzione del fantasy, oggi"
Questo riassume tutto ciò con cui sono d'accordo dell'articolo. Il resto, invece, lo contesto in blocco.
Possibile che io non abbia letto l'articolo dello Zio Jackie con lo spirito giusto, forse mi sono buttata a testa bassa, ma ritengo che molte delle frasi dell'articolo siano troppo ambigue e pronte a essere impugnate da chi si schiera contro il fantasy come letteratura degna di dignità.
Andiamo con ordine, perché la faccenda è ingarbugliata e rischio di andare fuori tema molto facilmente.

Fantasy VS Reality
(Artista: Grypwolf)

La "maturazione" del fantasy
Il fantasy non si sta limitando a crescere, diventa anche più maturo.[...]
La mia opinione è la seguente:
Il pubblico in generale si sta svegliando, e si rende conto che la realtà è densa di porcherie e gente che segue i propri interessi. E il "bene epico" è irrealistico, poco credibile, e non affascina più come una volta.
Non posso concordare, in nessuna maniera. La maturazione di un genere letterario non credo possa esistere, anche perché significa ammettere implicitamente che il fantasy finora sia stato ingenuo, giovane e immaturo, e che solo ora apra gli occhi verso la consapevolezza.
Una frase che, scritta da qualcuno che si intende di fantasy, può essere facilmente scambiata con una difesa di un concetto esposto poco prima nell'articolo:
E molti continuano a ritenerlo roba da bambini. È un fardello che dobbiamo portarci appresso.
Non importa se qualcuno crede che il fantasy sia fatto di fatine luccicanti come le Winx o di elfi canterini, perché generalmente sono persone che del fantasy non sanno nulla. Ho visto qualcuno chiedere nei forum letterari se perché uno scritto sia fantasy debba essere ambientato in un contesto medievale.
La confusione che continua a regnare è alimentata dallo scisma attuale che si vive nel contesto della blogosfera italiana, in cui si alimenta una spaccatura tra i difensori del fantasy innovativo (come il genere new weird e la moda attuale riguardo allo steampunk e derivati) e quelli che invece invocano la continuazione del fantasy cosiddetto classico.
Personalmente io non sono molto amante del weird e ultimamente mi sono data alla rilettura dei classici, quindi potrei risultare di parte. Rimane il fatto che continuo a credere che parlare di "maturazione" nell'ambito sia un autogol notevole.

Sangue e Fantasy
In pratica gli amanti del fantasy prima all'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre amavano il fantasy epico e idilliaco con elfi e spade canterine, mentre adesso vogliamo arti amputati e tradimenti.
Su questo sia io che Dr Jack siamo d'accordo: è una cazzata. Una grossa cazzata.
Il fantasy è sempre stato inondato di sangue: raramente ricordo scritti che non abbiano morti e carneficine. Il fatto che non venissero mostrati con la descrizione minuziose di budella e tanfo di morte dipende non dall'evoluzione del genere, ma dall'evoluzione del gusto dei lettori: gli horror anni '80 non avevano tutto lo splatter che troviamo in qualsiasi film attuale (non necessariamente dell'orrore, tra l'altro), ma questo perché la sensibilità riguardo una certa immaginazione è crollata.
Non è un'evoluzione del fantasy in sé, bensì della cultura in generale.

Credere che la disillusione della società rispetto a una crisi globale che ci sta trascinando nel fango debba guidare le tematiche della letteratura fantastica lo trovo pura follia, un po' come sostenere che il compito della letteratura fantasy sia un mezzo per l'educazione delle masse o con il compito pedagogico di esporre i problemi attuali della società.
Il fatto che tutto ciò che esiste di bello sia annientato dal mare delle guerre, della mancanza di fede, dell'ecologia in pieno declino non deve influenzare ciò che viene prodotto. Nel medioevo la situazione non era migliore, e neanche nel rinascimento: merda e spazzatura per le strade, pestilenze, povertà diffusa e generalizzata, tasso di mortalità altissimo.
E nonostante la miseria esistevano i poemi cavallereschi, perché a volte c'è anche bisogno di poter sognare, non solo di razzolare nello sterco "eredità del precedente governo" (cit.)
La bellezza non è un reato.
(Fantasy Calendar, daekazu)
Del Nuovo Antropocentrismo
L'uomo deve essere al centro dell'universo. La Terra non può girare intorno al Sole, questo abbasserebbe la levatura morale e spirituale dell'uomo. Sono passati secoli, eppure non è cambiato assolutamente nulla.
L'uomo, di qualsiasi millennio, è superbo.
E per questo è impensabile che gli elfi, dopo duemila anni di vita, possano avere denti bianchi e perfetti. Perché non è concepibile che i loro denti siano fatti di materiale diverso che non si caria e non ingiallisce.
Per questo ogni razza non umana va passata al filtro della morale umana, e gli orchetti diventano il male anche se nella loro società perseguono una loro legge.
L'uomo dev'essere sempre al centro di tutto: ogni altra creatura deve essere piegato alla sua logica. Il giudizio non basta che traspaia dal personaggio: è l'autore a condannare il diverso, a usarlo come metafora. A volte, persino, vengono incarnate in altre razze tutte le nefandezze compiute da secoli dall'umanità, in una specie di esorcizzazione inversa.
Personalmente non sono contraria ad avere protagonisti umani, ma il fatto che tutto debba essere filtrato alla stregua dell'anatomia e delle condizioni umane (a patto che non siano razze derivate da una creatura umana, come vampiri e licantropi) limita di gran lunga le possibilità che il fantasy potrebbe avere.

L'epica
Leggo che i lettori si sarebbero stancati dell'epicità e degli allineamenti ben definiti.

Il tipico buono ormai appare ipocrita. Anche lui avrà degli interessi difficili da difendere, no? Si troverà pure in situazioni in cui deve scontentare qualcuno.
Capita a chiunque pure nel mondo reale senza che ci sia il destino della terra in gioco.
Il problema è proprio questo.
Io non ho mai trovato i buoni senza macchia e senza paura che verrebbero imputati al genere fantasy. Fortunata?
Del resto non è un problema dei personaggi dei libri se si trovano con meno difetti degli uomini reali, dovrei forse infarcirli di problemi solamente perché meschinamente ci si possa identificare? Troppo semplice.
Aragorn, per quanto segua un suo codice morale, è uno sterminatore di orchi. Questo lo rende nondimeno un assassino. Se nella concezione antropocentrica questo non ha importanza, in una valutazione oggettiva non lo rende di certo Gandhi.

Sturm Brightblade?
Anche lui ha avuto le sue pecche. Conan? Un ladro e un furfante. Elric? Di chi stiamo parlando quando diciamo "il tipico buono"?
Sono sempre stati concetti fumosi ideati più dai lettori, che dagli scrittori in sé, delle categorie create a posteriori. La contrapposizione Bene contro Male c'è sempre ovunque, e che questo Male sia una Torre Nera o un serial killer non fa differenza, che sia l'indifferenza umana o un esercito avversario. Le tematiche universali sono nulla più che una schematizzazione per pigri.

Non c'è nulla di male ad amare l'epica, i personaggi al di sopra dell'umanità media, e se mi dite che la gente ha perso il gusto dell'epica io vi rispondo con una sola, semplice parola: Dovahkiin.


Ditelo a lui che non esistono più i vecchi eroi,
che tutti devono essere ridotti al minimo comun denominatore.
La fantasia è immortale.
Non può morire. I mondi fantastici sono una costante necessità dell'essere umano e della sua grigia realtà, il bisogno di credere e di sognare non ha bisogno di alcuna maturazione.
La pessima letteratura non è fantasy vecchio e la buona fantasy nuovo, il buon fantasy è il buon fantasy e basta, di qualsiasi cosa parli.
Non fate sanguinare i draghi. Potrebbero decidere di vendicarsi.



The end of all hope

To end all the innocence


Segnalazione al volo per oggi.
Per non farci mancare nulla, anche in Italia abbiamo un clone della SOPA: la FAVA. (Nomen omen). Dite, cosa potremmo fare noi mangiaspaghetti se negli USA la proposta di legge è stata bocciata anche dal Presidente in persona? Ma che domande, la copiamo e la rendiamo ancora più ritardata! E poi dicono che i leghisti non sono lungimiranti. Il bello viene ora: nei prossimi giorni si parlerà molto dell' ACTA, una SOPA in salsa europea, che a differenza della "mamma" americana è un accordo commerciale tra nazioni, e non una proposta di legge. Questo complica le cose (per noi) e spiana la strada (per i feticisti del copyright).
L'articolo completo è QUI.
Leggetelo quantomeno e se vi va commentate e firmate pure.
La pubblicità ci fa inseguire le auto e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene.
Tyler Durden, Fight Club 
Io credo che la nostra grande guerra l'abbiamo trovata, con le dovute proporzioni già messe da Giobbin nel suo blog.
E siccome non voglio lasciare questa giornata con amarezza:

Surtr, Fire of Ragnarok
(Artista: samburley)
Sigla.

Vampires

Or is it a fascination with the immortality of the undead?

La bambola si innamorò dei vampiri la prima volta che lesse "Dracula" di Bram Stoker. Era una bambola ancora giovane, ancora in garanzia.
Il cinema e la letteratura ci ha saturato di succhia-sangue fino all'inverosimile, arrivando alle estreme conseguenze di far subire loro un'evoluzione per cui non temono la luce del sole.
E mettete giù il telefono che lo so che state già chiamando Blade. Ma non è colpa di Stephenie Meyer. Oh, quante colpe ha quella femmina ma non le ha tutte, non illudetevi. Perché se rendere i vampiri vegetariani è un abominio perpetrato sicuramente sulle due righe in cui Lestat si nutre di topastri in Louisiana, a togliere il pericolo del sole ci avevano già pensato in tanti, non ultimi la congrega Ordo Dracul di Vampires: Requiem e "Underworld: Evolution".

Il motivo del successo di quattro film. Ok, tre.
Ma Rhona Mitra non la si butta via.

Il vampiro nel XIX secolo era una figura che ispirava terrore. Perché era forte, perché si aggirava nel buio come un predatore, perché si nutriva di ciò che dà la vita a un essere umano: il sangue.
Pallidi, spesso di sembianze orribili (vale per gli uomini: le spose di Dracula sono sempre state gnocche, sin dagli inizi).

Dracula
I vampiri traggono origine dalle leggende popolari dei Balcani e grazie a Bram Stoker si identificano in un mitico capostipite, sagomato sulle sembianze di Vlad III, voivoda di Valacchia, detto Tepesh ossia l'Impalatore, metodo di tortura imparato durante la prigionia turca.
Il padre, Vlad II, faceva parte dell'Ordo Draconis, "Ordine del Drago", e veniva chiamato Dracul, ossia "Diavolo". Questo fece di Vlad III il figlio del diavolo, appellato dai turchi come Principe Impalatore.
Nonostante sia probabile che si sia esagerato molto nel delinearne la figura, che dalla storia sfocia ampiamente nel mito, non era diverso dai monarchi e nobili dell'epoca che, va ricordato, avevano diritto di vita e di morte sul volgo.
Le torture perpetrate da sovrani e dalla religione non si contano (basti pensare a che bagno di sangue diventerà l'Inquisizione spagnola).
Filtrato dalle lenti della storia, Vlad non era niente più di ciò che molti altri furono. Lui ha la "fortuna" di essere stato ripescato da Stoker che ne ha fatto un'icona con i lunghi canini.
Nel romanzo Dracula varca il mare per giungere a Londra, da dove inizierà la spietata caccia di Abraham Van Helsing.


Purtroppo non questo Van Helsing.
Questo si chiama "Gabriel" e diventerà un mutante-rasoio.


I vampiri di oggi

Lasciate che vi spieghi perché piace ancora il vampiro: perché è l'incarnazione della parola "sexy". Si vestono tutti di nero, hanno per la maggior parte i capelli lunghi e se sono vecchi hanno le facce di Davy Jones e Tiwyn Lannister, per cui ti calerebbero le vesti a un loro cenno anche senza gerontofilia.
Oggi il vampiro incarna la mela dell'Eden, che non si può avere ma che si vuole a tutti i costi, è la parte brutale dell'anima umana portata alle estreme conseguenze. Quando va bene.
Quante budella e quanto sangue che ho visto ieri in "Underworld: Awakening"!
Fino a inizio proiezione, essendo arrivata in ritardo, credevo di essere finita a guardare qualcos'altro tipo Babby l'Orsetto, perché dentro il cinema c'era una presenza sovrannaturale di bambini.
Giuro: per ogni adulto ci saranno stati tre bambini. Bambini disciplinatissimi che non hanno fatto neanche "bah" quando venivano tolte spine dorsali dalla bocca (l'aver visto una scena simile in Species non mi fa ancora andare tranquilla ai bagni pubblici).
Mi capirete se dico che the times they are a-changin'.
Non voglio lanciare un'invettiva contro l'ultimo film della saga, che mi è piaciuto più di tutti gli altri in blocco (e sapete perché? Botte e sangue dall'inizio alla fine, invece che spiegoni e dialogoni. Vai così!), però True Blood ci ha insegnato che i vampiri non hanno ghiandole lacrimali. Perchè Kate continua a piangere per tutto il film lacrime normali?
Senza contare che respira con grande evidenza, ANZI! Quando un vampiro generico si ferisce continua ad ansimare in maniera palese e infine, perla delle perle (e ovviamente spoiler degli spoiler), a un certo punto ne rianima uno infilandogli una mano nello stomaco e arrivando a pompare con le dita il cuore.
A cosa serve un cuore che pompa a un vampiro?
Ricordo che il suo ha smesso di battere da tempo.
Si perdona tutto perché ha un kill counter altissimo e tra tutti e tre sterminano una tale quantità di lycan da chiamare la protezione animali.


Guida alla sopravvivenza ai vampiri
A questo punto dobbiamo tirare le somme: i vampiri sono una parte imprescindibile della mostrologia mondiale.
Tutti amano i vampiri. Poi c'è chi li odia per saturazione, ma il fascino dell'immortalità perpetrato attraverso una dieta di emoglobina non può lasciare indifferenti.
"Kain refused the sacrifice!" Raziel, Soul Reaver 2
(Kain loves you, artista: wulfsbane)


I vampiri per funzionare come elemento narrativo devono avere delle debolezze o delle presunte tali quantomeno che diano speranze all'umanità, o a qualsiasi altro antagonista, di poterli sconfiggere. Anche se sono loro i protagonisti.
Non tutti sono in grado di creare scontri fighi come quello Kain vs Raziel, ultimo dei Sarafan, ma si deve sforzarsi di trovare una kryptonite che non mandi tutto in "capitolo 1: vampiro macina umano", "capitolo due: vampiro macina dieci umani" e così via.
Cosa dice la saggezza popolare?
  • i greci suggeriscono di porre una croce di cera e un pezzo di porcellana con l'iscrizione "Gesù Cristo vince" sul corpo del defunto per evitare la nascita di un nuovo vampiro;
  • un altro metodo prescrive la rottura dei tendini all'altezza del ginocchio o il posizionamento di semi di papavero, di miglio o di sabbia sul terreno sopra la tomba. Il vampiro risvegliandosi si troverà occupato tutta la notte a contare i granelli che cadono all'interno della bara. Secondo una leggenda cinese di tratta invece di chicchi di riso, dando sempre per scontato che i vampiri siano affetti da aritmomania;
  • per identificarne uno, invece, esistono molti rituali, come ad esempio far cavalcare un ragazzo vergine su uno stallone vergine all'interno di un cimitero (non l'ho inventato io, fatevene una ragione). Il cavallo si dovrebbe fermare sopra la tomba in questione;
  • anche la morte di bestiame, pecore, parenti o vicini di casa è la prova dell'attività di un vampiro nella zona. Alcuni vampiri, inoltre, possono testimoniare la propria presenza provocando incubi in chi dorme;
  • l'aglio è uno dei più famosi rimedi anti-vampiro, ma ne esistono anche altri, come la rosa selvatica e il biancospino. In Europa, inoltre, si credeva che spargere semi di senape sul tetto di una casa li avrebbe tenuti lontani. Altri oggetti esorcizzanti, come ci insegnano i film, sono crocifissi, rosari o acqua santa;
  • si crede che i vampiri non siano in grado di camminare su un terreno consacrato o attraversare acqua corrente. Anche gli specchi venivano usati per allontanare i vampiri, ad esempio posizionandone uno sulla porta d'ingresso;
  • alcune leggende sostengono che un vampiro non possa entrare in un'abitazione se non invitato dal padrone di casa, ma una volta invitato possa entrarvi e uscirvi a piacimento. I vampiri del folklore erano più attivi la notte, ma sorprendentemente non erano considerati vulnerabili alla luce del sole;
  • uno dei metodi più conosciuti per uccidere un vampiro è impalarlo.  Potenziali vampiri vengono spesso impalati all'altezza del cuore. La decapitazione era il metodo più usato in Germania e nelle aree slave dell'ovest, con la testa seppellita tra i piedi, dietro le natiche o lontano dal corpo;
  • i nomadi schiacciavano aghi di acciaio o di ferro nel cuore dei cadaveri e infilavano pezzi di ferro nella bocca, sugli occhi, nelle orecchie e tra le dita nel momento della sepoltura;
  • in Romania fino al XIX secolo veniva presa la precauzione di sparare al corpo nella bara. In casi eccezionali, il cadavere veniva smembrato e i pezzi arsi, mischiati ad acqua e somministrati ai membri della famiglia come cura.

Non mi interessa approfondire i motivi medici che potrebbero aver portato alla formulazione della mitologia del vampirismo. Per chi fosse interessato, QUI.
Per quanto riguarda la letteratura il vampiro ha attraversato momenti più o meno floridi, da Carmilla a Buffy l'Ammazza Vampiri, ma non ha mai smesso di avere una buona presa sull'immaginario collettivo.


Quindi?
Per quanto mi riguarda non sono un'estimatrice dei vecchi vampiri calvi e dalle unghie lunghe, ma non mi piacciono neanche gli sparkles vampire.




Non amo neanche le saghe infinite con cacciatrici di vampiri (Anita Blake e soci, non l'ho letta ma proprio sulla simpatia. Un giorno forse le darò una possibilità per uno o due libri, non di più), o i triangoli amorosi con i vampiri di mezzo.
Pertanto i consigli della bambola sono di guardarvi e leggervi:


Saltate in tronco tutte le serie televisive: persino l'osannato Supernatural (la nnnnnoia) mi ha lasciato freddina, visto che a quanto pare basta avere un barattolo di sale per far fuori qualsiasi cosa e l'unico spunto vagamente interessante è una Back in Black usata meglio sia in Megamind che in Iron Man.
Nei giochi il già citato Legacy of Kain.


Tutto il resto è sangue sintetico.


Bonus Video: Come Underworld sarebbe dovuto finire





Sigla.


Elvenpath

It's the honesty of these worlds ruled by magic and mighty swords

Gli elfi sono un po' il bersaglio preferito di tutti.
Sono troppo alti, sono troppo bassi, orecchie troppo appuntite, sono troppo femminei... non c'è nulla che abbiano di buono.
In definitiva, sono anche un cliché.

Half Elf Girl, kerembeyit
Non ho ancora capito perché tutti ce l'abbiano con gli elfi.
Sono sicuramente meno caricaturali di quanto abbiano sempre dipinto i nani, così come non sono insopportabili quanto gli hobbit o gli halfling.

La parola deriva probabilmente dal norreno "alf(a)r" e indicava originariamente uno spirito-genio della mitologia norrena simbolo delle forze dell'aria, del fuoco, della terra, dell'acqua e dei fenomeni atmosferici in generale.

Ricostruiamo la loro mitologia per capire se sono davvero così propedeutici all'orticaria come ci vogliono far credere o se, invece, possano essere un valido spunto da cui trarre dei personaggi accettabili:
  • secondo la mitologia norrena gli elfi nacquero dai vermi che divorarono il cadavere di Ymir, gigante del ghiaccio alla base di cosmogonia e cosmologia nordica. Si dividono in Døkkálfar, "elfi delle tenebre", e Liósálfar, "elfi della luce";
  • nella mitologia scozzese gli elfi invece si dividono in Corte Maledetta e Corte Benedetta, un gruppo di faeries "buoni" che, secondo alcune leggende, è il popolo della mitologia celtica dei Tuatha de Danann;
  • nella mitologia celtica i Tuatha de Danann sono un popolo di esseri divini  molto simili agli elfi, alti, affascinanti, abili nella caccia, nella poesia e nella magia. Secondo alcune leggende vennero cacciati dal Paradiso a causa della loro vasta conoscenza. Conquistarono l'Irlanda, patria dei Fomoriani, e quando venne invasa dai Milesi si rifugiarono nelle viscere della Terra. Da quel momento furono conosciuti come Daoine Sidhe;
  • nella mitologia scandinava si identificano con gli Ellefolk, creature alte circa un metro. Hanno un rapporto privilegiato con la natura e possono passare attraverso i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, fuoco e  terra. Sono esperti di erbe magiche e medicamentose e hanno un particolare fiuto per i tesori nascosti, le loro donne sono di una bellezza travolgente e sono abili seduttrici. Un umano però non può avvicinarsi perché basta un solo respiro degli Ellefolk perché l'umano divenga preda di una terribile malattia.
Elf, asuka111
Elfi della Terra di Mezzo

Non si può parlare di elfi senza nominare Tolkien, perché gran parte della produzione del professore di Oxford dedica ampio spazio alla razza elfica. "Il Silmarillion" in particolare narra le gesta degli elfi nella creazione della Terra di Mezzo, mentre ne "Il signore degli anelli" la razza è in declino e pronta a partire dai Porti Grigi perché si possa dare inizio all'Era degli Uomini.
L'abilità di Tolkien sta chiaramente nell'aver creato un mondo così vasto, dettagliato da risultare così credibile che molti si sono innamorati negli anni della Terra di Mezzo e delle sue creature.
Esistono due linguaggi, in gran parte ricostruiti dagli appassionati, il Sindarin e il Quenya, con tanto di regole grammaticali e dizionario. Sono stati scritti svariati saggi sull'argomento, ma io rimando al sito Eldalie, uno dei più completi in Italia.

Gli elfi di Tolkien sono alti, aggraziati e saggi e sono quello che viene comunemente definito come lo stereotipo elfico della nostra generazione per gli strascichi che ha comportato sulla cultura fantasy successiva, ingombranti e imprescindibili al contempo.

Per quanto riguarda il resto dell'impiego nella letteratura fantasy mi affido al riassunto, sicuramente incompleto, della pagina italiana di Wikipedia, riservando più spazio a come gli elfi potrebbero essere utilizzati nella letteratura e perché.
Gli elfi continuano ad apparire in molti romanzi fantasy. Terry Brooks ne sceglie uno come protagonista del suo libro La spada di Shannara, descrivendolo come di struttura esile e di statura medio bassa, ma dotato di grande agilità.
Alla fine del XX secolo l'immagine dell'elfo viene profondamente cambiata dai libri di J.K. Rowling, che li descrive come domestici al servizio dei maghi, piccoli, esili e dotati di innati poteri magici, quindi molto lontani dalle loro precedenti descrizioni.
In alcuni romanzi gli elfi vengono descritti anche come esseri simili alle fate.
Nel XXI secolo, Christopher Paolini, nei suoi romanzi, riprende l'immagine dell'elfo come un essere di aspetto gradevole, ma fisicamente molto più forte di un uomo e con poteri magici straordinari. Paolini descrive gli elfi anche come esseri intriganti e affascinanti, ma talvolta ambigui.
Nel Mondo Emerso di Licia Troisi gli elfi sono creature presenti solo nei ricordi delle persone. Essi sono emigrati nelle Terre Ignote e, a differenza degli elfi di Paolini e di Tolkien, sono scontrosi e rigidi. Inoltre saranno proprio loro ad attaccare le razze del Mondo Emerso per porre la loro fine e l'inizio della loro Era.
Leggendo i nomi del riassunto di Wiki inizio a capire da dove derivi l'odio per gli elfi (e dire che la Strazzulla non è stata nemmeno nominata!)
Non c'è bisogno di specificare che gli elfi di Licia Troisi e Christopher Paolini siano stereotipati. O forse sì?

Originalità a tutti i costi
Questo è uno dei miei cavalli di battaglia. Perché mai i draghi possono essere sempre uguali mentre gli elfi devono cambiare?
Nessuno si è mai lamentato che il drago sia rimasto immutato nei secoli. Nessuno credo si lamenti quando c'è un drago in un romanzo fantasy, invece gli elfi hanno rotto, per un giudizio arbitrario senza alcun argomento di supporto.
Spero saremo tutti d'accordo nell'affermare che creare una creatura alta, slanciata e aggraziata per poi chiamarla "razza X" non abbia senso se esiste già la parola elfo ed è adatta allo scopo.
L'elfo non dev'essere necessariamente come quello della mitologia o come quello di Tolkien, ma non deve per forza neanche essere una cosa mai vista. Non sono una di quelle che viene rassicurata dalla ricorrenza degli elementi fantasy in serie, tuttavia non mi disturbano affatto e, anzi, se sono elementi di una buona storia non ho nulla in contrario al fatto che si usi qualcosa di conosciuto.
In fondo, John Milton cos'avrebbe dovuto usare per il suo "Paradise Lost"? Creature nuove e sconosciute solo perché, "che barba gli angeli caduti"?
Si sono già sentiti.
Anche diversi videogiochi utilizzano varianti elfiche come World of Warcraft con i suoi Elfi della Notte ed Elfi del Sangue, o Lineage.

Elfi del Sangue, WoW: Burning Crusade
Bene e male
Più spesso che non gli elfi incarnano una delle estremità della bilancia morale tra bene e male. Così come accadeva nella mitologia, in cui Elfi Chiari ed Elfi Oscuri abitavano due dei diversi mondi creati dall'Albero della Vita (Yggdrasill) incarnando la simbologia della vita contrapposta alla morte, spesso anche nei romanzi e nei giochi ciò accade.
Non c'è nulla di male a rendere un personaggio, o una razza intera, come simbolo di un concetto: è quello che accade anche con gli angeli e i demoni nella concezione cristiana.
Gli elfi chiari rappresentano la bontà, la saggezza, la luce e la vita, mentre gli elfi scuri incarnano i concetti diametralmente opposti.
Da questo hanno avuto origine i drow, bellissimi ma malvagi elfi dai capelli bianchi e dalla pelle nera, organizzati in una società matriarcale e sottomessi al culto delle terribili dee dell'Underdark, il Sottosuolo.
Condividono molte caratteristiche con i loro ispiratori, i Døkkálfar della mitologia nordica: entrambi vivono sottoterra, ripudiano la luce e adorano il male. Come si può notare in narrativa raramente qualcosa si crea e si distrugge, tutto viene mutato dal tempo e dalle mani che utilizzano gli antichi concetti, trasformandoli in qualcosa di nuovo.

I drow, come i mezzelfi, meritano certamente un articolo a parte, quello che è importante capire è che ciò che è conosciuto non è necessariamente noioso. Come potrebbe ciò che amiamo annoiarci?
Mangiare la pizza tutti i giorni non fa bene e ce la farà venire a nausea se non ci sono mai alternative, per godersela appieno va sempre consumata quando se ne ha voglia e soprattutto va presa dove la fanno buona.
Ma mica qualcuno vi ha detto di sorbirvi tutto ciò in cui ci siano elfi no?
Probabile che l'odio verso queste creature nasca dal loro essere belle e perfette, ma la mancanza di ambiguità e tridimensionalità dei personaggi elfi non va imputata alla loro natura, bensì alla capacità o meno dell'autore di tratteggiarne una personalità: in fondo Galadriel cade nella tentazione dell'anello come tutti gli altri tranne Aragorn.
Gli elfi di Tolkien quindi non erano affatto perfetti (non dimentichiamo che Elrond sceglie di abbandonare gli umani al loro destino).
Spetta all'autore donare un senso alle creature che maneggia: un pessimo libro con gli elfi rimarrà un pessimo libro, un ottimo libro con gli elfi sarà sempre un ottimo libro.

Drizzt Do'Urden, il famoso drow ribelle
(Exile, Todd Lockwood)
Sigla.


Snow on the Sahara

And if we burn away, I'll pray the skies above for snow to fall on the Sahara

Ammettilo Hollywood: tu odi Biancaneve.
Non si spiega altrimenti come mai la tratti in questa maniera. È perché non la dà ai nani come vorresti tu?
Non capisco perché tu la odi così tanto, da trasformarla in umanoidi così:

Snow White di Once Upon a Time, serie tv in arrivo su Sky.
Che aspetto più o meno come il ritorno del colera.
Quella di Grimm non la voglio nemmeno vedere, ammesso che ci sia (ma come potrebbe mai mancare?), quello che so è che al cinema non le andrà molto meglio.
Biancaneve e il cacciatore è infatti un film in arrivo quest'anno, diretto da Rupert Sanders, alias uno che è sbucato letteralmente dal nulla, e che avrà la fortuna di avere un cast d'eccezione.
Sì?
Sì. Vediamo il meraviglioso trailer.




Annotiamo le cose importanti:

  • Biancaneve è Bella Swan. Non mi interessa se Imdb mi dice che quella signorina ha un altro nome. Io non ci credo;
  • Dal minuto 16 si vedono già degli eserciti coloratissimi che scendono dalle foreste. Questo è buono;
  • Al secondo 20 c'è un re che polverizza con la sua spada un cattivo facente probabilmente parte dell'esercito di terracotta. Questo è buono;
  • Charlize Theron cerca di fare Michelle Pfeiffer Reloaded con dei risultati ridicoli. Questo è male;
  • Al secondo 42 Charlize si ricorda di essere famosa più che altro per le sue pubblicità di profumi. Così se ne esce da un densissimo bagno di latte vinavil di Cleopatriana memoria (lui approva);
  • Al secondo 47 arriva lo specchio Dior di Charlize Theron che ha preso pienamente coscienza del proprio passato;
  • Il cacciatore è Thor! Questo è circa malissimo;
  • Al minuto 1:11 si entra in zona Signore degli Anelli con gente che cammina su montagne a caso mentre la telecamera gira. Da qui non si esce facilmente;
  • Il principe è Padre Philip! Gnocca in sala assicurata (minuto 1:23);
  • A 1:32 si vede il primo scudo di Gondor passare;
  • A un 1:35 si passa a Frozen di Madonna.
Quante idee originali per questo trailer!
Sono entusiasta. C'è uno spreco di nomi terribile che mi fa pensare che quantomeno non dovrei uscire dalla sala in preda a dolori intestinali (Ian McShaneNick FrostEddie MarsanLily ColeBob Hoskins... si inizia a capire perché abbiano risparmiato sul regista).


Però.


J'adore.
A me sembra proprio un'epica porcata.

Ian McShane.
Sto ancora piangendo lacrime d'olio.
My son, my son, what have ye done!


Al posto della sigla, beccatevi il molto preferibile trailer di Mirror Mirror:



Androgyny

When everything is going wrong and you can't see the point in going on

Non mi permetto più da tempo di far discussioni OT in casa altrui, quando riesco ad evitarlo. E dato che questa riflessione nasce da alcuni commenti su un post di Zweilawyer che non c'entra nulla, questa, mi permetto di fare le osservazioni in casa mia.

Non voglio discutere riguardo le affermazioni di nessuno in quel post, ma mi ha ricordato di una tematica che voglio affrontare da tanto.
La tematica della sessualità nei romanzi.
Spesso viene trattato con una superficialità allucinante, a volte si cade nell'errore contrario di sentirsi in dovere di riconoscere alcune minoranze che a tutt'oggi vivono una ghettizzazione.
Parlo con cognizione di causa se affermo che essere discriminati non è una bella cosa. No, non sono lesbica, grazie per la domanda. Le bambole sono asessuate.
La faccenda è semplice: a volte si crede di fare un favore a chi ha un orientamento sessuale diverso introducendo personaggi omosessuali, o abusi, all'interno del proprio scritto, ma lo si fa in modo tale che risulta talmente svilente che a volte avrei chiuso il libro solo per quello.

Ora, sapete bene quanto io ami i libri di Sapkwoski.
Non ci posso fare nulla, è il mio tallone da killer (cit.). Però c'è una parte in cui una delle protagoniste dice di essere stata violentata dal cacciatore (è Biancaneve sotto mentite spoglie) che mi ha fatto cadere le braccia, perché lo dice con una noncuranza che fa capire che Andrzej non solo non è una donna, ma per di più non deve neanche aver mai pensato seriamente a come dev'essere per una donna, peggio, per una bambina subire un abuso del genere.
Non sono contro a dare un vissuto simile a un personaggio, ma per Dio pensate bene alle conseguenze che ciò dovrebbe avere su di lui.
Ho trovato pochi, troppo pochi autori dare il giusto peso a cosa uno stupro rappresenti per la controparte femminile, senza comprendere che molto probabilmente per loro l'unica cosa paragonabile sia la castrazione.
Per un esempio del caso, la vicenda di Tori Amos e la sua canzone Me and a Gun.
"In un caso di stupro - racconterà - la cosa più dolorosa è sentirsi tradita. Da un'amicizia, ma anche da te stessa. Non riesco ancora ad accettare di aver dato al mio aggressore l'occasione di sfogare il suo odio per me, per tutte le donne".
Ricordo che all'epoca del liceo ero una delle poche che andava alle conferenze di pedagogia suggerite dalla professoressa e i relatori fecero tutta una disamina psicanalitica su alcune fiabe con una tranquillità tale che ne uscii traumatizzata (vi dico solo che c'erano di mezzo Cappuccetto Rosso come allegoria del menarca e Pelle d'Asino come metafora dell'abuso infantile. Ecco).
Non è necessario farsi una cultura in merito. Ognuno poi può anche pensarla come vuole, fatto sta che ritengo si dovrebbe avere la decenza verso i lettori di pensarci almeno due o tre volte.
Solo alla quarta dire "sì, è buono, lo tengo".
Non mi sto riferendo a nessun libro o racconto in particolare (a parte l'esempio citato sopra), bensì a una tendenza generale a buttare tutto in pasta tanto ormai siamo nel 2012 e anche le drag queen hanno i loro show in tv.

Ho cercato su Google Castor e ho trovato lei.
Non posso ignorare i segni di Dio.



 
Steamdoll riequilibra i torti di Dio: Castor (song), Daft Punk *_*

Quali sono le tendenze sessuali (o deviazioni) che i nostri personaggi potrebbero avere, al di là di tutto?
Considerate bene, però, che inserirle nel romanzo può farvi incorrere nella fastidiosa correlazione personaggio-autore, cosa che nel campo del fantasy non ha bisogno di incoraggiamento. Una volta fui minacciata di esilio da un gioco di ruolo per aver creato un personaggio necrofilo. Trollolol.
Alcune deviazioni sono presenti anche nel manuale di Dungeons and Dragons "Libro delle Fosche Tenebre", pagina 10, paragrafo "Feticismi e assuefazioni".
La lista generica delle attività sessuali è qui.
Inizialmente avevo iniziato a trascriverla, poi mi sono resa conto che in molti casi creare un personaggio simile sarebbe adatto solo alla letteratura erotica, e di quella personalmente non mi interesso.

Fantasy e sessualità
Sarebbe inutile negare che uno dei motivi per cui G.R.R. Martin è tanto conosciuto al di fuori degli appassionati sia l'incesto, un tabù sessuale di quasi tutte le epoche e civiltà (tanto discusso, tanto infranto).
Dalla leggenda di Edipo, utilizzata da Freud per teorizzare il famoso complesso, alle accuse rivolte dal figlio a Maria Antonietta, la storia non è certo priva di numerosi casi.

Uno dei motivi per cui "Gli Eroi del Crepuscolo" di Chiara Strazzulla è più famoso di altrettanti libri fantasy italiani è l'omosessualità degli elfi  (o mezzosangue) protagonisti.
Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.
Qui avrei dovuto inserire un'immagine yaoi ma ve lo giuro, è più forte di me, le trovo inquietanti.
Perciò accontentatevi.
Nathaniel, Saga di Anita Blake di Laurell K. Hamilton
(Artista: fuchsiart)
Sulla concezione sessuale che Terry Gookind riserva ai propri personaggi ho già avuto modo da ridire in questa recensione di Ewan: in poche parole una concezione ridicola e anacronistica.


A volte le razze fantasy si ritrovano a essere androgine (ma non ermafrodite), creando personaggi dall'aspetto femminile anche se maschio (questo è molto diffuso soprattutto in oriente per artisti come Mana Sama e nei manga in generale) più raramente il contrario.


Amazon riserva una voce tutta sua ai romanzi che contengono sesso e violenza.


Di sesso ce n'è parecchio anche ne "I diari della famiglia Dracula" di Jeanne Kalogridis, e trattandosi di sesso con non-morto propenderei per la necrofilia come concezione propriamente detta (no?), cosa che poi, dopo estenuante attesa, avviene anche in "Breaking Dawn" della Twilight Serie. Almeno così  Bella può rimanere incinta (e questa è una cosa che buca la rete e ti arriva direttamente nel pc senza nemmeno cercarla, ormai. Il trailer è una cosa veramente imbarazzante: lui che rompe il letto con le mani, miglior scena di sempre) e stabilire un nuovo record nell'assurdità di questo fenomeno (da baraccone).


Il romance poi è una faccenda a parte e la letteratura erotica anche, rimane il fatto che se volete inserire delle faccende in merito, sforzatevi quantomeno di non seguire involontariamente le orme di Stephenie Meyer, che di delitti all'umanità ne ha perpetrati ma quel feto vampiro sfonda la Convenzione di Ginevra.


In definitiva
L'identità e l'orientamento sessuali del vostro personaggio sono una cosa molto importante. Non dovete essere politicamente corretti, tuttavia non potete permettervi di essere superficiali. Inoltre i vostri personaggi potranno anche essere razzisti o sessisti ma, anche fossero le vostre convinzioni personali, da autori questi non deve in alcun modo trasparire.
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande.
Woody Allen 


End of Line.

Iron

I'm ready for the fight... and fate.

La bambola non è un'esperta di oplologia. E sappiate che non è una parolaccia.
È semplicemente una materia adatta ai maschietti, e infatti i baldi cavalieri e mercenari del nostro tempo ne parlano nei loro blog, in questo articolo ve li indicherò tutti, almeno quelli che conosco.

Nonostante non sia una materia adatta alle femminucce, dopo anni e anni di gioco di ruolo in tutte le forme mi ritrovo a sapere qualcosa di base. Di solito si ha l'impressione che gli scrittori non sappiano nemmeno in quante parti sia divisa una spada e perché sia importante saperlo.
A questo proposito rimando all'articolo di Zwei in merito: le parti della spada.

Letto?
Bene, procediamo.
Ve lo dico subito: il tempo da trovare per leggere anche manuali medievali su come si fabbricavano le spade e perché non ce l'ho. Perciò quello che riporto è reperito su internet e se non vi sta bene potete reclamare con il mio creatore.
Girovagando nel web ho trovato un documento a questo indirizzo sulla metallurgia nel passato. Riporto le parti interessanti per l'epoca più diffusa, quella medievale, ma ci sono indicazioni anche per il periodo greco-romano.
Consiglio di scaricarlo e leggerlo integralmente, in caso vi interessi.

Come abbiamo visto, l’esperienza dei fabbri romani e degli antichi fabbri europei non andò perduta nel disordine che precedette il decimo secolo. La metallurgia del ferro, anzi, trasse profitto dal progredire dell'abilità e dell'ingegnosità derivante dal fatto che ci fu sempre costante richiesta d'armi e attrezzi. I fabbri celtici della Gallia, che già Cesare aveva lodato, avevano costruito cerchioni di ferro per le ruote dei loro carri da guerra e si affermava che fossero stati gli inventori dell'armatura a maglia; ma, nonostante ciò, in battaglia le loro spade s'incurvavano, per cui dovevano essere frequentemente raddrizzate.
Le armi dei nuovi governanti scandinavi erano già migliorate. Le saghe del primo Medioevo parlano delle “lunghe spade” dei Vichinghi, delle scuri da guerra dei Franchi e dei pugnali e spade dei Sassoni. Il fabbro conservava ancora la sua posizione di membro di una potente corporazione.
[...]  La maggior parte del ferro e dell’acciaio era ancora prodotta direttamente dal minerale mediante  processi alquanto dispendiosi, ma gradualmente si pervenne alla scoperta di nuove tecniche per la produzione del ferro greggio. Il contenuto di carbonio di tale ferro poteva essere ridotto per ottenere del ferro saldato, oppure elevato per ottenere della ghisa.
Non solo si incurvavano: ci vuole cura per le nostre amiche spade!
Come spiegato QUI.
La lavorazione dei materiali potrebbe dimostrarsi fondamentale nel caso in cui volessimo creare un personaggio fabbro che non stia sempre martellando come quasi tutti i film e le serie tv ci hanno abituato.
Un altro documento utile è a questo indirizzo (attenzione: cliccando vi scaricherà automaticamente il documento in formato rtf. Procedete solo se volete davvero scaricarlo sul pc).
I materiali metallici utilizzati nel periodo in questione, sono soprattutto il bronzo ed il "ferro". Il bronzo è una lega rame-stagno. 
Il "ferro" in realtà è un acciaio a bassissimo contenuto di carbonio. Il ferro puro, infatti, non è industrialmente utilizzabile, perché per fusione dà getti spugnosi con numerose soffiature, durante il raffreddamento subisce una forte contrazione, sottoposto a lavorazione meccanica a freddo indurisce e quindi diventa fragile ed è più soggetto alla corrosione. 
Questi materiali venivano usati nella forgiatura (lavorazione a caldo mediante battitura) di armi da difesa e strumenti di lavoro taglienti. Il bronzo, in particolare, era utilizzato per costruire attrezzi, armi, corazze e strumenti resistenti e leggeri. 
Ma era anche utilizzato nella coniatura di monete e di medaglie e, poiché ha un basso attrito, anche per la fabbricazione di palle da cannone, visto che quelle di "ferro" tendevano a grippare all'interno della canna.
Come vedete le cose non sono così semplici come si potrebbe pensare.
Per oggi ci occuperemo solamente di spade, perché ne esistono più tipi di quanti ne possiamo ricordare; perciò invito alla visione dell'elenco di articoli in merito sempre di Zwei e alla digressione oplologica spada contro lancia di Bakakura.


Protesta: ma come! Le spade di questi articoli non ricordano minimamente quelle dei videogiochi e delle copertine dei libri!

Vero.
Generalmente nei libri fantasy le spade non sono fatte di semplice metallo, né risultano funzionali nel design, però hanno altre molte caratteristiche fighe che le rendono appetibili. Talvolta persino utili, soprattutto nel caso della mitologia.

Inutile sparare sempre sulle spade di cristallo nero.
Vediamo quali:

  • Brisingr: è la spada di Eragon, forgiata dall'elfo femmina Rhunon che la crea controllando con la mente il corpo di Eragon. La lama e il fodero sono entrambi blu come il suo drago Saphira; il nome significa "fuoco" nell'antica lingua e quando Eragon la pronuncia il suo nome la spada si infiamma. A detta della stessa Rhunon, è la migliore arma che abbia mai forgiato, più potente quindi di tutte le precedenti spade dei cavalieri (ma noi possiamo riservarci il diritto di non crederci: lei non è Hattori Hanzo, N.d.S.);
  • Dáinsleif: "Eredità di Dáinn", è la spada del re Högne forgiata dai nani, come molte altre armi della mitologia norrena. Ha il potere di uccidere un uomo ogni volta che viene sguainata, oltre a non fallire mai il colpo. Inoltre le ferite che infligge sono inguaribili. Queste proprietà magiche le derivano dall'essere stata per parecchio tempo nel regno dei morti;
  • Dyrnwyn: nella mitologia gallese, "Bianca Elsa" è la spada magica di Rhydderch Hael; quando viene sguainata, la lama viene avvolta da una fiamma. Se impugnata da un valoroso, il fuoco lo aiuterà nella sua causa,  se al contrario viene impugnata da un malvagio, il fuoco lo brucerà. Dyrnwyn era anche uno dei Tredici tesori dell'Isola di Britannia;
  • Excalibur: il suo nome significa in grado di tagliare l'acciaio. La versione in cui Artù estrae la spada dalla roccia appare per la prima volta nel racconto in versi francese "Merlino" di Robert de Boron. Il fodero di Excalibur aveva il potere magico di proteggere il proprio proprietario dall'essere ferito; è il furto del fodero da parte di Morgana la Fata che porta, alla fine, alla morte di Artù;
  • Fragarach: nella mitologia irlandese è la spada di Manannan mac Lir e di Lúg Lamfada, suo figlio adottivo. Di questa spada si dice che quando viene puntata alla gola di qualcuno lo obbliga a dire la verità e può placare i venti secondo il desiderio di chi la usa. Forgiata dagli dei viene infine affidata all'eroe dell'Ulster, Cù Chulainn, dallo stesso Lúg. In seguito finirà nelle mani di Conn delle Cento Battaglie;
  • Frostmourne: è uno spadone a due mani il cui filo rimane sempre tagliente. La spada ha un pomo di metallo argentato che passa attraverso un teschio dotato di corna caprine e presenta intagli formanti rune arcane che a tratti brillano di luce blu e bianca; è sempre avvolta da una nebbiolina gelida. Ha due proprietà: può annullare l'energia magica e può intrappolare al suo interno le anime di coloro che vengono uccisi dalla lama, ricordando molto da vicino la spada Stormbringer;
  • Gramr: nella mitologia norrena Gramr è la spada che Sigfrido usa per uccidere il drago Fáfnir. Ereditata dal padre Sigmundr, che l'aveva a sua volta estratta da un ceppo nel quale Odino l'aveva conficcata. Secondo la tradizione nessun altro avrebbe potuto estrarla. La spada fu distrutta e riforgiata almeno una volta;
  • Hrunting: è il nome di una spada magica data a Beowulf, che la utilizza nella sua battaglia contro la Madre di Grendel. Nonostante la spada abbia il potere di non far fallire mai un colpo di colui che la usa, quando Beowulf scende in fondo al lago per combattere la Madre di Grendel la spada risulta inefficace costringendolo a scartarla;
«E con lo spezzone di Narsil Isildur tagliò l'Anello Dominante dalla mano di Sauron e se ne impossessò.»
(John Ronald Reuel Tolkien, "Il Silmarillion")
  • Narsil: Tolkien crea la spada di Elendil, un Dúnedain, che verrà riforgiata e chiamata Andúril migliaia di anni dopo essere stata spezzata. Il motivo per cui Telchar forgia Narsil per la prima volta è sconosciuto, ma è famosa perché nella battaglia contro Sauron Isildur ne usa i frammenti per tagliare l'Unico Anello dalla mano di Sauron, annientandolo. La spada viene riforgiata per Aragorn, erede di Isildur, che la utilizza infine per ottenere il comando dell'Armata dei Morti;
  • Pungolo: è una delle tre lame elfiche recuperate da Bilbo nella caverna degli uomini neri ne "Lo Hobbit", insieme a Glamdring "Battinemici" e Orcrist "Fendiorchi". Come tutte le antiche lame elfiche, Pungolo risplende magicamente di una luce azzurrina in caso di presenza di Orchi nelle vicinanze;
  • Spada del Potere: è la spada di He-Man che racchiude tutti i poteri del castello di Grayskull, dove è custodita dalla Maga del castello. Grazie ai poteri della spada e pronunciando la frase "per il potere di Grayskull" il principe Adam sarà in grado di trasformarsi in He-Man. Esiste anche una seconda "spada del potere" destinata alla sorella gemella di Adam, Adora, che le consente di trasformarsi in "She-ra";
  • Stormbringer: è il nome della spada demoniaca brandita da Elric di Melniboné. Trattasi di uno spadone senziente di colore nero con incise rune rosse e di materiale sconosciuto. È in grado di assorbire le anime delle persone che uccide. Ne esiste anche una spada gemella chiamata Mournblade;
  • Tyrfing: è una spada magica della mitologia norrena, forgiata dai nani Dvalinn e Durin. L'arma ha un'elsa d'oro e non può mai mancare il bersaglio, né arrugginire. Inoltre è in grado di tagliare pietra e ferro come  tessuti. Tuttavia grava su di essa una maledizione che uccide un uomo ogni volta che viene impugnata oltre a essere destinata a causare tre grandi mali;
  • Vajra: il nome significa sia fulmine che diamante; nella mitologia induista il vajra rappresenta il fulmine impugnato come arma da Indra, Re degli dei. Rappresenta l'indistruttibilità, come l'arma più potente, e ha la qualità di non poter essere usato in modo errato. Inoltre torna sempre a chi la impugna. Si narra che il vajra sia stato fatto con le ossa dell'asceta Dadhichi per uccidere Vritra, che non poteva essere ucciso da armi metalliche e non metalliche, né prodotte dall'uomo né dagli dei.

Alice usa la prima delle spade Vorpal contro il Jabberwocky.
Level up!
Queste sono le più famose ma non vanno sottovalutate anche altre spade della tradizione letteraria fantastica. Per un elenco completo guardate QUI.
Di spunti ce ne sono a sufficienza per tutti: come vedete, alla fine, sono veramente tante le armi che utilizzano proprietà già di altre in ordine cronologico, senza che qualcuno si sia troppo scandalizzato.
Pensate meno all'estetica, più alla sostanza.
Non fate arrabbiare il papà di Zodd.
In alternativa, ci sono sempre le carote...


Sigla!